✕

Inter, Conte chiede chiarezza: per il futuro vuole una squadra da Champions

Antonio Conte (reuters)
Dopo la partita con lo Spezia, che ha avvicinato i nerazzurri alla vittoria dello scudetto, il tecnico è stato chiaro: "Sappiamo che i programmi societari sono cambiati, per tanti motivi. Alla fine della stagione si dovrà fare chiarezza, è inevitabile e i tifosi lo meritano. Ci vuole un progetto chiaro"
2 minuti di lettura

MILANO - Ci risiamo. Nemmeno il tempo di godersi il primo posto solitario e lo scudetto matematico a 9 punti in 6 partite, e Antonio Conte torna a parlare del futuro nei termini che più gli sono cari: "Mi chiedete se mi vedo a lungo all'Inter? Oggi possiamo incidere solo sul presente. Sappiamo che i programmi societari sono cambiati, per tanti motivi. Alla fine della stagione si dovrà fare chiarezza, è inevitabile e i tifosi lo meritano. Ci vuole un progetto chiaro" ha detto Conte dopo il pari contro lo Spezia. Lo stesso concetto espresso nove mesi fa, prima del vertice chiarificatore di Villa Bellini con i dirigenti interisti. Oggi in via Liberazione il clima, a livello personale, è più disteso. Ma i temi sul tavolo restano quelli.

MILANO - Ci risiamo. Nemmeno il tempo di godersi il primo posto solitario e lo scudetto matematico a 9 punti in 6 partite, e Antonio Conte torna a parlare del futuro nei termini che più gli sono cari: "Mi chiedete se mi vedo a lungo all'Inter? Oggi possiamo incidere solo sul presente. Sappiamo che i programmi societari sono cambiati, per tanti motivi. Alla fine della stagione si dovrà fare chiarezza, è inevitabile e i tifosi lo meritano. Ci vuole un progetto chiaro" ha detto Conte dopo il pari contro lo Spezia. Lo stesso concetto espresso nove mesi fa, prima del vertice chiarificatore di Villa Bellini con i dirigenti interisti. Oggi in via Liberazione il clima, a livello personale, è più disteso. Ma i temi sul tavolo restano quelli.

La tentazione del ciclo nerazzurro

È cosa nota che Antonio Conte sia attratto dall'idea di vivere un lungo ciclo su una panchina, anche oltre i tre anni che passò su quella della Juventus vincendo altrettanti scudetti. L'Inter potrebbe essere il posto giusto. Lo ha detto e ribadito. E gli brillano gli occhi quando parla di colleghi che hanno potuto "costruire un percorso" in un club, da Gasperini all'Atalanta a Simone Inzaghi alla Lazio. A tenerlo all'Inter, oltre all'affetto per i giocatori che gli stanno dando così tanto, è un contratto ricchissimo. La prossima stagione guadagnerà 13.5 milioni netti. Una cifra impegnativa anche per i top club europei, pattuita quando sembrava che Steven Zhang, al motto di "schiacceremo tutti dentro e fuori dal campo", non avesse limiti nell'ambizione e nella possibilità di spesa. Lo scenario, rispetto ai primi anni ruggenti della gestione cinese, è molto cambiato.

Le ambizioni europee

La società florida che ha portato alla Pinetina Marotta, Conte, Lukaku e Barella oggi deve fare i conti con un contesto nuovo e oggettivamente peggiore. Il Covid ha falciato gli incassi, come per tutti i club. La holding Suning è gravata da debiti importanti, come la stessa Inter. E il governo cinese non sembra apprezzare investimenti sul calcio, in patria e fuori. Ecco quindi il senso del discorso di Conte: io resto volentieri, ma voglio garanzie che il progetto sportivo continui su alti livelli. Vinto lo scudetto, sempre più vicino, l'obiettivo per la prossima stagione è andare avanti nelle fasi eliminatorie della Champions, competizione vera a cui non si accede per diritto di nascita, come doveva essere invece la Superleague. Riassumendo: se la proprietà dell'Inter darà a Conte una squadra in grado di dire la sua anche in Europa, sarà ben lieto di restare. Altrimenti chissà.

Il tempo stringe

Antonio Conte ha quasi 52 anni. A un'età più verde della sua Guardiola, Ancelotti e Mourinho avevano già vinto un paio di Champions a testa. In particolare il portoghese, con cui il confronto è inevitabile per chi allena alla Pinetina, aveva portato a casa il trofeo più prestigioso contro tutti i pronostici, alla guida di due squadre che non la vincevano da parecchio: il Porto, che l'ultima l'aveva alzata nel 1986-87, e la stessa Inter, a digiuno di Coppe dei Campioni dai tempi di Helenio Herrera. Antonio Conte, specialista nel vincere campionati, vuole ora dire la sua anche in Europa per entrare nel gotha degli allenatori davvero grandi. La miglior performance personale per ora l'ha avuta proprio all'Inter, con la finale di Europa League la scorsa stagione. Chissà mai che restare in nerazzurro possa essere la scelta giusta, anche per soddisfare le sue ambizioni continentali. Certo, per costruire una squadra da Champions (o quantomeno per non impoverire quella attuale) servono soldi. Svanito il miraggio dei 350 milioni della Superlega, a cui avrebbe provveduto Jp Morgan, ora Steven Zhang (dalla Cina) è a caccia di un prestito urgente da almeno 230 milioni. E sta trattando con diversi fondi di debito. A differenza della banca americana, pronta a prestare soldi a tasso di mutuo (2-3 percento) ai 12 club eletti del campionatino chiuso, i fondi chiedono interessi a due cifre. E vogliono garanzie solide, come le azioni del club.