Forse la musica è cambiata davvero, ma cantiamo ancora Pazza Inter
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaLa svolta? Quel giorno - era arrivato da poco - ad Antonio Conte sfuggì una frase del tipo: "Guardate che magari questa storia della Pazza Inter proprio bene non fa". Intendeva con ogni probabilità che secondo lui era una colossale sciocchezza, nonché un pesante fardello da portare. Lo si può capire: mentre dentro la tifoseria nerazzurra la Pazza era un simpatico segno di distinzione, qualcosa di cui andare pressoché fieri (e comunque divertente e comunque che rallegrava l'esistenza), all'esterno - e soprattutto negli ex luoghi di Conte - significava ben altro: leggerezza, inaffidabilità, magari vinci tutto un anno e poi sparisci per dieci e così via. E soprattutto, c'era l'apoteosi della Pazza, da individuare, in quanto tale, in un lontano - ma non abbastanza - giorno di maggio che si colloca tra il 4 e il 6. Per gli altri era esplosa lì, la Pazza Inter, e ci godevano assai.
Pazza Inter…
La svolta? Quel giorno - era arrivato da poco - ad Antonio Conte sfuggì una frase del tipo: "Guardate che magari questa storia della Pazza Inter proprio bene non fa". Intendeva con ogni probabilità che secondo lui era una colossale sciocchezza, nonché un pesante fardello da portare. Lo si può capire: mentre dentro la tifoseria nerazzurra la Pazza era un simpatico segno di distinzione, qualcosa di cui andare pressoché fieri (e comunque divertente e comunque che rallegrava l'esistenza), all'esterno - e soprattutto negli ex luoghi di Conte - significava ben altro: leggerezza, inaffidabilità, magari vinci tutto un anno e poi sparisci per dieci e così via. E soprattutto, c'era l'apoteosi della Pazza, da individuare, in quanto tale, in un lontano - ma non abbastanza - giorno di maggio che si colloca tra il 4 e il 6. Per gli altri era esplosa lì, la Pazza Inter, e ci godevano assai.
Pazza Inter Amala, la tromba di Kohler per festeggiare lo scudetto in versione swing
L'altro giorno Conte in diretta ha tenuto però a precisare che il relativo inno, appunto Pazza Inter (con seguito di Amala, hashtag principe) lui non ha mai chiesto di farlo togliere. Lo ascoltavi e afferravi il senso: stava dicendo che a lui degli inni importa diciamo il giusto, così evitiamo espressioni volgari. E che la sua critica al concetto Pazza Inter riguardava altro ed era arrivato il momento, a un passo dallo scudetto, che lo capissero un po' tutti, cosa intendesse lui. Dopodiché liberi di continuare a pensarla diversamente.
La tentazione di segnare sul calendario il 2, di maggio, come giorno in cui la Beneamata si è tolta definitivamente di torno la pazzia è di quelle forti: soprattutto in quei tifosi che a Conte hanno iniziato a dare fiducia, e poi non hanno più smesso, proprio il giorno di quella dichiarazione. Una voglia mostruosa, dopo anni anzi decenni pazzi, una voglia di pragmatismo feroce e di badare al sodo, aspetti che nel passato recente magari ogni tanto si manifestavano, ma con un piccolo problema: non si vinceva, mai.
Dieci anni di purgatorio assurdo come se quel Triplete avesse lanciato un incantesimo inespugnabile, ma pazienza, siamo la Pazza Inter e siamo contenti e cosa vuole costui, che arriva con le stimmate bianche e nere sulle mani, posandole sulla nostra purezza e quasi verginità (no comment)?
E intanto, il vaccino anti-pazzia si manifestava eccome: una quantità altissima di partite, soprattutto casalinghe con squadre medio-basse e succedeva che non finivi come sempre col perderle, uscendo però dallo stadio cantando Pazza Inter: non le perdevi più, anzi, spesso le vincevi con cinismo e la buona sorta ti assisteva pure.
E quindi, per quello che riguarda un discreto numero di tifosi (soprattutto i molti che stanno saltando sul carro contiano con grande allegria - ma non ce la prendiamo, c'è posto per tutti) si tratta di decidere: l'inno a questo punto può anche scriverlo davvero Povia (no, stiamo scherzando), ma continuiamo a cantarlo, a cantare Pazza Inter perché la marcetta è allegra e così via. Ma sia ben chiaro, e quelli consapevoli lo sanno: la musica, forse, è cambiata davvero. E quella nuova non è niente male.