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Inter, i dubbi di Conte: per lo scudetto serve di più

Antonio Conte (ansa)
La partita di Lecce, che ha spinto i nerazzurri a -4 dalla Juve, ha detto una cosa semplice: se vogliono continuare a correre per il tricolore Lukaku e compagni devono fare di più. E forse tentare strade diverse rispetto a quanto fatto finora
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Sotto di quattro punti rispetto alla Juve, con il rischio concreto di essere scavalcata anche dalla Lazio (che ha una partita in meno), e nel mezzo di una sessione di mercato esaltante per i tifosi, ma difficile da gestire in spogliatoio. Dopo il pareggio nello stadio di Via Del Mare, dove è cresciuto e che oggi lo fischia, Antonio Conte si risveglia con qualche dubbio e tante idee. La partita di Lecce ha detto una cosa semplice: se vuole continuare a correre per lo scudetto, l'Inter deve fare di più. E forse tentare strade diverse rispetto a quanto fatto finora.

Questioni di modulo

Oltre alle performance sottotono dei singoli (da Barella spento a Candreva pasticcione), l'impressione è che ormai la Serie A abbia preso le misure al gioco dell'Inter. Come già avevano fatto Roma, Fiorentina e Atalanta, anche il Lecce ha saputo trovare contromosse efficaci (e tutto sommato semplici) per imbrigliare il 3-5-2 di Conte. Schierando a specchio i suoi, Liverani ha creato una gabbia attorno a Lukaku e Lautaro, esaltando nell'uno contro uno a centrocampo la maggior qualità dell'ispiratissimo Petriccione rispetto agli appannati mediani nerazzurri. La macchina da gioco nerazzurra, che quando gira a piena velocità porta l'assedio all'area avversaria con sette o otto uomini, al ritmo rallentato della partita di Lecce si è dimostrata una costruzione fragile.

Eriksen e le opzioni a centrocampo

Quali saranno le contromosse di Conte per rendere la sua Inter più imprevedibile? A inizio campionato il suo principale maestro, Marcello Lippi, fece una previsione in tono di profezia: "Antonio strada facendo passerà alla difesa a quattro", disse a settembre. Per ora, salvo fugaci sprazzi di partita, l'allenatore dell'Inter è rimasto fedele al suo 3-5-2. Ed è improbabile che in un momento così delicato della corsa scudetto voglia tentare esperimenti radicali. Ma chissà mai che l'arrivo di Eiksen (sempre che arrivi, sia detto per scaramanzia) non lo tenti a provare altre soluzioni dietro alle due punte, che a Lecce hanno sofferto di solitudine.

La tentazione del rombo

Eriksen è uomo assist di classe mondiale. Magari un giorno - se Lippi avrà ragione nel profettizzare la difesa a quattro - Conte potrebbe tentare addirittura un rombo ancelottiano, con il danese dietro alle punte, Barella a fare il Gattuso della situazione (o il Conte, se si preferisce) e Brozovic / Sensi a disputarsi le posizioni di vertice basso ed esterno di sinistra. Per ora è fanta-tattica, ma mai dire mai. Conte nei suoi primi anni di Juve giocava con un 3-4-3 ultra offensivo, e passando al modulo attuale ha dimostrato di non essere un integralista. Chissà se, nella sua piena maturità come allenatore, vorrà tentare un'altra svolta.

Verso la gara col Cagliari

Intanto, in attesa di rinforzi, Conte spera di recuperare gli infortunati in vista della partita in casa con il Cagliari di domenica. In infermeria per ora ci sono Gagliardini, il solito Asamoah e D'Ambrosio. Da valutare le condizioni della caviglia destra di Brozovic, che a Lecce è uscito dal campo zoppicante. Le analisi mediche chiariranno se si tratti di una distorsione o di qualcosa di peggio. La gara al Meazza contro i sardi potrà essere anche l'occasione per testare in fascia, almeno per qualche minuto, il nuovo acquisto Ashley Young, appena arrivato dallo United. Conte potrebbe impiegarlo a sinistra, dove Biraghi non sempre dà sufficienti garanzie, o anche a destra, visto che Candreva, già diffidato, a Lecce si è fatto ammonire e non potrà quindi essere in campo contro la squadra di Maran.
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