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Inter verso il Venezia, Ranocchia: "Quest'anno ci siamo rafforzati: conta la mentalità più che i nomi"

A 4 punti da Milan e Napoli, i nerazzurri si preparano per la trasferta in laguna e Inzaghi fa parlare il difensore: "Il tecnico ha dimostrato di saper gestire un grande gruppo. E ci auguriamo di potere migliorare. Abbiamo perso giocatori importanti ed eravamo preoccupati. Ma la società li ha sostituiti, Inzaghi ha fatto il resto"
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MILANO - Terza in classifica in campionato a 4 punti di distacco dietro a Milan e Napoli appaiate in vetta, l’Inter si prepara a partire per la trasferta di Venezia. Alla vigilia della gara, anziché l’allenatore Simone Inzaghi, a rispondere alle domande dei cronisti è stato il difensore Andrea Ranocchia.

 
Lei è l’unico della rosa attuale dell’Inter ad essersi qualificato agli ottavi di Champions dieci anni fa. Che emozioni prova oggi?
“Ci tenevamo tanto. È stato un passo importante. Alla lunga abbiamo messo a posto le cose. Domani abbiamo una partita molto difficile in un campo molto difficile”.

Handanovic, Dzeko, Dimarco, Inzaghi, Ranocchia e Skriniar dopo la qualificazione in Champions (afp)
 
Lei è sempre stato un uomo spogliatoio e ha grande esperienza. Perché Inzaghi si sta dimostrando un allenatore da Inter?
“Il mister ha dimostrato di saper gestire un grande gruppo di grandi giocatori. E ci auguriamo di poter migliorare”.
 
Dopo due partite decisive da titolare, cosa la rende più orgoglioso della scelta fatta di rimanere all’Inter?
"In queste due partite mi sono divertito tantissimo. Giocare in questo gruppo ti dà tante soddisfazioni. Sono contento per la mia carriera e per queste due vittorie. Ma pensiamo alla prossima partita”.
 
Dopo due partite così intense, si sente pronto per giocarne una terza domani?
“Io sono sempre pronto, ma il mister deve ancora fare le sue valutazioni”.
 
Nella sua permanenza all’Inter ci sono stati anche momenti non positivi. Qual è stato per lei il momento della svolta?
“Un momento preciso no. Un insieme di cose.  È cambiato il mio modo di affrontare la giornata, l’allenamento, la partita, il contorno. Con l’età si cresce. Sto molto bene. Spalletti, Conte e Inzaghi mi hanno dato una grande mano e così i compagni. Siamo un gruppo unico, forte, coeso”.
 
Quando tanti anni fa è arrivato all’Inter, c’era un giocatore che più di altri l’ha aiutata a familiarizzare con l’ambiente e con il club?
“Oggi spesso si parla di me, di Handanovic e D’Ambrosio come di uomini spogliatoio. Trovo sia esagerato. Non facciamo chissà cosa. Quando sono arrivato all’Inter era una squadra di grandi campioni. Io Pazzini e Nagatomo siamo stati bene accolti, bene integrati. Tutti i ragazzi hanno fatto la loro parte”
 
Le spiace non essere stato impiegato con continuità negli anni scorsi dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina dell’Inter?
“In uno sport di squadra bisogna farsi trovare pronti. Evidentemente in passato non era il mio momento. Spero ora di potere dare il mio contributo il più a lungo possibile”.
 
Cosa vi ha permesso di non subire conseguenze negative dalla partenza di Lukaku, Hakimi e Conte?
“Il gruppo si è rafforzato. Abbiamo perso giocatori importanti ed eravamo preoccupati. Ma la società li ha sostituiti, il mister ha fatto il resto. Conta la mentalità più che i nomi”.
 
Cosa ha contribuito a creare un gruppo così coeso, dentro e fuori dal campo?
 “Non c’è nessuno che ha la bacchetta magica. C’è stato un percorso che ci ha portato a vincere il campionato e a qualificarci in Champions. Il percorso è lungo e richiede uomini forti e importanti, come quelli che fanno e facevano parte di questo spogliatoio”.
 
Nel lungo termine quale potrebbe essere la vera avversaria dell’Inter nella corsa allo scudetto?
“Non ne ho idea. Ci sono molte squadre forti ed equilibrate. Ma incidono sul cammino in campionato le coppe, gli infortuni, troppe variabili”.
 
Ha parlato col suo amico Marcelo Brozovic del suo rinnovo di contratto?
 “No sinceramente. A me importa che sia sempre più in forma, come in effetti è. Per il resto se la vedranno la società e Brozo”.
 
L’impressione è che per l’Inter la vittoria del ventesimo scudetto e della seconda stella sia a portata di mano. Voi giocatori avete questa sensazione?
 “Sappiamo che se lavoreremo in un certo modo potremo arrivare lontano”.

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