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Moratti fa sognare l'Inter: "Messi non è un sogno proibito"

L'ex presidente del triplete: "Forse non lo era neanche prima della disgrazia del coronavirus: è a fine contratto e penso che ci sia certamente uno sforzo della società per cercare di portarlo a Milano"

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MILANO - “Di impossibile non c’è nulla”, rispose Massimo Moratti un giorno dell’aprile 1997, uscendo dalla sede dell’Inter. La domanda dei cronisti era: “È impossibile vedere un giorno Ronaldo in nerazzurro?”. Ronaldo, il Fenomeno, arrivò a Milano pochi mesi dopo. Oggi con parole simili torna ad accendere la speranza di un colpo di mercato persino più suggestivo di quello.

"Messi? Non è impossibile"

L’ex patron nerazzurro torna a fare sognare i tifosi: “Messi per l’Inter non è per nulla un sogno proibito”. Un’uscita che scalda i cuori in isolamento domestico dei supporter nerazzurri. E scatena gli sfottò dei rivali sui social network, per un colpo di mercato virtuale che potrebbe essere solo l’ennesima illusione: “Dopo Modric e Vidal, alla Pinetina anche Messi”, è il tenore dei commenti. Ma Moratti ci crede. Intervistato alla trasmissione Radio Anch’io di Radio Rai 1, ha spiegato: “Credo che messi non sia per nulla un sogno proibito. Forse non lo era nemmeno prima di della disgrazia del coronavirus. È a fine contratto. Certo, servirebbe uno sforzo per portarlo a casa”.  Per effetto della pandemia, secondo Moratti, le cose sul mercato cambieranno: "Non bisognerà essere esageratamente opportunisti. Non si deve spaccare il mondo del calcio solo perché chi può approfitta della situazione. Ma credo che ci sarà la possibilità di vedere cose abbastanza strane".

Lautaro

Moratti ha parlato anche di Lautaro Martinez, che proprio il Barcellona ha messo nel mirino da tempo come successore di Luis Suarez. Il Toro nerazzurro da sempre allontana ogni voce di trasferimento, ribadendo che “l’Inter è casa mia”, ma quella dei blaugrana alla lunga è una corte a cui può essere difficile resistere. “Lautaro? È un bravissimo ragazzo, tiene alla sua carriera – ha detto Moratti – ma bisogna vedere se rientrerà in un’operazione per giocatori più importanti, come appunto Messi”. L’ipotesi di uno scambio fra i due, con inevitabili conguagli, annullerebbe l’altra suggestione che ha tenuto banco in questi mesi: che i due argentini, già compagni di squadra nella loro nazionale, possano un giorno ritrovarsi uno al fianco dell’altro anche in un club.

La ripresa del calcio

ùIl presidente del Triplete è anche intervenuto sui temi caldi del calcio in generale. Sull’ipotesi di disputare per una stagione la Serie A con 22 squadre, senza retrocessioni e con due sole promosse: “Forse arrivare a 22 squadre sarebbe la cosa giusta, per considerare le promosse della Serie B. Ma diventerebbe un campionato lunghissimo, non so quanto si riuscirebbe a mettere insieme i pezzi”. Sui tagli di stipendio dei calciatori: “Anche io chiesi ai miei giocatori di spalmare l'ingaggio su più anni e lo fecero. Segno che i giocatori quando serve si rendono conto. Le cifre risparmiate devono andare alla società civile e alle categorie minori”. Infine, sulla ripartenza di coppe e campionati: “Negli stadi servirà un'attenzione spaventosa. Per finire un campionato bisogna fare un sacrificio, con rischi notevoli. Se non si finisse, nascerebbero tentativi di difendere ciascuno il proprio interesse”.
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