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Inter troppo simile al passato, luna di miele finita tra Conte e i tifosi

Conte parla con i giocatori (reuters)
Con il pari a Verona i nerazzurri sono scivolati al quarto posto, stessa posizione con cui hanno chiuso gli ultimi due campionati. Le dichiarazioni del tecnico mettono in dubbio la sua voglia di restare in nerazzurro, di certo alcune scelte non stanno convincendo
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La domanda che si fanno i tifosi è: ma Conte davvero vuole lasciare l'Inter? Il dubbio lo ha insinuato proprio l'ex ct, nelle sue ormai consuete dichiarazioni dico-non dico che seguono le partite andate storte. "Non mi interessa parlare dell'anno prossimo. A fine campionato, si faranno delle valutazioni. Le farò io e le farà la società sul lavoro che ho fatto. Ora sono concentrato su quest'anno" ha detto dopo il 2 a 2 di Verona. Una dichiarazione criptica, sufficiente però a scatenare le fantasie dei nerazzurri sui social network: Conte se ne va, torna Spalletti che tanto è a contratto, arriva Allegri che è senza una panchina, aspettiamo Cambiasso che è un eroe del Triplete, e via elucubrando.

Quarti come con Spalletti

Il fatto che nei discorsi da bar (Facebook e da Twitter ne sono l'estensione) si arrivi già a dare per esonerato l'allenatore, fa capire quanto profondo sia lo smarrimento degli interisti di fronte alle ultime sbandate della squadra e del suo tecnico. L'Inter si ritrova quarta: lo stesso risultato finale delle due stagioni di Spalletti. È vero che rispetto agli anni passati la squadra ha perso meno e la Juve capolista è meno lontana: è a +10, mentre nel 2016/2017 chiuse a +29 e la scorsa stagione a +23. Ma il dato consola solo in parte, se si pensa che l'Inter dopo l'arrivo di Conte ha finora fatto un mercato estivo in entrata da oltre 150 milioni, a cui vanno sommati i valori in entrata della sessione invernale e l'arrivo di Hakimi. E considerando anche il fatto che i nerazzurri sono stati sorpassati da squadre assai meno ricche. L'intero undici titolare della Lazio è costato quanto il solo cartellino di Lukaku. E gli ingaggi di Zapata, Gomez, Ilicic e Muriel insieme non fanno quello del solo Eriksen.

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20 punti persi in rimonta

L'Inter nel girone d'andata ha tenuto testa alla Juve nella corsa allo scudetto, poi sono cominciati i guai. Nell'analisi delle prime tre sconfitte stagionali (le due contro la Juve e quella con la Lazio all'Olimpico) squadra e allenatore hanno poco da rimproverarsi: hanno perso contro avversari molto forti. Diverso è il discorso che riguarda la lista di pareggi evitabilissimi nel girone di ritorno: Lecce, Cagliari, Sassuolo, ora Verona. In più c'è la sconfitta di domenica scorsa a San Siro con il Bologna, che ha dato lo spunto a Conte per strigliare i suoi. L'effetto atteso delle reprimente a Verona non si è visto, anzi. L'Inter è entrata al Bentegodi smarrita, ha subito preso gol, si è ridestata nella ripresa fino a raggiungere il vantaggio ma si è fatta poi recuperare, lasciando 2 punti sul campo. La conta totale dei punti persi dall'Inter in stagione a partire da situazioni di vantaggio sale così a 20. Un'enormità, che fa ammettere a Conte: "Non riusciamo a gestire".

La luna di miele finita

Oltre al piazzamento finale in campionato (l'accesso alla Champions non sembra in discussione, con Roma e Napoli a -14 punti) sul bilancio della stagione peserà il percorso in Europa League. A inizio agosto, dopo la fine del campionato, i nerazzurri sono attesi dalla gara secca degli ottavi contro i Getafe, poi si vedrà. Quel che è certo è che è finita la luna di miele fra Conte e i tifosi, finora pronti (con qualche eccezione) a perdonargli ogni scelta e ad assecondarlo quando denuncia l'inadeguatezza della rosa. Ora in tanti cominciano a chiedersi il perché delle sue scelte. Compresa quella di fare il primo cambio contro il Bologna solo al 75' e poi di concentrare gli ultimi quattro cambi negli ultimi 5 minuti. Scelte irrituali, che a un allenatore vincente ogni tifoseria sarebbe pronta a perdonare. Ma il tema è proprio quello: a un allenatore vincente. Fin qui la stagione dell'Inter sta somigliando troppo alle precedenti. 
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