Inter, troppe partite: Conte richiama i 'Primavera'
di FRANCO VANNI
Antonio Conte (agf)
Probabile spazio per parecchi giovani interessanti nel tour de force che attende i nerazzurri. Più difficile l'ipotesi di vedere in campo solo ragazzi in Coppa Italia a Napoli
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MILANO - Una partita in media ogni tre giorni. L’avvio difficile, con la semifinale di Coppa Italia a Napoli il 12 giugno , l’eventuale finale a stretto giro, e nel weekend i recuperi della 25esima giornata di campionato. Per far fronte al tour de force di gare che l’attendono, l’Inter ha rimandato ad allenarsi buona parte della Primavera, nonostante il loro campionato sia sospeso. Una decina di giovani scalpitanti. Una riserva di energie fresche, da mandare in campo nel caso in cui alcuni giocatori della prima squadra debbano riposare o vengano fermati da infortuni.
L’ipotesi Primavera a Napoli
Nelle assemblee della Lega di Serie A dei giorni scorsi, l’Inter ha lamentato i troppi impegni rispetto alle rivali, Lazio e Atalanta soprattutto. Ed è arrivata a dire che manderà in campo la Primavera nella semifinale Coppa Italia. Un’ipotesi presa davvero in considerazione, ma che difficilmente si realizzerà, visto quanto Conte e Marotta tengono al trofeo Tim. E considerato anche lo 0-1 dell’andata, che costringe i nerazzurri alla rimonta. “Non credo che davvero l’Inter si presenterà al San Paolo con la Primavera - ha detto Sandro Mazzola, grande vecchio nerazzurro - e peraltro nemmeno lo capisco: con rose di 23 o 25 giocatori, ci si organizza e si riesce a giocarle tutte”.
Se non dal primo minuto, e non nei match più importanti, è probabile che vedremo in campo per spezzoni di gara i giovanissimi: il difensore centrale mancino Lorenzo Pirola, classe 2002, il suo coetaneo francese Lucien Agoumé, che gioca a centrocampo, e Sebastiano Esposito, punta che Antonio Conte ha già impiegato in diverse occasioni. La possibilità di fare cinque cambi a partita consentirà infatti un turnover senza precedenti. E se le cose andranno come in Bundesliga, con continui acciacchi e affaticamenti per i giocatori alla ripresa dopo il lungo stop per l’emergenza coronavirus, ci sarà bisogno di tutti.