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Milan-Inter 1-1: tante emozioni ma nessun vincitore. E i rossoneri restano in vetta

Duello tra Ibrahimovic e Skriniar (reuters)
Avanti i nerazzurri con un rigore di Calhanoglu, pari determinato da una autorete di de Vrij. Poi Tatarusanu neutralizza un altro tiro dal dischetto, stavolta di Lautaro. Nella ripresa parte meglio la squada di Inzaghi, ma nel finale esce quella di Pioli (palo di Saelemaekers), che resta con il Napoli in testa alla classifica
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Chiudendo in attacco nell’area altrui e con un palo di Saelemaekers, dopo essere uscito da un primo tempo complicato e in definitiva giocato con più efficacia dall’Inter, il Milan è rimasto agganciato al Napoli: il campionato è ancora lungo, però gli attestati di maturità e gli alti ostacoli scavalcati cominciano a essere troppi per potere essere sottovalutati. Al Milan sono rimasti anche i preziosi 7 punti di vantaggio sui cugini: parenti, stavolta, nient’affatto serpenti. La bellezza del derby col pubblico ritrovato l’ha sintetizzata la Curva Sud: se siamo di nuovo qui, lo dobbiamo agli eroi del Covid, medici e infermieri, era il concetto del gigantesco striscione-vignetta  con didascalia (“Milano non dimentica”), che ha abbattuto le fazioni. Quando poi il tifo è ripreso secondo stilemi meno eleganti, i fischi spaccatimpani sono toccati a Çalhanoglu, transfuga estivo sulla sponda interista e pr…

Chiudendo in attacco nell’area altrui e con un palo di Saelemaekers, dopo essere uscito da un primo tempo complicato e in definitiva giocato con più efficacia dall’Inter, il Milan è rimasto agganciato al Napoli: il campionato è ancora lungo, però gli attestati di maturità e gli alti ostacoli scavalcati cominciano a essere troppi per potere essere sottovalutati. Al Milan sono rimasti anche i preziosi 7 punti di vantaggio sui cugini: parenti, stavolta, nient’affatto serpenti. La bellezza del derby col pubblico ritrovato l’ha sintetizzata la Curva Sud: se siamo di nuovo qui, lo dobbiamo agli eroi del Covid, medici e infermieri, era il concetto del gigantesco striscione-vignetta  con didascalia (“Milano non dimentica”), che ha abbattuto le fazioni. Quando poi il tifo è ripreso secondo stilemi meno eleganti, i fischi spaccatimpani sono toccati a Çalhanoglu, transfuga estivo sulla sponda interista e protagonista della serata con un rigore conquistato e trasformato.

<<La cronaca della gara>>

La coreografia della curva del Milan 

Il duello tattico tra Pioli e Inzaghi

Allo spettacolo hanno contribuito i due allenatori con un duello tattico arguto, volto a esaltare le rispettive caratteristiche di squadra: Inzaghi intendeva catturare il pallone il più in alto possibile per innescare fulminei contrattacchi, Pioli voleva attirare gli avversari per poi aggirarli o assaltarli in superiorità numerica. Per questo aveva architettato l’arretramento dell’interruttore Kessié sulla linea dei difensori, per formare un centrocampo ancora più folto di quello a 5 avversario: Krunic doveva braccare il regista Brozovic, Tonali assecondare gli strappi di Diaz, preferito a Saelemaekers per inguaiare con i suoi dribbling Perisic e Bastoni, mentre Leao, da sinistra, era spesso seconda punta in appoggio a Ibrahimovic, anche se nessuno dei due pungeva troppo.  Il marchingegno si è inceppato perché Kessié, sul pressing di Dzeko e Çalhanoglu, ha trascinato il pallone all’indietro nella propria area. Nel groviglio di gambe è crollato a terra il reprobo della serata, che ha potuto segnare il rigore sotto la sua vecchia curva.

Tatarusanu ipnotizza Lautaro

Ferito nell’orgoglio, Kessié si è guadagnato a sua volta in pressing il fallo di Barella: la parabola di Tonali è stata colpita da De Vrij per anticipare Tomori, ma la direzione era sbagliata. L’autogol del pari ha indotto all’arrembaggio imprudente il Milan: Ballo-Touré, sostituto naïf dello squalificato Hernandez, ha travolto sia Darmian in fuga sia il pallone e Doveri, col conforto del Var, ha offerto il secondo rigore all'Inter: stavolta è andato Lautaro e Tatarusanu si è tolto l’etichetta di riserva arrugginita del convalescente Maignan.

Il brivido finale di Saelemaekers

Lo sbilanciamento è comunque rimasto. L’incursore aggiunto Bastoni e quello abilitato Darmian hanno armato Barella (salvataggio sulla linea di Ballo-Touré) e Lautaro (sibilo a lato), suggerendo a Pioli nell’intervallo la prima correzione, Kalulu per Ballo-Touré. Ma il nuovo sibilo accanto al palo, sul destro incrociato al volo di Çalhanoglu, non lo ha spinto a rinnegare il sistema prediletto: con Rebic e Saelemaekers per Leao e Diaz, poi con Bennacer per Tonali, ha solo cambiato gli interpreti. Inzaghi, con Vidal (un destro sparato su Kalulu) per Barella e Correa per Dzeko, ha preso atto di lievi infortuni: gli innesti di Dumfries e nel finale di Dimarco e Sanchez hanno solo alleggerito la pressione che, con Ibra capace di prendere via via possesso dell’area, si è fatta notevole. Il palo di Saelemaekers e la conseguente pedata di Kessié hanno ristabilito la parità nelle occasioni da gol. Il derby è finito con un pareggio equo, ma più simile a una vittoria del Milan.

Milan-Inter 1-1 (1-1).
Milan (4-2-3-1):
Tatarusanu; Calabria, Kjær, Tomori, Ballo-Touré (1' st Kalulu); Tonali (26' st Bennacer), Kessie; Brahim Díaz (14' st Saelemaekers), Krunic; (39' st Bakayoko), Leão (14' st Rebic); Ibrahimovic; (83 Mirante, 14 Conti, 25 Florenzi, 46 Gabbia, 9 Giroud, 27 Maldini, 64 Pellegri) All.: Pioli.
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, A.Bastoni (39' st Dimarco); Darmian (31' st Dumfries), Barella (23' st Vidal), Brozovic; Çalhanoglu, Perisic; Dzeko (31' st Correa), Lautaro (39' st A.Sanchez). (97 Radu, 33 D'Ambrosio, 11 Kolarov, 13 Ranocchia, 5 Gagliardini, 12 Sensi, 8 Vecino) All.: S.Inzaghi.
Arbitro: Doveri di Roma 1.
Reti: nel pt 11' Calhanoglu (rigore), 17' De Vrij (autogol).
Recupero: 1' e 3'.
Angoli: 8 a 4 per l'Inter.
Ammoniti: Ballo-Touré per gioco falloso.
Note: spettatori 56.608.