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Inter, Conte ha in testa solo lo scudetto: "Prima vinciamo, poi parleremo di futuro"

Antonio Conte (reuters)
Il traguardo è vicino, ma il tecnico - alla vigilia della sfida casalinga contro il Verona ("Juric è il tipo di allenatore che fa le fortune dei club") - non vuol parlare di programmi: "Dobbiamo restare concentrati"
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Prima in campionato con dieci punti sul Milan e undici sull'Atalanta, a sei giornate dalla fine, l'Inter si prepara a ricevere a San Siro il Verona di Juric. Vincendo, i nerazzurri potrebbero teoricamente vincere il campionato già nel week end 1-2 maggio, se le inseguitrici dovessero perdere punti. Alla vigilia della gara del Meazza, l'allenatore interista Antonio Conte ha risposto alle domande dei cronisti.
 
Juric le somiglia come atteggiamento, che gara aspetta l'Inter?
"Una gara dura e tosta contro una squadra che sta facendo benissimo in campionato, nonostante una serie di risultati negativi, che non meritava. Allenata da un bravissimo allenatore. Un tipo di allenatore che fa le fortune dei club, perché porta a migliorare i calciatori attraverso il lavoro. Ha lavorato per tantissimo tempo con Gasperini. Non posso che parlarne bene".
La rosa che ha a disposizione si sta avvicinando a vincere. Quanto conta la testa in una simile crescita?
"Ci sono abituato. A parte la promozione a Bari, il mio primo percorso alla Juventus è cominciato da zero dal punto di vista di mentalità vincente. La fortuna è trovare giocatori vogliosi di mettersi in discussione e provare a fare qualcosa di differente rispetto al passato. All'Inter stiamo crescendo, dobbiamo arrivare al traguardo. Se vinci, sai che percorso hai fatto per arrivare a quel punto. E quello rimane impresso per sempre dentro".


Questo è il momento in cui bisogna raccogliere quel che si è seminato. Ci sono molti giocatori che non hanno mai vinto. Come si pone con la squadra?
"Visto quel che siamo riusciti a fare in campionato, c'è poco da dire. Abbiamo fatto un percorso straordinario, oltre ogni aspettativa. Manca uno step. L'Inter lavora, sta bene. Penso meritassimo più di quello che abbiamo raccolto, in alcuni momenti. Con lo Spezia abbiamo preso due pali, abbiamo avuto due gol annullati. Il Verona è una squadra fisica, oltre che preparata tatticamente. Ha messo in discussione tutte le grandi".
Questa stagione, fra mancanza di preparazione estiva, Covid e problemi societari, è la più difficile che ha affrontato in carriera?
"Sono problemi che conosciamo. Tutti sanno come stanno le cose. Concentrati, abbiamo dimostrato serietà professionale, attaccamento alla maglia e ai tifosi. Manca uno step per coronare qualcosa di bello".
La terzultima e la penultima di campionato sono con Roma e Juventus. Vuole chiudere il campionato prima?
"Abbiamo la fortuna, avendo scavalcato il Milan, di potere pensare soltanto a noi. Il vincente pensa a se stesso. La tabella la fa su se stesso. Non dobbiamo fare tabelle e calcoli. Siamo padroni del nostro destino, le tabelle le devono fare gli altri".


A Spezia lei ha detto che in società serve "chiarezza". Parlava di mercato?
"Con i "se" non si va da nessuna parte. Quel che è stato detto è stato detto. Ma ora dobbiamo restare concentrati".
Steven Zhang, pur distante perché in Cina, è stato di supporto alla squadra?
"Educatamente le dico che prima della partita non ho interesse a rispondere. Dobbiamo vincere. Ci sarà poi tempo".
Il suo percorso all'Inter, se l'Inter vincerà lo scudetto, come proseguirà?
"Sono una persona che guarda al presente e fino a quando non avremo conquistato qualcosa non parlo di futuro. Non prendetemi per poco educato, ma fino a quando non avrò la possibilità di pensare al futuro, mi concentro sul fatto che la squadra continui a lavorare con calma e pazienza. Se arriveremo al nostro obiettivo, risponderò a domande simili".
Rispetto alle semifinaliste di Champions, e vedendo il progresso che ha fatto l'Inter dopo l'eliminazione dalla competizione, quanta distanza vede?
"Queste domande sono troppo futuristiche".

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