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Inter, Spalletti: "Ottimista per finale di stagione, non ho paura"

Il tecnico neroazzurro prima della partita con la Fiorentina: "Spero che Icardi torni presto, ma l'Inter non dipende da un solo giocatore
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MILANO - "Spero che Mauro Icardi torni presto, ma l'Inter non dipende da un solo giocatore", parola di Luciano Spalletti alla vigilia della partita contro la Fiorentina. Domani l'Inter si presenta al Franchi con 4 risultati utili consecutivi, ma per restare saldi al terzo posto è necessario continuare a vincere. "Il margine che avevamo si è assottigliato e se non conquisti punti le altre si avvicinano, per cui dobbiamo vincere", rimarca l'allenatore che su Federico Chiesa, corteggiato dai nerazzurri, dice: "A me piace allenare i miei di giocatori, chiaro che Chiesa è un talento importante. La sua qualità di saltare l'uomo e fare gol è considerevole".
 
Dopo gli ultimi quattro risultati positivi, la partita di domani contro la Fiorentina è un esame?
"Lo sono tutte le partite perché tutte ti danno la possibilità di ricevere gli stessi punti e come si è visto in preceden…
MILANO - "Spero che Mauro Icardi torni presto, ma l'Inter non dipende da un solo giocatore", parola di Luciano Spalletti alla vigilia della partita contro la Fiorentina. Domani l'Inter si presenta al Franchi con 4 risultati utili consecutivi, ma per restare saldi al terzo posto è necessario continuare a vincere. "Il margine che avevamo si è assottigliato e se non conquisti punti le altre si avvicinano, per cui dobbiamo vincere", rimarca l'allenatore che su Federico Chiesa, corteggiato dai nerazzurri, dice: "A me piace allenare i miei di giocatori, chiaro che Chiesa è un talento importante. La sua qualità di saltare l'uomo e fare gol è considerevole".
 
Dopo gli ultimi quattro risultati positivi, la partita di domani contro la Fiorentina è un esame?
"Lo sono tutte le partite perché tutte ti danno la possibilità di ricevere gli stessi punti e come si è visto in precedenza te lo devi sempre guadagnare sul campo. La squadra ha fatto meglio in questo periodo e messo a posto delle cose che ultimamente non ci riuscivano, ma come si è visto si è assottigliato il margine di vantaggio e se non vinci le altre si avvicinano. Per cui dobbiamo vincere".
 
Avete superato un momento difficile, è frutto della maggiore assunzione di responsabilità di questo momento?
"C'è dentro un po' di tutto. Individualmente dobbiamo riuscire a dare il massimo per ricevere delle risposte. Perisic e Nainggolan sono due di quelli che stanno facendo bene. Bisognerebbe recuperare qualcuno in più nel reparto offensivo. Abbiamo delle partite ravvicinate, i calciatori che hanno giocato giovedì vedrò solo oggi se hanno recuperato, ci vogliono le possibilità di avere dei cambi a disposizione".
 
Crede che la squadra possa tenere lo stesso passo da qui alla fine?
"Ho la certezza che dobbiamo fare qualcosa di meglio".
 
E' preoccupato dal passo delle avversarie?
"Sono ottimista perché la squadra sta bene. Se fossi stato preoccupato lo sarei stato dall'inizio perché quelle squadre che si stanno avvicinando sono quelle con cui dovevamo confrontarci dall'inizio".
 
Ha detto che bisognerebbe recuperare qualcuno in più nel reparto offensivo, è un riferimento a Keita o a qualcun altro?
"Mi dicono che anche tu sei un bell'attaccante (dice Spalletti riferendosi al giornalista). Keita e Mauro sono parte dello stesso reparto. Poi è chiaro che si può sopperire nella partita settimanale, nelle quattro partite in quindici giorni è più difficile, per cui spero che Keita migliori ma qualche giorno si deve aspettare. Spero come tutti che Mauro ritorni a disposizione e per il resto del gruppo la squadra sta facendo quel che deve fare".
 
Di recente avete trovato qualche gol in più dagli altri reparti. E' frutto di un lavoro particolare o se lo aspettava?
"Uno come Joao Mario deve fare gol perché ce l'ha nelle possibilità, lo stesso Candreva. Vecino dà sostegno alla fase difensiva e va con le sue incursioni a fare gol. Brozovic ha il piede per far gol da fuori. Spero che si riesca a fare qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo fatto ultimamente in funzione del gol".
 
C'è un segreto nella gestione di Perisic, che sta tornando ad alti livelli?
"Il segreto lo fa la maturità del calciatore, la forza mentale".
 
Quella di domani è la gara della verità per capire se si può far bene anche senza Icardi?
"Non la metterei su questo piano ma su una continuità di comportamento per l'ambizione di giocare sempre partite più qualitative. E' difficile che una squadra come l'Inter dipenda da un calciatore. Se così fosse non sarebbe una squadra di livello, ci sono altri calciatori che dentro l'Inter fanno la differenza e ti permettono di avere una classifica importante".
 
Come cercherà l'Inter di evitare il pressing della Fiorentina e le ripartenze di Muriel?
"Clienti con quella velocità di base sono difficili da affrontare e quindi ancor di più bisogna essere bravi come gruppo. Nell'uno contro uno e in spazi larghi è quasi impossibile da marcare. Bisogna sempre avere un atteggiamento collaborativo di squadra. Noi siamo in condizione di giocarci la partita alla pari anche in trasferta con la Fiorentina e andremo senza nessun timore".