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Inter, presidente del Getafe: "Se voli bloccati gara annullata"

Antonio Conte (reuters)
La sfida di giovedì contro gli spagnoli (al Meazza a porte chiuse), andata degli ottavi, è in bilico. Se si gioca, resta l'incognita Eriksen: titolare o ancora in panchina?
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MILANO - "Si giocherà Inter-Getafe? Il governo spagnolo ha emesso un decreto (che blocca i voli verso l'Italia, ndr) che ci sembra buono, vedremo cosa dirà il quello italiano. Se dirà lo stesso, non saremo in grado di viaggiare e la partita sarà annullata o rinviata". Lo ha detto il presidente del Getafe Angel Torres, intervistato riguardo sfida di Europa League contro l'Inter di giovedì a San Siro. "Manca ancora la decisione definitiva, l'Uefa non ha detto nulla, siamo in contatto ma entro oggi deve decidere - ha proseguito, come riporta Marca -. Paura del viaggio? Non c'è paura, ci sono responsabilità e cautela. Il virus c'è anche a Madrid, non è necessario andare in Italia". Insomma gara incerta. Ricordiamo che con la sospensione del campionato, all'Inter resta da giocare solo l'Europa League.

La questione stadio

Inter-Getafe è in calendario per giovedì. Gli spagnoli non hanno comunicato l'intenzione di annullare la trasferta in Italia, nonostante l'aumentata allerta da parte del nostro governo. Questo comporta che l'Inter decidendo unilateralmente di non giocare - come ha fatto in Youth League, la Champions della Primavera - andrebbe incontro a una sconfitta a tavolino. Quindi, al momento, si gioca. Ma dove? Senza indicazioni in senso contrario, San Siro resta agibile. E lo stesso premier Conte ha esplicitamente detto che la sospensione delle attività sportive non riguarda le competizioni europee. Non è però escluso che da qui a giovedì possa essere scelto un altro campo, per ragioni di salute pubblica, in una zona con minor numero di contagi.

Gli avversari

Il Getafe, quarto in Liga davanti all'Atletico Madrid, è la rivelazione di questa stagione calcistica in Spagna. L'8 febbraio in campionato la terza squadra di Madrid ha maltrattato per 3-0 il Valencia. E agli ottavi di Europa League è arrivata buttando fuori l'Ajax. I lanceri di Amsterdam, sconfitti per 2-0 allo stadio Coliseum Alfonso Perez, hanno poi vinto in Olanda per 2-1, ma non è bastato. Il turno lo hanno passato i ragazzi terribili di Pepe Bordalas, che da giocatore nelle serie minori era attaccante, ma che da allenatore predilige un calcio pratico e feroce, basato sul pressing ossessivo, sul recupero palla e sul contropiede.

Il fattore Bordolas

Più che la tattica - Bordolas schiera i suoi con il più classico 4-4-2 - la forza delle maglie blu sta nella motivazione e nella grinta che l'allenatore sa trasmettere ai giocatori. Proprio quello che si è sempre detto di Antonio Conte, già ai tempi in cui allenava a Siena e a Bari. Prima della gara di ritorno con l'Ajax, il tecnico di Alicante per caricare i suoi ha appeso in spogliatoio le trascrizioni delle dichiarazioni di Frenkie De Jong, centrocampista olandese del Barcellona, che del Getafe aveva detto: "Non intrattengono il pubblico, sono fastidiosi da vedere". Fastidiosi, ma qualificati.

L'idea originaria di Conte

Il piano originario di Antonio Conte, prima che l'emergenza coronavirus sconvolgesse il quadro, era di schierare due squadre diverse per campionato e coppe. La prima, rigidamente impostata con il rodato 3-5-2, avrebbe dovuto contendere lo scudetto a Juve e Lazio, puntando sui titolari fissi a cui l'ex ct ha dato fiducia da inizio stagione: De Vrij, Brozovic, Lukaku e Lautaro. La seconda, già sperimentata in Coppa Italia e nelle due gare vittoriose contro i bulgari del Ludogorets, doveva essere una squadra-laboratorio, usata per testare soluzioni alternative: il tridente in attacco, la difesa a quattro e soprattutto l'impiego di Christian Eriksen nel suo ruolo naturale di trequartista.

I piani stravolti e l'impiego di Eriksen

L'inserimento in squadra del danese, arrivato dal Tottenham a gennaio, è uno dei temi aperti della stagione nerazzurra: dopo un mese di allenamenti con i nuovi compagni, non ha ancora trovato una collocazione negli schemi base di Conte. E anche quando entra a gara in corso (vedi allo Stadium contro la Juve) non sempre riesce a fare la differenza. Essendo venuti meno campionato e Coppa Italia, è probabile che l'allenatore finirà per fondere i due progetti di squadra che aveva in mente, e proporrà in Europa League la miglior formazione possibile, senza rinunciare a qualche variazione tattica a gara in corso. Resta da capire se, almeno part-time, troverà adeguato spazio in campo il numero 24 così fortemente voluto da Beppe Marotta. Se Eriksen non dovesse giocare nemmeno in Europa League l'Inter, dopo mesi di relativa calma nei rapporti in spogliatoio, si troverebbe probabilmente a dovere gestire un nuovo caso.

Il rebus palestre

Sul proseguimento della stagione dell'Inter, almeno in Europa League, grava un dubbio, che riguarda anche tutte le altre squadre sportive italiane a livello professionistico, impegnate in competizioni europee: l'uso delle palestre e dei campi di allenamento. Il premier Conte ha specificato infatti che la chiusura degli impianti sportivi riguarda anche le palestre, su tutto il territorio nazionale. Resta da capire se questa previsione ammetta qualche tipo di eccezione. Altrimenti, sarà molto difficile per le squadre italiane riuscire a competere con gli avversari di altri Paesi senza potersi normalmente allenare in gruppo.  
 
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