Sassuolo-Inter 1-2: tra sofferenza e polemiche, Dzeko e Lautaro salvano i nerazzurri
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròREGGIO EMILIA - La sostanza di una partita è il risultato. E il risultato dice che l'Inter, vincendo in rimonta in casa del Sassuolo, continua a mordere la coda del Napoli, che oggi cercherà di respingere l'eventuale assalto del Milan al primo posto. Ma se è sostanza anche la forma, non la si può ignorare. E la forma dice che a Reggio Emilia è accaduto l'ennesimo episodio che seminerà dubbi e veleni sull'uso dello strumento nato come loro antidoto: il video. L'arbitro Pairetto di Nichelino, figlio d'arte, viene infatti da ieri iscritto nell'elenco dei colpevoli di leso Var, in concorso col Var propriamente detto, il signor Nasca da Bari. L'azione della possibile espulsione di Handanovic al tramonto del primo tempo, sul meritatissimo 1-0 per il Sassuolo (dominio tattico e tecnico, sgambetto di Skriniar su Boga, rigore segnato dal più volte mancato interista Berardi), va a infoltire la già corposa ca…
REGGIO EMILIA - La sostanza di una partita è il risultato. E il risultato dice che l'Inter, vincendo in rimonta in casa del Sassuolo, continua a mordere la coda del Napoli, che oggi cercherà di respingere l'eventuale assalto del Milan al primo posto. Ma se è sostanza anche la forma, non la si può ignorare. E la forma dice che a Reggio Emilia è accaduto l'ennesimo episodio che seminerà dubbi e veleni sull'uso dello strumento nato come loro antidoto: il video. L'arbitro Pairetto di Nichelino, figlio d'arte, viene infatti da ieri iscritto nell'elenco dei colpevoli di leso Var, in concorso col Var propriamente detto, il signor Nasca da Bari. L'azione della possibile espulsione di Handanovic al tramonto del primo tempo, sul meritatissimo 1-0 per il Sassuolo (dominio tattico e tecnico, sgambetto di Skriniar su Boga, rigore segnato dal più volte mancato interista Berardi), va a infoltire la già corposa casistica delle decisioni controverse dall'introduzione del video in serie A: quasi che l'Italia, patria del cavillo, avesse trovato un nuovo strumento per alimentare la propria inclinazione.
Il 'caso' Handanovic
L'episodio in questione è la classica fuga dell'attaccante (Defrel, preferito a Raspadori), con l'uscita fuori area del portiere. Handanovic ha provato a togliersi, ma non ha fatto in tempo del tutto e Defrel nell'impatto è caduto. Sulla gomitata involontaria e sull'ulteriore tocco del portiere sulla gamba dell'attaccante sono sorte le due inevitabili scuole di pensiero, ma la cosa certa è che il Var non ha spedito l'arbitro davanti al video. "I ragazzi, nello spogliatoio, continuavano a pensarci", ha raccontato Dionisi, l'allenatore del Sassuolo, e in effetti il loro secondo tempo è stato ben diverso dal primo: sono via via crollati.
Inzaghi ne cambia quattro insieme
Anche l'altro elemento decisivo della partita è figlio delle innovazioni regolamentari: la regola delle cinque sostituzioni ha cambiato il corso della serata. Simone Inzaghi ha corretto la formazione di partenza, facendo entrare al 12' della ripresa ben quattro giocatori contemporaneamente: Dzeko per Correa, Dimarco per Bastoni, Darmian per Dumfries e Vidal per Çalhanoglu, quasi mezza squadra come nell'hockey su ghiaccio. Dzeko ha segnato al primo colpo, raccogliendo un cross arcuato di Perisic, Dimarco ha fatto il difensore e l'attaccante, Darmian ha spinto parecchio sulla fascia fino a quel punto dominata da Rogerio e Vidal ha dato molta più sostanza del pallido Çalhanoglu. A furia di insistere, l'Inter ha raggiunto lo scopo e il beffardo contrappasso ha voluto che fosse proprio un fallo del portiere Consigli su Dzeko, lanciato da Brozovic, a offrire a Lautaro la vittoria dal dischetto.
Il travagliato esito non dissolve tuttavia il sospetto che i campioni d'Italia, spossati dagli impegni ravvicinati, non abbiano superato la sindrome della Champions, dopo la sconfitta col Real Madrid e lo 0-0 con lo Shakhtar: non segnano e se raddrizzare la classifica è possibile, nel doppio confronto col sorprendente Sheriff Tiraspol, il rischio del complesso d'inferiorità europeo si è forse insinuato. Solo il campo lo potrà cancellare, perché le vicende societarie, col rosso record di 246 milioni di euro non sono certo il massimo, anche se il taglio degli ingaggi aiuta l'ad Marotta. Allo stadio di Reggio Emilia sono risuonate le parole di Giorgio Squinzi, il demiurgo del Sassuolo, nella ricorrenza dei due anni dalla scomparsa: "Mai smettere di pedalare e fare le cose seriamente": un modello virtuoso, non esattamente quello dell'Inter degli Zhang.
Sassuolo-Inter 1-2 (1-0)
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Muldur, Chiriches, Ferrari, Rogerio; Lopez, Frattesi (41' st Scamacca); Berardi, Djuricic (30' st Traorè), Boga; Defrel (19' st Raspadori). (56 Pegolo, 3 Goldaniga, 4 Magnanelli, 5 Ayhan, 13 Peluso, 20 Harroui, 22 Toljan, 77 Kyriakopoulos, 97 Henrique). All.: Dionisi.
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni (12' st Dimarco); Dumfries (12' st Darmian), Barella, Brozovic, Calhanoglu (12' stVidal) Perisic; Lautaro Martinez (44' st D'Ambrosio), Correa (12' st Dzeko). (21 Cordaz, 97 Radu, 5 Gagliardini, 7 Sanchez, 8 Vecino, 11 Kolarov, 13 Ranocchia).
All.: S.Inzaghi.
Arbitro: Pairetto di Nichelino.
Reti: nel pt 23' Berardi (rigore) ; nel st 13' Dzeko, 33' Lautaro Martinez (rigore).
Angoli: 8-6 per l'Inter
Recupero: 1' e 5'.
Ammoniti: Muldur, Perisic, Beralla, Lopez, Consigli, Inzaghi, Raspadori per gioco falloso.
Spettatori: 10.400.