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Conte e quel feeling con la Champions mai sbocciato, Inter a rischio flop

La sconfitta casalinga con il Real Madrid riduce le possibilità di qualificazione agli ottavi dei nerazzurri, aggrappati ai risultati delle altre squadre. Il tecnico conferma la tradizione non positiva con la coppa più importante
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Ricordando il primo periodo sulla panchina bianconera, che aveva ereditato da Antonio Conte, Max Allegri ha detto: "La prima volta che sono arrivato alla Juventus e ho giocato la Champions, c'erano giocatori che erano bianchi come un pallone da calcio. Avevano paura di giocare col Malmö". Lo stesso ex ct, incassata la sconfitta per 0-2 a San Siro contro il Real Madrid, ha parlato del timore della propria squadra di affrontare competizioni e avversari di livello europeo: "Per noi è stata una partita pesante, l'abbiamo sentita troppo".

Champions, le classifiche

L'Inter di Conte e la Champions

Prima di ieri sera a San Siro, all'Inter di Conte era già capitato di capitolare in malo modo nell'Europa che conta. La scorsa stagione, di fronte al presidente Zhang in tribuna, pareggiò in casa la prima gara del girone contro lo Slavia Praga. Poi, dopo due ottimi avvii di partita, nelle trasferte di Barcellona e Dortmund rovinò tutto con secondi tempi da incubo. Quest'anno non sta andando meglio: pari in casa con il Borussia Monchengladbach, di nuovo pari con lo Shakhtar a Kiev, quindi le due sconfitte contro il Real. La prima a Madrid, giocando a calcio. La seconda ieri sera, senza scuse e senza appello. E hai voglia a prendertela con l'arbitro per avere cacciato Vidal e per non avere fischiato il rigore su Gagliardini.

Una storia che viene da lontano

Da giocatore Antonio Conte vinse una Champions nel 1996, avendo un ruolo decisivo nel torneo ma infortunandosi prima della finale. Di finali la sua Juve ne perse poi tre: a Monaco nel 1997, ad Amsterdam nel 1998 e a Manchester nel 2003 contro il Milan. Quando alla vigilia di Inter-Real, facendo eco a Zidane, ha detto "questa per noi è una finale", chissà quali pensieri gli si affollavano in testa. Tanto più che anche la sua Inter lo scorso agosto ha salutato l'Europa League all'ultimo atto, contro il Siviglia. Negli anni passati sulla panchina bianconera, in Champions s'è sempre fermato prima. Nel 2012-2013 la Juve uscì ai quarti con il Bayern (suo miglior risultato come allenatore). Nel 2013-2014 non superò il girone (perdendo la prima partita in casa del Real). L'anno dopo, alla prima stagione in bianconero, Allegri arrivò alla finale. Al Chelsea nel 2018 Conte uscì agli ottavi contro il Barcellona.

Cosa succede adesso

Fra i tifosi interisti dilaga lo sconforto. L'Inter ha vinto 4 delle ultime 12 partite, contro Fiorentina, Benevento, Genoa e Torino. Prende tanti gol, gioca a intermittenza, raramente è in controllo per un'intera partita. Per andare avanti in Champions la squadra di Conte, ultima a 2 punti nel gruppo B, deve vincere contro Borussia Monchengladbach (primo a 8 punti) e Shakhtar (terzo a 4) sperando che anche il Real (secondo a 7) batta tedeschi e ucraini. Intanto, c'è il campionato. L'Inter, quinta a 15 punti, sabato giocherà a Reggio Emilia contro il Sassuolo, secondo e imbattuto. Se dovesse perdere, è possibile l'esonero dell'ex ct, si chiedono i tifosi? Molto improbabile. L'ad Beppe Marotta continua a esprimergli pubblicamente la piena fiducia. E in ogni caso cacciare Conte costerebbe caro, avendo ancora un anno e mezzo di contratto. L'Inter sta pagando lo stipendio all'esonerato Spalletti, e nell'esercizio 2019-2020 ha registrato perdite per 100 milioni. La mancata qualificazione agli ottavi di Champions potrebbe costarne altri 10. Non è tempo di spese pazze e nuovi ingaggi. A meno che non sia Conte a fare un passo indietro (ma non ci sono segnali in questo senso, dice anzi di progettare un lungo corso in nerazzurro) si dovrebbe andare avanti almeno fino a giugno, qualsiasi saranno i risultati. Poi, si vedrà.
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