Sport

Inter: Eriksen, l'eterno scontento. Real e Psg alla finestra, ma non ci sono soldi

Christian Eriksen (agf)
Il danese sempre più ai margini: Conte, che pure aveva insistito per averlo a gennaio, gli preferisce Barella. L'ex Tottenham spiega con malinconia "Non sognavo questo". Estimatori ce ne sono all'estero, ma contratto e cartellino fanno girare al largo anche le big europee 
2 minuti di lettura
Ormai i tifosi interisti si sono abituati: a ogni sosta per le nazionali, sanno già che dal ritiro della Danimarca Christian Eriksen avrà da ridire sul poco spazio concessogli da Conte. È successo anche stavolta, infatti: "Il mio utilizzo all'Inter non era quello che avevo sognato", ha spiegato con malinconia il 28enne centrocampista. Al danese va riconosciuto di non voler alimentare la polemica a tutti i costi, tanto che alla stampa del suo Paese ha ammesso: "In passato, quando non giocavo molto, sono comunque arrivate tante vittorie per l'Inter. Quindi rispetto pienamente le decisioni del mister". Ma queste parole a ben vedere contengono un'altra chiave di lettura, quasi una richiesta di spiegazioni dell'ex Tottenham a Conte: perché anche quando le cose non girano per il verso giusto, come sta accadendo da un mese a questa parte, io resto ai margini?

Il nodo tattico


La risposta è apparentemente semplice e lineare: Conte non vede Eriksen nel ruolo di mezzala - che non è il suo, in effetti - ma anche quando l'ha schierato nella sua posizione preferita di trequartista non è rimasto soddisfatto dal numero 24. Nel ruolo di raccordo con le punte l'ex ct azzurro preferisce un giocatore più dinamico e grintoso come Barella, utile negli inserimenti ma soprattutto per disturbare gli avversari nella fase di costruzione del gioco. E c'è da dire che l'ex Cagliari sta ripagando in pieno la fiducia concessagli. Lo stesso Eriksen, quando viene schierato, sembra sentirsi sotto pressione, con gli occhi di tutti puntati addosso: non certo la condizione mentale ideale per rendere al meglio.

Futuro in bilico


Il punto della questione è un altro: è stato proprio Conte a convincere Marotta a spendere 27,5 milioni di euro lo scorso gennaio quando c'era già un accordo con l'entourage del danese per l'approdo a Milano a parametro zero a giugno, data di scadenza del suo contratto con il Tottenham. Una ferma volontà di averlo con sé che cozza con lo scarso minutaggio concessogli. Più passa il tempo con Eriksen tristemente messo da parte, più la situazione si fa spinosa: in Danimarca il giocatore è un vero idolo, è stato il miglior marcatore e uno dei trascinatori nel girone di qualificazione agli Europei e vuole arrivare pronto alla fase finale, in cui dovrà vedersela con Finlandia, Belgio e Russia. Per questo non ha escluso una cessione a gennaio, anche se il percorso appare in salita.

Il mercato al risparmio


Gli estimatori per un giocatore con le sue qualità non mancano di certo: le big della Premier, campionato in cui Christian si è consacrato ad alti livelli; il Real Madrid, che lo aveva seguito la scorsa stagione nella speranza di prenderlo a parametro zero e ha Modric e Kroos ormai a fine ciclo; il Psg, con Leonardo che lo stima molto e Allegri (di cui si parla in caso di divorzio da Tuchel) che lo avrebbe voluto già alla Juventus. Ciò che manca è, banalmente, chi mette i soldi: il coronavirus ha già inciso non poco sui bilanci della scorsa stagione e anche i prossimi mesi sembrano tutt'altro che rosei. I club dovranno probabilmente rinunciare ancora per molto agli introiti da stadio e investire a gennaio una grossa cifra tra cartellino - chiaramente l'Inter non vorrebbe svendere Eriksen - e ingaggio (sopra i 7 milioni di euro) frena molte delle pretendenti al danese. Un'ipotesi potrebbe essere un prestito oneroso, che permetterebbe al giocatore di provare a rilanciarsi e all'Inter di non svalutare un patrimonio su cui ha investito molto. Ma quale big europea si presterebbe a un'operazione simile senza strappare almeno un diritto di riscatto? Solo una condizione di emergenza (ad esempio un grave infortunio di un titolare) potrebbe sbloccare la situazione. Fino a gennaio intanto si andrà avanti così, tra panchine e turbamenti: per Eriksen l'avventura italiana rischia di diventare un vero e proprio incubo.
I commenti dei lettori