✕

Inter, Marotta: "Icardi? Ho gestito Cassano e Gheddafi jr..."

L'ad dei nerazzurri parla della gestione dell'argentino: "Io come Kissinger? Una delle qualità che mi riconosco è quella della diplomazia"
2 minuti di lettura
MILANO - Stadi, allenatori, caso Icardi e futuro. Di questo ha parlato Beppe Marotta, amministratore delegato per la parte sportiva dell'Inter. Le idee del dirigente sono chiare: stadi più accoglienti, nel caso specifico di parla di San Siro, un allenatore deve gestire e utilizzare tutto quello che la società gli mette a disposizione. Infine il tema Icardi. Marotta ospite dell'evento 'Il Foglio a San Siro' è netto sulla querelle San Siro esplosa nelle ultime settimane e che ha visto il presidente del Milan minacciare di lasciare il Meazza qualche ora fa. "Intanto so che il dibattito è stato ampio. Lo stadio è un contenitore di emozioni, tutti parlano di struttura ma bisogna fornire uno spettacolo. Lo stadio in senso lato deve avere delle qualità di casa, una struttura che deve debellare la violenza. Noi siamo carenti anche nei centri di allenamento. Abbiamo la migliore classe di giocatori, tecnici, arbitri e dirigenti, ma …
MILANO - Stadi, allenatori, caso Icardi e futuro. Di questo ha parlato Beppe Marotta, amministratore delegato per la parte sportiva dell'Inter. Le idee del dirigente sono chiare: stadi più accoglienti, nel caso specifico di parla di San Siro, un allenatore deve gestire e utilizzare tutto quello che la società gli mette a disposizione. Infine il tema Icardi. Marotta ospite dell'evento 'Il Foglio a San Siro' è netto sulla querelle San Siro esplosa nelle ultime settimane e che ha visto il presidente del Milan minacciare di lasciare il Meazza qualche ora fa. "Intanto so che il dibattito è stato ampio. Lo stadio è un contenitore di emozioni, tutti parlano di struttura ma bisogna fornire uno spettacolo. Lo stadio in senso lato deve avere delle qualità di casa, una struttura che deve debellare la violenza. Noi siamo carenti anche nei centri di allenamento. Abbiamo la migliore classe di giocatori, tecnici, arbitri e dirigenti, ma delle attrezzature non all'altezza. Sono molto favorevole al fatto che le società di calcio debbano dotarsi di una struttura adeguata, metterei dei vincoli ancora maggiori perché le società sono modelli di business. Una delle peculiarità di un modello vincente di stadio deve essere l'accoglienza, cosicché il tifoso possa essere intrattenuto anche prima e dopo la partita. Inter-Barcellona di Champions è significativo, ha generato 4,5 milioni di euro così come Juve-United perché i bianconeri garantiscono qualità maggiore". 
 

MAROTTA, ICARDI? HO GESTITO CASSANO E GHEDDAFI JR...

Marotta è trasparente e parla senza filtri anche sulla gestione del caso Icardi che lo ha visto protagonista dallo scorso 13 febbraio. "Io come Kissinger? Il soprannome mi fu dato dal mio primo presidente, l'avvocato Colantuoni. Una delle qualità che mi riconosco è quella della diplomazia, saper gestire le difficoltà senza sbraitare ma con leadership ed esempio. Ho cercato anche in questo caso di stemperare la tensione nell'interesse di tutti", ha ammesso l'ad che prosegue con una battuta: "In passato alla Samp ho avuto in squadra Cassano e il figlio di Gheddafi, quindi...". E ancora: "E' normale che in una società ci siano dinamiche che non possono essere rese pubbliche. I provvedimenti disciplinari vanno presi con senso di responsabilità. Non volevamo punire nessuno, abbiamo preso una decisione nell'interesse di tutti".

MAROTTA, DAL GRUPPO ESCE LA SQUADRA, SI DEVE RITROVARE IL SENSO DI APPARTENENZA

Altro tema importante è come sono cambiate la figura dell'allenatore e dei dirigenti negli anni. "Una volta i tecnici allenavano a bordo campo in giacca e cravatta e davano alcuni consiglio. Oggi è differente. Noi abbiamo un compito: gestire al meglio le risorse. L'allenatore deve gestire i giocatori, la società deve proteggere il tecnico e i giocatori. La squadra è una comunità in cui le regole devono essere rispettate. Da un gruppo di persone bisogna tirare fuori la squadra. Questo è uno degli obiettivi dell'allenatore, che deve essere in grado di creare presupposti", rimarca il dirigente che sul suo futuro afferma: "Voglio far tornare a vincere i nerazzurri. Se non ci siamo riusciti in questi anni è evidente che ci siano delle problematiche. Alla Juventus c'era grande senso di appartenenza. Qui è venuto meno questo senso perché si sono avvicendate 3 proprietà. Qua la società è molto forte, Suning è vogliosa di arrivare in alto e c'è un patrimonio di tifosi e di storia che fa ben sperare. Non solo dai punti di vista dei bilanci, ma anche per le vittorie"