Roma-Inter, Conte: ''Premeditazione nei nostri confronti, nel calendario ci sono anomalie''
Il calendario
I nerazzurri hanno dovuto affrontare due trasferte in quattro giorni: contro la Spal a Ferrara il giovedì e contro la Roma all'Olimpico la domenica. In mezzo, considerati i tempi di viaggio, la sola giornata di sabato per allenarsi. Lazio e Juventus, che oggi si affronteranno allo Stadium, l'ultima partita l'hanno giocata mercoledì scorso e per recuperare hanno avuto tre giorni pieni. Un incastro simile lo si aveva avuto in occasione di Inter Sassuolo il 24 giugno, giocata (e pareggiata) tre giorni dopo Inter-Sampdoria. Ma il discorso del calendario non spiega ad esempio la sconfitta in casa con il Bologna, né l'altrettanto doloroso pareggio a Verona contro l'Hellas. Lamentandosi del calendario, Conte ha detto: "Ma com'è possibile? Qualche domanda me la faccio. Il problema è che me la faccio solo io forse all'Inter". Ed è l'ennesima frecciata ai due amministratori delegati Beppe Marotta (Sport) e Alessandro Antonello (corporate) entrambi consiglieri in Lega di Serie A. L'Inter è infatti l'unica squadra ad avere due rappresentanti nell'organo di governo del campionato. Ma Conte affonda: "Gli orari li sceglie la Lega? Si vede che non eravamo presenti quando è stata decisa questa cosa qua".
I risultati
Quando gli si chiede di valutare la stagione nerazzurra, alla luce del pareggio dell'Olimpico, Conte dice: "Abbiamo 14 punti più della Roma, 16 in più di Milan e Napoli. Ma viene attaccata l'Inter e le altre no". La scorsa stagione il Napoli, secondo, finì 10 punti sopra l'Inter. I nerazzurri arrivarono terzi pari merito con l'Atalanta a quota 69, ma scalarono quarti per effetto dei risultati negli scontri diretti e della differenza reti. Il Milan concluse a 68, la Roma a 66. Stando alla conta dei punti, l'ex ct ha ragione: il miglioramento c'è. Il ragionamento vale anche per la distanza dalla Juventus: nel 2018/2019 l'Inter chiuse il campionato a 21 punti dai bianconeri vincitori, oggi si trova a 5 punti, aspettando il risultato della gara Juve-Lazio. Ciò detto, al di là del pallottoliere, quello che davvero conta sono le posizioni in classifica: per l'accesso alle coppe (la Champions per l'Inter è già acquisita), per i premi in denaro e per stabilire davvero una gerarchia fra le rivali. Per certificare questa stagione come la migliore delle ultime nove, Conte deve finire secondo. Arrivare quarto significherebbe invece replicare il piazzamento dei due anni di Spalletti (che però strappò il posto in Champions solo all'ultima giornata).Inter, ecco la nuova maglia da trasferta
Nike e Inter hanno presentato la nuova divisa Away per la stagione 2020-2021. Dopo una stagione di trasferte in color acquamarina, l'Inter ritorna alla tradizionale maglia bianca, questa volta accompagnata da una nuova grafica a rete nerazzurra che rappresenta la community di Milano, che guarda la futuro della città e del Club con spirito aperto all'innovazione. Come la divisa Home, anche il kit da trasferta è 'Made of Milano' ispirandosi al movimento post-modernista milanese, che negli anni '80 ha cambiato il volto dell'arte e del design in tutto il mondo.
Il mercato
Altro tema centrale nelle lamentele di Antonio Conte nei confronti della società nerazzurra è il mercato, a suo dire sempre insufficiente. "Gli altri aggiungono, noi sostituiamo", disse a inizio campionato, commentando il fatto che l'Inter avesse sì acquistato giocatori, ma al contempo ne avesse anche ceduti, a titolo definitivo o in prestito: Icardi, Perisic, Nainggolan. Ma va anche detto che la scorsa estate l'Inter è stato il terzo club in Europa ad avere speso di più in acquisti, dietro a Real Madrid e Aston Villa: 148,6 milioni di euro, al netto delle cessioni. E in confronto alle dirette concorrenti in campionato, non ha certo risparmiato. La Juve, per dire, non entrava nemmeno nelle prime 20 squadre europee per volumi di spesa, con buona pace di Sarri: Rabiot e Ramsey erano arrivati a zero. Tutto l'undici titolare della Lazio è costato meno del solo cartellino di Romelu Lukaku, arrivato dallo United per 75 milioni. E con l'ingaggio che l'Inter versa all'attaccante belga, l'Atalanta paga per intero gli stipendi a Zapata, Gomez, Muriel, Ilicic e Pasalic. Insomma, non si può dire che l'Inter sia la Cenerentola del mercato, anzi. C'è stata poi la finestra di gennaio, che ha portato alla Pinetina Young (un titolare), Moses (riserva di lusso per Candreva) e soprattutto Eriksen, per cinque anni ai vertici della classifica degli assist in Premier League e ora relegato da Conte in panchina con l'etichetta di "ragazzo timido".
