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Inter, Zhang e Conte: la lunga attesa. Il mercato al centro del futuro

Stevan Zhang e Antonio Conte (agf)
La permanenza del tecnico, come lo scorso anno, torna in discussione. Decisivo il faccia a faccia con il presidente -che però continua a slittare- sul progetto di rinforzo della rosa
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MILANO - Ora il cerino è in mano all’allenatore. Il presidente dell’Inter aspetta un suo segnale per sedersi e parlare del futuro del club nerazzurro. La permanenza in panchina dell’ex ct è di nuovo in discussione, come già successo lo scorso anno. Il punto centrale è il mercato: capire quanto sarà possibile preservare della rosa di giocatori che ha vinto lo scudetto, e quali eventuali rinforzi saranno previsti in caso di cessioni. Conte chiede voce in capitolo sulle operazioni in entrata e in uscita, con l’obiettivo di avere una squadra in grado di competere per il prossimo scudetto e potere andare avanti in Champions. Zhang punta a ridurre il monte ingaggi complessivo di almeno un quinto rispetto a oggi, cercando accordi con i tesserati (che non hanno accolto l’appello a rinunciare a due mensilità di stipendio) e vendendo giocatori, a partire dai meno essenziali.

L’attesa del vertice

L’incontro fra presidente ed ex ct, atteso fra ieri e oggi, ancora non c’è stato. In sede in viale Liberazione fin dal mattino hanno lavorato i dirigenti, e poco dopo mezzogiorno è arrivano anche Steven Zhang. Ma non l’allenatore, che su Instagram ha postato immagini di gioia, scattate domenica a San Siro durante la festa scudetto. Nella galleria fotografica l’allenatore salentino compare al fianco di Zhang, degli ad Alessandro Antonello e Beppe Marotta e del proprio staff tecnico. Un messaggio esplicitato da un hashtag: #alltogether. Tutti insieme. Un segnale di unità, che si presta però anche a un’altra lettura: io voglio andare avanti, mettetemi nella condizione di farlo. Un possibile futuro alternativo per Conte potrebbe delinearsi dal complesso gioco d’incastri delle panchine europee che traballano, dal Tottenham al Real Madrid.

La situazione finanziaria

La situazione finanziaria dell’Inter, come quella di molti club del mondo, impone prudenza nella spesa anche per effetto della contrazione dei ricavi dipesa dal Covid e dagli stadi chiusi. In più, sulla società lussemburghese attraverso cui Suning controlla il club grava nuovo debito: 275 milioni, prestati per tre anni dal fondo americano Oaktree, che chiede equilibrio nella gestione e un’accelerazione sulla questione stadio a garanzia dell’investimento fatto. Il finanziamento (all’Inter vanno circa 240 milioni) serve anzitutto a pagare stipendi arretrati, rate dei cartellini dei calciatori, fornitori e interessi sui due bond e sul prestito già in essere che pesano direttamente sull’Inter per 420 milioni complessivi. Quanto resterà per il mercato? È una domanda che si pongono i tifosi e lo stesso tecnico. Intanto il team manager Lele Oriali, l’uomo più vicino all’ex ct insieme al vice presidente Javier Zanetti, si è detto preoccupato del fatto di non potere ancora programmare la prossima stagione.

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