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Inter, più di una Supercoppa: battere la Juve per lanciarsi verso la seconda stella

I campioni d'Italia vogliono ripetere il successo di 17 anni nell'unico precedente per il trofeo e proseguire un ciclo vincente
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All’ultimo incrocio, nel 2005 a Torino, la Supercoppa la vinse l’Inter. Uno a zero, con gol di Veron nel recupero e coda di polemiche. I bianconeri si lamentarono per un gol non convalidato, i nerazzurri per la squalifica di Samuel, accusato di avere sputato a Nedved.

Più di una partita

Da allora, sono successe un sacco di cose: Calciopoli, la revoca degli scudetti juventini, l’Inter di Mancini e quella di Mourinho, la lunghissima era del dominio della Juve prima con Conte poi con Allegri, infine il ritorno allo scudetto dei nerazzurri. Ed eccoci qua. Domani a San Siro il derby d’Italia numero 243 assegnerà molto più di un trofeo nato appena 34 anni fa, da contendersi in gara secca. Entrambe le squadre nella partita di Milano cercano conferme. Per la Juve, battere i campioni d’Italia significherebbe rafforzare la consapevolezza di aver rialzato la testa dopo mesi difficili. Per l’Inter sarebbe il sigillo sulla vittoria del tri…

All’ultimo incrocio, nel 2005 a Torino, la Supercoppa la vinse l’Inter. Uno a zero, con gol di Veron nel recupero e coda di polemiche. I bianconeri si lamentarono per un gol non convalidato, i nerazzurri per la squalifica di Samuel, accusato di avere sputato a Nedved.

Più di una partita

Da allora, sono successe un sacco di cose: Calciopoli, la revoca degli scudetti juventini, l’Inter di Mancini e quella di Mourinho, la lunghissima era del dominio della Juve prima con Conte poi con Allegri, infine il ritorno allo scudetto dei nerazzurri. Ed eccoci qua. Domani a San Siro il derby d’Italia numero 243 assegnerà molto più di un trofeo nato appena 34 anni fa, da contendersi in gara secca. Entrambe le squadre nella partita di Milano cercano conferme. Per la Juve, battere i campioni d’Italia significherebbe rafforzare la consapevolezza di aver rialzato la testa dopo mesi difficili. Per l’Inter sarebbe il sigillo sulla vittoria del tricolore dello scorso maggio e un volano per lanciarsi verso il ventesimo scudetto e la seconda stella.

Il sogno di un ciclo vincente

Osservata dal punto di vista dei nerazzurri, la sfida di San Siro è l’opportunità per poter davvero sognare di aprire un ciclo di vittorie. Magari non assoluto e duraturo come quello juventino – nove scudetti di fila non li ha mai vinti nessuno – ma pur sempre un ciclo. Molti degli elementi necessari a sognare in grande ci sono. Anzitutto c’è Beppe Marotta, uno dei maggiori artefici dei recenti trionfi bianconeri, arrivato alla Pinetina nel 2018 e pronto a rinnovare il proprio contratto con i nerazzurri. Poi l’allenatore. Simone Inzaghi, già capace di vincere trofei con la Lazio anche negli anni della tirannide di Allegri a Torino, ha ereditato una squadra vincente da Antonio Conte, proprio come capitò allo stesso allegri nel 2014. E ovviamente i giocatori. È notizia di questi giorni l’accordo raggiunto per il prolungamento della permanenza di Marcelo Brozovic fino al 2026, con relativo adeguamento di stipendio.

I numeri e le sfidanti

Domani Inzaghi potrà contare sulla miglior forma di quasi tutti i giocatori più forti della rosa. Eccezion fatta per Dzeko, rientrato in gruppo solo alla vigilia di Inter-Lazio di domenica dopo lo stop per il Covid, la prima linea dei nerazzurri è tutta disponibile. Un teorico vantaggio sugli avversari, che dovranno fare a meno di Cuadrado e De Ligt, squalificati, Danilo e Chiesa, infortunati. E Bonucci è in forse. Dalla parte dell’Inter ci sono anche i numeri. L’Inter è seconda in Europa, al pari del Liverpool, per media di gol realizzati nel proprio campionato: 2,6 a partita. In Serie A nessuno ha segnato più dei nerazzurri, a quota 51 reti, né ha tirato di più: gli uomini di Inzaghi sono arrivati alla conclusione per 347 volte in 20 gare. Se riuscirà a vincere con la Juventus, l’Inter cambierà anche la gerarchia delle rivali, come succede nella boxe, dove lo sfidante battuto in un match per il titolo passa automaticamente l’etichetta di “primo contentente” a un altro pugile. Vincendo, la squadra di Inzaghi affiderebbe oltre ogni ragionevole dubbio il ruolo di “primo contendente” al Milan, che segue a un solo punto in campionato (avendo però giocato una partita in più) e che la scorsa stagione è arrivato secondo, dopo l’illusione di essere stato campione d’inverno.