MILANO - Romelu Lukaku fa sentire la sua voce. L'attaccante belga dell'Inter, intervistato da "Rolling Stone", è tornato sul tema del razzismo, dopo
gli ululati ricevuti dal pubblico di Cagliari. Il 26enne ex Manchester United si era già espresso
con un post su Instagram, invitando le federazioni e i club a fare di più, e ancora una volta ha chiesto che la risposta per debellare il razzismo sia globale.
La ricetta di Lukaku
Lukaku non pensa che lasciare il campo a causa dei buu razzisti sia la soluzione migliore. "Ma penso che chi riceve insulti razzisti debba prendere posizione, quello sì. Perché il razzismo è qualcosa a cui bisogna rispondere. Guarda l'Inghilterra, dove nelle ultime settimane sono successe diverse cose a giocatori del Manchester United e del Chelsea: la questione va affrontata. Il calcio è qualcosa di internazionale, multiculturale. Se vuoi davvero attirare i migliori giocatori del mondo, d…
MILANO - Romelu Lukaku fa sentire la sua voce. L'attaccante belga dell'Inter, intervistato da "Rolling Stone", è tornato sul tema del razzismo, dopo
gli ululati ricevuti dal pubblico di Cagliari. Il 26enne ex Manchester United si era già espresso
con un post su Instagram, invitando le federazioni e i club a fare di più, e ancora una volta ha chiesto che la risposta per debellare il razzismo sia globale.
La ricetta di Lukaku
Lukaku non pensa che lasciare il campo a causa dei buu razzisti sia la soluzione migliore. "Ma penso che chi riceve insulti razzisti debba prendere posizione, quello sì. Perché il razzismo è qualcosa a cui bisogna rispondere. Guarda l'Inghilterra, dove nelle ultime settimane sono successe diverse cose a giocatori del Manchester United e del Chelsea: la questione va affrontata. Il calcio è qualcosa di internazionale, multiculturale. Se vuoi davvero attirare i migliori giocatori del mondo, devi accoglierli a braccia aperte, perché a loro volta gli atleti devono adattarsi alla cultura in cui arrivano. Quindi è fondamentale non discriminare, e apprezzare quello che uno porta con la sua presenza". Il 26enne belga ha ringraziato l'Inter per il sostegno ricevuto, anche attraverso il lancio della campagna contro il razzismo. "Penso che sia stata una grande cosa da parte del club. E se vorranno il mio aiuto, glielo darò. Ma in questo momento non sono concentrato su quello che succede attorno a me quando sono sul campo da calcio. Se dovessi sentire cori razzisti, risponderò. Però i miei pensieri rimangono sul campo, per aiutare i miei compagni a vincere".
"In Italia volevo solo l'Inter"
Nel corso dell'intervista a "Rolling Stone", Lukaku ha anche spiegato i motivi che lo hanno spinto a scegliere di lasciare l'Inghilterra e approdare in nerazzurro. "L'Inter era il club per cui volevo giocare qui in Italia, il coach è stato un altro elemento importante nella mia scelta, oltre al fatto che sapevo che la squadra aveva degli ottimi giocatori. Ma anche da un punto di vista familiare è stata una buona scelta, perché mio fratello Jordan gioca nella Lazio". Chiusura dedicata all'esultanza con inchino ai tifosi di San Siro in occasione del suo primo gol
nel 4-0 contro il Lecce : "Sin da quando ho firmato per l'Inter, e pure prima, c'era davvero tanta gente eccitata dall'idea del mio arrivo. Quindi con quel gesto volevo semplicemente ringraziarli per il supporto che mi hanno dato da quando sono arrivato".