Sport

Inter, Conte: "Eriksen sa cosa vogliamo. Lo scudetto? lo dirà solo il tempo"

Antonio Conte  (agf)
Il tecnico parla del nuovo arrivo ("Recepisce subito, siamo contenti di averlo"), ma non si sbilancia sul rafforzamento della squadra
2 minuti di lettura
MILANO – Un orgoglio che Eriksen abbia scelto l’Inter. Parola di Antonio Conte. Alla vigilia della partita contro l’Udinese in trasferta, il tecnico dei nerazzurri lascia in dubbio Brozovic non ancora al meglio: “Parte ma decido domani se giocherà”. Mentre sul compagno di Lukaku in attacco Conte è ermetico: “Giocherà uno tra Sanchez ed Esposito, ovvero chi darà più garanzie”.
 
Come sta la squadra in vista di Udine?
“Bene. Ci siamo allenati bene, siamo pronti ad affrontare la gara. Mi aspetto una partita tosta, che ci impegnerà tanto. L'Udinese anche all'andata ci creò diverse difficoltà perché hanno fisico e qualità”.
Il mercato è finito. E' soddisfatto?
“Alleluja…. Ho spiegato fin dal primo giorno del mercato cosa sarebbe successo. Se avessimo venduto avremmo preso dei giocatori. Abbiamo ceduto Politano e abbiamo acquistato Eriksen. Ne sono andati via due in prestito e ne abbiamo presi due in prestito”.
Eriksen è pronto per giocare? Cosa si aspetta da lui?
“Christian stava giocando poco con il Tottenham, tutto sommato fisicamente l'ho trovato in una discreta condizione. Oggi farà il quarto allenamento, sta entrando nella nostra idea di calcio. Abbiamo parlato tanto con lui per fargli capire cosa vogliamo. Sicuramente è un calciatore che recepisce subito. Siamo contenti di averlo”.
Eriksen può avvicinarsi a Zidane?
“Ha caratteristiche totalmente diverse. Eriksen ha qualità, visione di gioco, può fare gol. Può essere un rifinitore. Zidane aveva altre caratteristiche”.
Quanto saranno importanti Sanchez e Esposito con l'assenza di Martinez?
“Uno dei due giocherà, ovvero chi darà più garanzie. L'assenza di Lautaro è importante, ha affinato l'intesa con Lukaku perché hanno giocato sempre loro. La sua squalifica è un'opportunità per chi ha giocato meno".
La rosa è attrezzata per tutte le competizioni o si sarebbe aspettato qualcosa in più?
“Il tempo lo dimostrerà. Mi è dispiaciuto per chi è andato via perché Lazaro, Dimarco e Politano hanno dimostrato attaccamento e senso di appartenenza. I tre nuovi arrivano da un altro campionato e devono conoscere la lingua. Dobbiamo essere bravi, sarà importante star bene tra di noi perché creare qualcosa dall'interno aiuta a superare quel che avviene all'esterno”.
Secondo Marotta oggi l'Inter ha buon appeal. Aver visto il suo Chelsea è stato un elemento in più per prendere tre giocatori dalla Premier?
“Io ho vinto due trofei in due anni, non è una passeggiata in Inghilterra visto anche chi allena lì. Klopp è al quarto anno in Inghilterra e a livello nazionale non ha vinto. Guardiola al primo anno lo stesso. Io sono contento del fatto che Young, Moses ed Eriksen abbiano deciso di venire. Eriksen è stato un gran colpo per il club, era nelle condizioni di scegliere e ci ha scelto. Questo ci deve dare grande soddisfazione e orgoglio. Significa che l'Inter viene vista in maniera giusta all'esterno. Penso che ognuno di noi stia contribuendo affinché l'Inter abbia lustro”.
Si aspettava la Juventus meno preparata in alcune partite e la Lazio così forte?
“Parlare delle altre squadre mi interessa zero. Lo ripeto da inizio anno, dobbiamo guardare solo a noi stessi e fare una corsa su noi stessi per progredire giorno per giorno. Sono contento di lavorare all'Inter, di quel che abbiamo fatto in questi sei mesi e di vedere la gente che apprezza”.
E' l'ultima gara prima di un lungo periodo in cui non avete un doppio impegno ravvicinato. Cosa bisognerà fare, nel prossimo mini-ciclo tra febbraio e marzo, per evitare le difficoltà del passato?
“Quando inizierà questo ciclo di gare dovremo incrociare le dita di non avere infortuni. Mi auguro di poter essere più sereno nelle scelte e nelle rotazioni, per poter far riposare qualcuno e far giocare qualcun altro. Cosa che in passato non è capitato così spesso”.
 
 
I commenti dei lettori