Inter, una rincorsa lunga e paziente: ora il derby per andare in fuga
di Franco Vanni , di Franco VanniL'Inter si trova finalmente dove Steven Zhang sognava fosse, quando quasi cinque anni fa ha preso in mano il club e ha cominciato a pompare nelle casse nerazzurre molte centinaia di milioni: prima in campionato. Nel girone di ritorno non succedeva dalla stagione 2009-2010. Il coronamento di una rincorsa lunga e paziente. I nerazzurri arrivano così al derby di domenica prossima un punto sopra il Milan, con cui dovranno giocarsela domenica prossima a San Siro. "Essere in testa alla classifica era un obiettivo che inseguivamo da tempo. È arrivato contro una Lazio tosta, quadrata e di qualità. Abbiamo dimostrato forza mentale. Questo è un punto di partenza", ha detto a gara finita Antonio Conte.
Bentornato Romelu
L'ex ct, come un rabdomante, ha trovato quello che nessun allenatore aveva saputo trovare nell'ultimo mese e mezzo: i punti deboli della Lazio, che prima di perdere con l'Inter ne aveva vinte sei in fila. Complice l'assenza di Radu, l'allenatore ha potuto godersi lo spettacolo di Lukaku, che si è destato dal recente torpore mettendo in campo tutto il suo repertorio: la freddezza dal dischetto, il gol rapace alla prima vera occasione (omaggio involontario di Lazzari) e un assist delizioso per Lautaro. Big Rom aggancia Ronaldo a quota 16 nella classifica marcatori (con un rigore in meno) e arriva a 300 in carriera, 56 all'Inter. E con le 11 reti dell'argentino, sale a 27 il risultato di coppia in questo campionato: la metà di tutti i gol fatti dall'Inter in questa Serie A. "Lukaku e Lautaro hanno fatto una grandissima prestazione, come tutti. Eriksen sta capendo cosa vogliamo da lui. Questa è la strada. Ha avuto problemi di ambientamento col calcio italiano, molto tattico. Sono contento di lui come di Perisic", ha detto Conte.
Obbiettivo derby
Al derby l'Inter arriva non solo in forma, fisica e di risultati, ma sull'onda di un entusiasmo che i tifosi interisti non vivevano da tempo. La vittoria con la Lazio per i nerazzurri è stata resa dolcissima dalle sconfitte della Juve (a Napoli ci può stare) e del Milan (a Spezia non se l'aspettava nessuno). I rossoneri in settimana dovranno non solo digerire il boccone amaro cucinato da Italiano, ma anche smaltire la stanchezza della trasferta di giovedì a Belgrado contro lo Stella Rossa, guidato dal super interista Dejan Stankovic. L'Inter è invece l'unica delle squadre di alta classifica a essere stata eliminata da tutte le coppe. In ottica campionato, un vantaggio. E per una volta l'ex ct, guardando alla sfida con Pioli di domenica prossima, non teme la qualifica di favorito: "Il derby è una partita importante. Arrivarci davanti è molto meglio. Dobbiamo rendere orgogliosi i tifosi", ha detto. L'Inter dal punto di vista societario è in mezzo al guado, gli Zhang cercano soldi e li chiedono ai fondi d'investimento. Ma quando la situazione sarà più definita, oltre al rinnovo di Lautaro e Bastoni, chissà mai che sul tavolo non venga messo anche quello dell'allenatore, in scadenza a giugno 2022.