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Inter, test e tamponi ok: nessun giocatore ha avuto il virus

Antonio Conte (agf)
Risultati confortanti, anche alla luce dei dubbi che erano stati espressi da Lukaku su una situazione generalizzata nel mese di gennaio
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MILANO - Tutti negativi, sia ai test sierologici sia ai tamponi. Nel gruppo squadra dell'Inter nessuno è mai stato malato di Covid 19, ne lo è attualmente. A comunicarlo, con una nota ufficiale, è la società nerazzurra: "I test medici ai quali, nella giornata di venerdì, sono stati sottoposti giocatori, staff tecnico e staff dirigenziale sono risultati negativi". L'unica eccezione è il medico sociale Piero Volpi, che è anche primario all'ospedale milanese Humanitas. Volpi si è ammalato di Covid ed è poi guarito. Ma con ogni evidenza, essendo l'unico contagiato della società nerazzurra, è molto probabile che abbia contratto il virus in ambito ospedaliero, come tanti altri medici in Italia.

La prova scientifica della negatività dell'Intero gruppo squadra non solo permette all'Inter di riprendere gli allenamenti di gruppo, ma fuga anche i dubbi sollevati da Romelu Lukaku…
MILANO - Tutti negativi, sia ai test sierologici sia ai tamponi. Nel gruppo squadra dell'Inter nessuno è mai stato malato di Covid 19, ne lo è attualmente. A comunicarlo, con una nota ufficiale, è la società nerazzurra: "I test medici ai quali, nella giornata di venerdì, sono stati sottoposti giocatori, staff tecnico e staff dirigenziale sono risultati negativi". L'unica eccezione è il medico sociale Piero Volpi, che è anche primario all'ospedale milanese Humanitas. Volpi si è ammalato di Covid ed è poi guarito. Ma con ogni evidenza, essendo l'unico contagiato della società nerazzurra, è molto probabile che abbia contratto il virus in ambito ospedaliero, come tanti altri medici in Italia.

La prova scientifica della negatività dell'Intero gruppo squadra non solo permette all'Inter di riprendere gli allenamenti di gruppo, ma fuga anche i dubbi sollevati da Romelu Lukaku lo scorso 21 aprile. In una diretta Instagram, l'attaccante belga sostenne infatti che a gennaio "su 25 gocatori dell'Inter, in 23 avevamo sintomi. Io stesso avevo tosse e febbre". Un'insinuazione subito smentita dai fatti. Il centravanti, nel chiedere scusa alla società nerazzurra, spiegò di essere agitato e preoccupato per la madre, a cui aveva da poco fatto visita in Belgio: essendo diabetica, la donna è più esposta a rischi di altri in caso di contagio. Proprio il turbamento emotivo per la condizione della madre avrebbe spinto Lukaku - come lui stesso ha spiegato - a distorcere in senso drammatico alcuni ricordi.

Le parole di Lukaku evidentemente infondate (basta vedere la lista dei convocati dell'Inter fra gennaio e febbraio) avevano scatenato teorie del complotto. Sui social network in molti, soprattutto tifosi avversari, avevano sostenuto che l'Inter avesse a lungo giocato nascondendo casi di positività al coronavirus. L'esito negativi di tutti i test - tamponi e rilievi sierologici - pone definitivamente fine alla polemica.