Sessanta metri di corsa palla al piede. Una cavalcata irreale, da cartone animato Holly e Benji. O da scena calcistica girata da un vecchio regista statunitense, di quelli che una partita intera non l'avevano vista mai. Invece è tutto vero, è successo sotto gli occhi dei trecento fortunati ammessi a San Siro, fra steward e addetti ai lavori. Romelu Lukaku l'ha fatto di nuovo.
La discesa furiosa
Più del primo gol su rigore. Più della seconda rete, innescata dall'errore di Lazzari ("gol di rapina" lo si sarebbe battezzato un tempo), a stupire della partita del centravanti belga è stata quella discesa furiosa, a cui il povero Parolo non ha potuto opporre resistenza. Una diga di giunchi a frenare un fiume in piena. E così con lo strabordare del suo centravanti, che arrivato di fronte a Reina ha preferito passare la palla, l'Inter centra quel sorpasso sul Milan tentato e mancato troppe volte. Come succede in Formula Uno nelle piste lente e strette, dove spazio per passare non ce n'è. Quel varco, il numero 9 nerazzurro l'ha aperto a spallate. Lukaku ha steso la Lazio con una doppietta e un assist.
Il litigio con Ibra
Una doppietta l'aveva segnata anche due settimane fa contro il Benevento. Eppure, appigliandosi al digiuno di gol delle quattro giornate precedenti, il partito dei suoi detrattori, degli scettici nonostante l'evidenza, era tornato a ventilare una "crisi Lukaku". Un singolare caso di crisi con doppietta. Schema pavloviano: Lukaku ha litigato con Ibra, quindi sta giocando male. Un teorema già fragile dal principio (dopo mezz'ora dal battibecco aveva segnato un rigore), e crollato ieri, proprio alla vigilia della convocazione del belga alla procura federale: ad Appiano è stato ascoltato dalla procura federala e, assistito dal legale del club Capellini, ha spiegato la sua versione del bisticcio con lo svedese, immortalato da un bel murales fuori da San Siro.
Ibrahimovic-Lukaku, lo scontro in campo diventa un murale 'positivo' accanto a San Siro
"Face to face, heart to heart". Faccia a faccia, cuore a cuore: lo scontro - con polemica razzista - avvenuto in campo alcune settimane fa tra il rossonero Zlatan Ibrahimovic e e il nerazzurro Romelu Lukaku diveta un murale a poca distanza dallo stadio di San Siro, a Milano. L'opera di street art è spuntata ieri mattina, gli autori sono i writer Kayone e Stereal che hanno immortalato il testa a testa tra i due giocatori di Milan e Inter, trasformando un gesto negativo in campo in un messaggio positivo. (Foto Agenzia Fotogramma)
300 gol in carriera, con Lautaro coppia d'oro
Il capofila dei Lukaku-scettici è Paolo Di Canio, detentore del copyright del soprannome "panterone moscione". Ma meglio degli epiteti da zoo, a descrivere Lukaku riescono numeri, aggiornati dopo la vittoria dell'Inter contro la Lazio, di cui Di Canio è stato capitano e bandiera. Con i due gol di ieri sera, il belga ha agganciato Ronaldo a quota 16 nella classifica marcatori, con tre partite in più, ma con un rigore in meno. Ed è arrivato a 300 reti segnate in carriera, 56 delle quali all'Inter. In questa stagione, su 29 gare in tutte le competizioni, ha segnato 22 volte e fatto 4 assist, due dei quali per il compagno di reparto Lautaro Martinez. Con gli undici gol dell'argentino, sale a 27 il risultato di coppia in questa stagione di Serie A: la metà di tutti i centri nerazzurri nel torneo. "Lukaku e Lautaro hanno fatto una grandissima prestazione, come tutti", ha tagliato corto Conte. Ora c'è il derby, che a Big Rom piace. In un anno e mezzo da interista, al Milan ha segnato quattro volte.
