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Inter, Conte: ''Primato? Cavalli buoni si vedono alla fine. Con la Sampdoria tantissimo da perdere''

Antonio Conte (agf)
Nerazzurri a Genova per allungare la striscia vincente: ''Dovremo fare attenzione. La continuità di risultati è importante ma se si vuole essere protagonisti bisogna eliminare gli alti e bassi. Juve e Napoli davanti a noi in maniera importante"
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MILANO - Domani la Sampdoria a Genova, mercoledì contro il Barcellona in Champions League al Camp Nou. Antonio Conte fa bene i suoi calcoli per tranne il massimo dall'Inter, capolista a punteggio pieno dopo cinque giornate. Dunque via al turn over, ma "come dico sempre ai calciatori la gara della vita è quella che dobbiamo giocare. E per noi è quella contro la Samp. Domani per noi è la partita con la 'P' maiuscola. E' la quinta gara in pochi giorni che giochiamo, quindi, è inevitabile che in modo intelligente e prendendoci dei rischi sarà giusto fare delle scelte mandando in campo una squadra equilibrata per ottenere il massimo", afferma il tecnico dell'Inter alla vigilia della sfida contro la formazione di Eusebio Di Francesco al momento fanalino di coda. 
 
Che gara si aspetta domani?
"E' un campo difficile Genova, la Sampdoria è una buona squadra, organizzata e con un buon tecnico, l'abbiamo studiata la Samp e si vede il lavoro di Eusebio. E' partito con un sistema poi lo ha cambiato in corso d'opera ma al di là di questo ha presente determinati concetti: dovremo fare molta attenzione perché sarà una gara difficile. E' la classica gara dove abbiamo tantissimo da perdere".
Si aspettava un avvio così buono?
"Nessuno parte per perdere. Nella nostra testa c'è sempre la volontà di ottenere una vittoria. Il fatto di avere ottenuto 5 vittorie è importante e certamente sono frutto del lavoro che stiamo facendo, ma ribadisco che sono passate appena cinque giornate. Dobbiamo continuare con la stessa volontà e voglia. Se si vuole essere protagonisti si deve dare continuità ai risultati. Bisogna evitare gli alti e bassi. Se vogliamo diventare una squadra forte si deve avere stabilità. Stiamo cercando di migliorare sotto questo punto di vista".
In percentuale quanti margini di miglioramenti ha l'Inter?
"Quando cambi guida tecnica cambia un po' tutto. C'è un percorso per me e per tutti gli altri tecnici che hanno iniziato quest'anno con nuove squadre e per ognuno c'è margine di crescita. Sicuramente, però, c'è un percorso da fare. Noi questo percorso abbiamo iniziato a farlo, ora dobbiamo capire a che velocità si sta andando".
Trovi similitudini tra il primo anno alla Juventus e il primo anno qui?
"Quando parliamo di forza di difesa si parla dell'intera squadra. Credo che la cosa più importante è riuscire ad avere un equilibrio tra la fase offensiva e difensiva. I parallelismi sono difficili, sono situazioni diverse. Ricordo che al primo anno fummo bravi a vincere da imbattuti pareggiando tante partite. Le difficoltà le trovammo, il primo anno. Al tempo stesso nel Milan c'erano Thiago Silva, Ibrahimovic, Nesta, Gattuso. Una squadra forte. Fummo bravi e loro in alcuni aspetti mancarono, perché i superfavoriti erano loro. C'era l'Inter del Triplete, c'era il Napoli con Cavani-Lavezzi-Hamsik, squadre che sulla carta ci erano davanti. Oggi vedo Juventus e Napoli davanti a noi e devo dire che la qualità del campionato quest'anno si è alzata. La Lazio è una squadra forte, che l'anno scorso ha vinto la Coppa Italia. E' stata costruita negli anni e ora è una realtà, può lottare per stare tra le prime quattro. Il Milan stesso ha buoni giocatori, un buon allenatore e una società forte. Noi dovremo lottare con tutte le nostre forze, vediamo quale sarà il nostro meglio. Solo andando avanti potremo catalogarci e capire che situazioni andremo ad affrontare".
Gli alti e bassi di cui spesso ha parlato riguardano l'aspetto caratteriale o tecnico?
"Basta andare a vedere lo storico degli ultimi nove anni dell'Inter. Io non sono stato il primo a vincere 5 gare, questa Inter due anni fa era in testa alla classifica a dicembre per poi finire quarta ma all'ultima giornata vincendo in casa della Lazio. Per cui dobbiamo tirare fuori le unghie e sapere che i cavalli buoni si vedono all'arrivo".
Come ha visto Sanchez nell'ultima gara?
"Di Sanchez credo di aver parlato tanto. Prima o poi lo vedrete in campo dall'inizio".
A livello di leadership questa rosa riconosce degli uomini che possono tenerla concentrata rispetto al passato?
"Quando parlo di crescita parlo di tutto anche di leadership. Il mio compito è migliorare i miei calciatori sotto tutti gli aspetti perché abbiamo grandi margini di crescita. Sono molto cauto su questo tema e dico che c'è da migliorare. La soddisfazione in tutto questo è trovare grande disponibilità da parte del gruppo e questo ci deve far stare sereni. In ogni caso una o due vittorie non mi fanno cambiare pensiero".
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