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Tra cambi tardivi, rigori ceduti ed errori tecnici. Quante spine per Conte: "Meritiamo l'Inter o altre decisioni"

Antonio Conte (agf)
La sconfitta con il Bologna è sembrata una somma di situazioni. Il tecnico è furioso: "Una partita in totale controllo che non andava disequilibrata con i cambi. Siamo riusciti a perdere". Sul tiro dal dischetto ceduto da Lukaku: "Andava gestita meglio"
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MILANO - Conte, che fa il primo cambio al 75' e gli altri quattro solo negli ultimi cinque minuti. Lukaku, che per eccesso di generosità concede il rigore a Lautaro, che tira un inutile botta centrale: "Preferisco glissare, sono situazioni che è meglio far rimanere nello spogliatoio. Potevamo fare meglio anche in quell'episodio", commenta Conte. E Gagliardini, che sbaglia prima la ribattuta a rete (la testa va alla sua disastrosa traversa contro il Sassuolo) e poi con uno scivolone nella propria area propizia il gol di Juwara. Un doppio errore che, se l'Inter dovesse finire dietro all'Atalanta a fine stagione, rischia di inchiodare il centrocampista bergamasco a una responsabilità enormi. I nerazzurri, che fin qui avevano perso solo contro Juve, andata e ritorno, e Lazio, all'Olimpico, trovano in casa la quarta sconfitta in questo campionato, doppiamente dolorosa: perché arrivata contro un avversario meno forte, e perché li allontana dal secondo posto. Conte ancora sui cambi tardivi: "Una partita in totale controllo che non andava disequilibrata con i cambi. Il Bologna ha pareggiato quando stavano entrando Sanchez e Borja Valero: una partita dominata, non capisco perchè avrei dovuto fare stravolgimenti. Ma siamo riusciti a perdere".

E poi la stoccata: "Io mi arrabbio con me stesso, perché sono il responsabile. Ho le mie responsabilità, sono io a indirizzare la situazione ed è giusto che sia molto arrabbiato prima di tutto con me stesso. Poi penso che anche i calciatori devono esserlo con loro stessi. La delusione è enorme. Mi auguro che questa delusione che io avverto sia avvertita anche dai calciatori almeno per l'1%. Una partita da portare a casa in carrozza siamo riusciti a perderla - ha aggiunto -. Da qui alla fine dovremo dimostrare tutti di meritare l'Inter. Altrimenti è giusto prendere anche altre decisioni".

"No more pazza. Non più pazza", aveva promesso Conte a Steven Zhang lo scorso luglio al momento dell'ingaggio come nuovo allenatore nerazzurro. Fin qui la promessa l'aveva quasi mantenuta, pareggiando qualche partita di troppo (col Parma all'andata, a Lecce in trasferta, col Cagliari a San Siro e di nuovo al Meazza col Sassuolo) ma senza mai disunirsi al punto da essere sconfitto in gare sulla carta abbordabili. Ora è successo. "Ci hanno rimontati in dieci, noi eravamo in undici eppure siamo riusciti a non vincerla. Rimane tantissima delusione. Già a fine primo tempo era stato Handanovic a salvarci. Dobbiamo fare meglio", ha detto De Vrij a partita finita.   

Non consola il fatto che i nerazzurri abbiano comunque tanti più punti, arrivati alla 30esima giornata, rispetto al biennio di Spalletti. Non consola la rete numero 20 in campionato di Lukaku. E nemmeno il fatto che, al netto degli errori interisti, la vittoria rossoblu a San Siro sia frutto del carattere del Bologna di Sinisa Mihajlovic, capace di riagguantare la partita nonostante l'espulsione di Soriano, reo di avere detto "sei scarso" all'arbitro Pairetto. E anche di vincerla nel finale. Due gol, entrambi segnati da giocatori del Gambia, non certo uno Stato noto per la tradizione calcistica. Prima il diciottenne Juwara, acquistato dal Chievo, poi Barrow, arrivato a Bologna a gennaio. 
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