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Inter, ritiro troppo blindato: la protesta degli svizzeri

Nerazzurri al lavoro (foto profilo twitter Inter) 
Sta destando polemiche tra i ticinesi l'impossibilità di vedere un solo allenamento dei nerazzurri. Il sindaco di Lugano difende il club:"I patti erano chiari"
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LUGANO - Nel terzo giorno di ritiro a Lugano, Antonio Conte per la prima volta ha lavorato con tutti i giocatori a disposizione, senza dividerli in gruppi. "L'allenamento è molto duro, il mister ci chiede di dare il 110 percento e siamo contenti di farlo", dice Sebastiano Esposito. In mattinata, ai campi del centro Cornaredo si sono presentati l'amministratore delegato Beppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio, che hanno assistito agli allenamenti (cominciati alle 10, non alle 8 come nei giorni passati) e poi pranzato con la squadra.
 

La polemica ticinese

I media del Canton Ticino da giorni lamentano il fatto che l'Inter si alleni a porte chiuse, senza alcun contatto con la cittadinanza di Lugano. I pochi tifosi locali che avevano tentato lunedì di accedere ai campi, si sono presto arresi. Sui social dei media ticinesi i commenti sono di questo tenore. "Per tanto così potevano andare ad allenarsi a Guantanamo". "Quanto costa ai contribuenti la permanenza dell'Inter? Qual è il vantaggio?". Roberto Badaracco, direttore del Dicastero municipale sport ed eventi, commenta: "Abbiamo provato a chiedere almeno un allenamento a porte aperte, ma ci è stato risposto picche".
 

Il sindaco difende l'Inter

Marco Borradori, sindaco di Lugano, difende l'Inter e la gestione del ritiro: "La dirigenza della società nerazzurra con noi è stata esplicita sin da subito. Voleva la tranquillità e la discrezione che, altrove, non poteva avere. Certo, da amante del bel calcio, piacerebbe anche a me assistere a degli allenamenti a porte aperte. I patti, però, erano chiari". L'amministrazione comunale chiarisce anzi che non è stata l'Inter, ma le stesse autorità cittadine a chiedere che gli allenamenti si svolgessero a porte chiuse, per ragioni di sicurezza: visto che il campo principale del centro è chiuso, gli allenamenti si svolgono in campi laterali senza tribune. Stesso discorso per l'ultimo allenamento quello di sabato, che si svolgerà all'interno dello stadio: per aprirlo al pubblico, si sarebbero dovuti pagare steward e addetti alla sicurezza. L'Inter anzi avrebbe voluto almeno un momento di allenamento aperto.
 

Il mercato non si ferma

Ieri Radja Nainggolan - considerato da Marorra "fuori dal progetto interista" come Mauro Icardi - si è detto disponibile a trasferirsi in Cina. Due le squadre interessate al suo cartellino: Dalian e Shanghai Shenhua. In partenza anche Joao Mario, che piace al Monaco, e Karamoh, vicino al Parma. Sul fronte acquisti, invece, la dirigenza nerazzurra sta accelerando per portare a Milano Romelu Lukaku, centravanti belga per cui il Manchester United chiede 70 milioni. È uno dei pallini di Conte. Ma l'allenatore del club britannico, Ole Gunnar Solskjaer, gela gli entusiasmi interisti: "Non abbiano necessità di vendere nessuno". Ma Lukaku giocherebbe volentieri in nerazzurro.

Amichevole sold out

Il ritiro dell'Inter si concluderà domenica 14 luglio con l'amichevole contro i bianconeri del Football Club Lugano, squadra iscritta alla Super League, la serie A svizzera. I 7mila biglietti messi in vendita dalla società bianconera son immediatamente andati a ruba. Proprio in occasione della partita con i nerazzurri, il Lugano inaugurerà il nuovo manto erboso per la stagione 2019/2020. In Svizzera il campionato comincerà già venerdì 19 luglio, con l'anticipo della prima giornata. Per questo il Lugano si presenterà molto più avanti con la preparazione rispetto all'Inter.
 
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