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Inter, la pazienza di Sanchez: è l'uomo in più nella corsa scudetto

Alexis Sanchez (ansa)
La doppietta segnata a Parma dall'illustre 'terzo' dell'attacco, ha dato il via alla fuga verso il titolo. Erano 22 anni che un cileno non segnava in maglia nerazzurra due reti nella stessa partite: l'ultimo fu Ivan Zamorano
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MILANO - Il portoghese dev'essere matto. L'hanno pensato in tanti, quando lo scorso gennaio l'allenatore della Roma Paulo Fonseca voleva a Trigoria l'ex Niño Maravilla Alexis Sanchez, pronto a sacrificare nello scambio l'ex capitano giallorosso Edin Dzeko. Eppure, un mese abbondante dopo la chiusura del mercato, i numeri dicono che aveva ragione. Probabilmente, sarebbe stato un affare più per la Roma che per l'Inter.

L'uomo delle grandi occasioni

Da quando l'accordo fra giallorossi e nerazzurri è sfumato, Sanchez in campionato ha segnato tre gol, Dzeko nemmeno uno (ne ha fatti però un paio in Europa League). Quando gioca, il cileno è fondamentale per la manovra d'attacco dell'Inter. Già prima della doppietta di ieri sera a Parma, con meno di 800 minuti giocati, Sanchez nell'Inter era secondo solo ad Hakimi nella classifica (cara agli inglesi) delle "big chanches" create. E dall'inizio della stagione ha servito ai compagni 6 assist: 5 in campionato e uno in Coppa Italia. Tutti e 5 i gol che ha segnato dall'agosto scorso a oggi sono invece arrivati in Serie A.

La doppietta cilena

L'ultima doppietta segnata da un giocatore cileno all'Inter risale a 22 anni fa. A mettere la firma per due volte su una gara dei nerazzurri fu Ivan "Bam Bam" Zamorano. Per quanto riguarda Alexis, non segnava due gol nella stessa partita dal 28 dicembre del 2017, quando con la maglia dell'Arsenal trafisse per due volte il portiere del Crystal Palace portando i Gunners alla vittoria. La storia s'è ripetuta, a 1162 giorni di distanza da quell'exploit. E grazie alle reti del cileno l'Inter capolista allunga a + 6 sul Milan secondo, sempre più padrona del proprio destino.

Percorso a ostacoli

Nel suo anno e mezzo all'Inter Sanchez è spesso stato frenato da infortuni. Arrivato in prestito dal Manchester United il 29 agosto 2019, l'attaccante è stato riscattato un anno più tardi. Un mese dopo l'esordio in Serie A con la maglia nerazzurra, si è dovuto fermare a lungo per una lesione a un tendine del perone. Poi sono cominciati i problemi agli adduttori. Allo stesso tempo, a relegarlo in panchina, è stata l'esplosione della coppia Lukaku-Lautaro, difficile da sciogliere. Ma Alexis, titolare aggiunto, ha saputo aspettare: "Se l'allenatore si fida di me sono contento. Mi sentivo come un leone in gabbia. Più gioco e meglio sto", ha detto ieri al Tardini, fresco di doppietta. 

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