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Inter, Ausilio: ''Spalletti al centro del progetto''

Luciano Spalletti (reuters)
Il ds nerazzurro conferma che il tecnico resterà in panchina e ribadisce le ambizioni di Suning: ''Vuole una squadra vincente". Mercato, occhi sul portiere brasiliano Brasao
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MILANO - L'Inter ragiona sul mercato del futuro e pensa al portiere Brasao del Cruzeiro, classe 2000. Il sudamericano, nominato come migliore giocatore nel suo ruolo al Mondiale Under 17, è già entrato nel giro della nazionale maggiore, dove è il terzo portiere. La trattativa tra il club di Suning e i brasiliani è avviata, ma non ancora in via di definizione. L'idea dell'Inter è chiudere ora l'affare, ma lasciare il giocatore altri sei mesi in Brasile, per poi portalo in Italia a giugno, quando Brasao avrà ottenuto il passaporto portoghese.


Nel mentre, il direttore sportivo Piero Ausilio a Sky racconta del mercato di giugno libero dai paletti del settlment agreement e conferma la volontà di proseguire con Luciano Spalletti. "Il nostro è un progetto che parte ormai da un anno e mezzo con Spalletti e durerà ancora tanto tempo con lui. Per quello che riguarda il mercato dovremo tenere conto del Fair pla…
MILANO - L'Inter ragiona sul mercato del futuro e pensa al portiere Brasao del Cruzeiro, classe 2000. Il sudamericano, nominato come migliore giocatore nel suo ruolo al Mondiale Under 17, è già entrato nel giro della nazionale maggiore, dove è il terzo portiere. La trattativa tra il club di Suning e i brasiliani è avviata, ma non ancora in via di definizione. L'idea dell'Inter è chiudere ora l'affare, ma lasciare il giocatore altri sei mesi in Brasile, per poi portalo in Italia a giugno, quando Brasao avrà ottenuto il passaporto portoghese.


Nel mentre, il direttore sportivo Piero Ausilio a Sky racconta del mercato di giugno libero dai paletti del settlment agreement e conferma la volontà di proseguire con Luciano Spalletti. "Il nostro è un progetto che parte ormai da un anno e mezzo con Spalletti e durerà ancora tanto tempo con lui. Per quello che riguarda il mercato dovremo tenere conto del Fair play, quindi non ci aspettiamo acquisti stellari. E' un mercato che sarà fatto puntando sui giocatori di qualità che possono migliorare l'Inter, ma anche puntando in qualche modo a fare cassa. Non si può pensare solo a comprare". E sulla proprietà il dirigente riconferma: "Suning è ambiziosa e vuole una Inter che torni a vincere, non si accontenta di essere seconda o terza o quarta. Però per arrivare a vincere e soprattutto durare nel tempo devi creare delle basi, delle fondamenta. Non puoi pensare di essere una grande squadra perché vai sul mercato e compri i migliori calciatori".
 
AUSILIO TRA ZANIOLO, DYBALA E COUTINHO - Ausilio poi fa un salto nel passato raccontando della cessione di Zaniolo "un ragazzo di prospettiva che abbiamo dovuto sacrificare per prendere Nainggolan", della corte fatta a Dybala: "Era il 2015, se in quell'occasione l'Inter avesse avuto la possibilità di fare un rilancio economico di un certo tipo, Dybala sarebbe diventato un giocatore dell'Inter. Ma, l'offerta era inferiore rispetto a quella che poi fece la Juve che comunque offriva al ragazzo la possibilità di giocare la Champions League".

Operazioni sfumate e giocatori sacrificati, tutto accade nel mercato. Ma c'è un affare che più di altri al ds non è ancora andato giù: "Coutinho, in assoluto. In quel caso non è stato tanto un discorso economico. Infatti appena venduto lui, acquistammo Kovacic ed Icardi. Sia io che Branca e tutta l'area tecnica dell'Inter avrebbe tenuto il brasiliano per 20 anni, ma c'era un dato di fatto legato ai numeri: non giocava. E il calciatore ogni sei mesi veniva a dire che, giustamente, se ne voleva andare perché voleva giocare". Resta sempre vivo il sogno Modric, in estate arrivato ad un là dal vestire nerazzurro. "Durante la trattativa di Vrsaljko - afferma Ausilio -  gli agenti ci buttarono lì l'idea. Io rimasi sorpreso, nel senso che mi sembrava talmente strano che una società come il Real Madrid potesse privarsi di Modric dopo aver perso Ronaldo. Non ci credevo fino in fondo, ma allo stesso tempo mi sono detto perché non sognare? Mi limitai di rispondere che noi c'eravamo e, se è vero che quello che dite è realizzabile, parlatene con il Real e fateci sapere. Gli agenti erano convinti di poter portare avanti una linea e che il giocatore si sarebbe potuto liberare".