MILANO - Luciano Spalletti non vuol sentire parlare che della partita contro il Chievo. Solo quella conta in questo momento, poco gli importa del suo futuro perché "è l'Inter di adesso che interessa e l'obiettivo Champions", spiega alla vigilia della partita di domani sera a San Siro.
Mancano tre partite alla fine della stagione, l'Inter deve fare sei punti per andare in Champions. I risultati delle avversarie aumentano la pressione?
"E' difficile far aumentare la pressione a chi vive in una squadra di alto livello come l'Inter. E' normale che i nostri avversari abbiano vinto, così come per noi deve essere normale andare a vincerle tutte. Sarà difficile contro il Chievo perché se sei impostato male nulla è semplice. Domani ci vorranno tutte la qualità che abbiamo nel nostro repertorio".
Come si prepara una gara così importante tra voci sul suo futuro e quelle sul mercato?
"Se giornali così importanti scrivono da mesi che il prossimo anno non sarò qui avranno i loro motivi, ma non ci sposta di un millimetro la voglia di raggiungere il nostro obiettivo finale".
Qual è il grande rischio di domani contro il Chievo?
"Quello di non riuscire a vincere e non mettere sul campo tutte le qualità che possediamo. Fondamentale è allenarsi in un certo modo durante la settimana e mettere gli ingredienti giusti per vincere la partita quando scendi in campo. Noi siamo pronti ad affrontare ogni avversario, poi c'è lo scorrere della gara che determinerà se abbiamo lavorato bene o meno".
L'Idea di poter raggiungere 72 punti è qualcosa che la stimola più ancora dell'obiettivo Champions?
"Non cambia molto, quello che mi stimola è la partita di domani sera. Siamo perfettamente dentro al pensiero corretto per il prossimo obiettivo: il match contro il Chievo".
Alla fine del girone di andata con 39 punti disse che sarebbe stata tanta roba fare gli stessi punti anche nel ritorno dove, invece, c'è stato un calo. Pensa che si sia andati prima oltre le potenzialità o non c'è stata crescita?
"Secondo me per quello che si è visto durante il campionato tutte le squadre hanno creato problemi alle più titolare. Tante squadra si sono inserite nel gruppo di alta classifica togliendo punti a chi lo scorso anno ha fatto meglio. Diventa fondamentale il quarto posto, con quale punteggio non importa. L'essenziale è starci".
Chiudendo al terzo posto migliorerebbe di un posto la posizione della scorsa stagione. Una mancata conferma la vivrebbe come un tradimento?
"Non mi interessa quello che riguarda il mio futuro. E' l'Inter di adesso che interessa. Domani ci saranno 60mila allo stadio per darci supporto".
Ha detto che Gagliardini ha fatto bene quando l'ha scelto, c'è un motivo per cui ha trovato meno spazio?
"Non c'è un motivo particolare. Lui è un giocatore di ottimo livello come lo sono i suoi compagni. Quando ho scelto lui ho lasciato fuori altri. Il motivo è l'equilibrio della squadra".
Mancano tre partite alla fine della stagione, l'Inter deve fare sei punti per andare in Champions. I risultati delle avversarie aumentano la pressione?
"E' difficile far aumentare la pressione a chi vive in una squadra di alto livello come l'Inter. E' normale che i nostri avversari abbiano vinto, così come per noi deve essere normale andare a vincerle tutte. Sarà difficile contro il Chievo perché se sei impostato male nulla è semplice. Domani ci vorranno tutte la qualità che abbiamo nel nostro repertorio".
Come si prepara una gara così importante tra voci sul suo futuro e quelle sul mercato?
"Se giornali così importanti scrivono da mesi che il prossimo anno non sarò qui avranno i loro motivi, ma non ci sposta di un millimetro la voglia di raggiungere il nostro obiettivo finale".
Qual è il grande rischio di domani contro il Chievo?
"Quello di non riuscire a vincere e non mettere sul campo tutte le qualità che possediamo. Fondamentale è allenarsi in un certo modo durante la settimana e mettere gli ingredienti giusti per vincere la partita quando scendi in campo. Noi siamo pronti ad affrontare ogni avversario, poi c'è lo scorrere della gara che determinerà se abbiamo lavorato bene o meno".
L'Idea di poter raggiungere 72 punti è qualcosa che la stimola più ancora dell'obiettivo Champions?
"Non cambia molto, quello che mi stimola è la partita di domani sera. Siamo perfettamente dentro al pensiero corretto per il prossimo obiettivo: il match contro il Chievo".
Alla fine del girone di andata con 39 punti disse che sarebbe stata tanta roba fare gli stessi punti anche nel ritorno dove, invece, c'è stato un calo. Pensa che si sia andati prima oltre le potenzialità o non c'è stata crescita?
"Secondo me per quello che si è visto durante il campionato tutte le squadre hanno creato problemi alle più titolare. Tante squadra si sono inserite nel gruppo di alta classifica togliendo punti a chi lo scorso anno ha fatto meglio. Diventa fondamentale il quarto posto, con quale punteggio non importa. L'essenziale è starci".
Chiudendo al terzo posto migliorerebbe di un posto la posizione della scorsa stagione. Una mancata conferma la vivrebbe come un tradimento?
"Non mi interessa quello che riguarda il mio futuro. E' l'Inter di adesso che interessa. Domani ci saranno 60mila allo stadio per darci supporto".
Ha detto che Gagliardini ha fatto bene quando l'ha scelto, c'è un motivo per cui ha trovato meno spazio?
"Non c'è un motivo particolare. Lui è un giocatore di ottimo livello come lo sono i suoi compagni. Quando ho scelto lui ho lasciato fuori altri. Il motivo è l'equilibrio della squadra".
