Inter, lo sprint scudetto passa dai km di Brozovic
di Franco Vanni , di Franco VanniClassifica | Calendario | Marcatori
MILANO - La capolista non se ne va. Il pareggio del Milan col Bologna rilancia le possibilità per l’Inter, vittoriosa allo Stadium dopo quasi dieci anni, di riagganciare i rossoneri in vetta. Dopo la gara di sabato prossimo col Verona, reduce dalla vittoria col Genoa, i nerazzurri fino alla fine del campionato dovranno incontrare una sola squadra della parte sinistra della classifica: la Roma. Il Milan da qui all’ultima di campionato dovrà invece affrontarne cinque. Per il resto il cammino dei nerazzurri prevede le partite con Spezia, Bologna, Udinese, Empoli, Cagliari e Sampdoria. Avversarie che la migliore Inter vista in stagione non avrebbe certo troppi problemi a battere. Ma in che stato di forma è la formazione di Simone Inzaghi? La partita di Torino contro la Juve ha dato indicazioni discordanti.
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MILANO - La capolista non se ne va. Il pareggio del Milan col Bologna rilancia le possibilità per l’Inter, vittoriosa allo Stadium dopo quasi dieci anni, di riagganciare i rossoneri in vetta. Dopo la gara di sabato prossimo col Verona, reduce dalla vittoria col Genoa, i nerazzurri fino alla fine del campionato dovranno incontrare una sola squadra della parte sinistra della classifica: la Roma. Il Milan da qui all’ultima di campionato dovrà invece affrontarne cinque. Per il resto il cammino dei nerazzurri prevede le partite con Spezia, Bologna, Udinese, Empoli, Cagliari e Sampdoria. Avversarie che la migliore Inter vista in stagione non avrebbe certo troppi problemi a battere. Ma in che stato di forma è la formazione di Simone Inzaghi? La partita di Torino contro la Juve ha dato indicazioni discordanti.
Il ritorno della costruzione dal basso
Il dato che conta davvero, quello dei gol segnati, è stato favorevole all’Inter. Ma al di là dell’evidenza di un gioco più brillante, la Juventus ha fatto di più: 22 tiri totali contro 5, cinque conclusioni in porta a una, il 54 per cento di possesso palla. E anche la precisione dei passaggi è stata globalmente favorevole ai bianconeri, con un’accuratezza dell’84 per cento della Juventus e dell’83 per l’Inter. Ma c’è un dato che deve confortare l’allenatore interista: con il ritorno dall’infortunio di Marcelo Brozovic, che con 11,615 chilometri in media a partita è il giocatore che corre di più in Serie A, l’Inter ha ritrovato la macchina del gioco. Il regista, che di preferenza dialoga con i centrali di difesa, ha messo a segno il 95 per cento dei passaggi tentati. Skriniar addirittura il 96 e Bastoni il 95. È il segno che la costruzione dal basso del gioco, inceppata nelle ultime giornate senza il croato il regia, è tornata a funzionare.
La fase offensiva in numeri
Allargando l’analisi non solo alla trasferta con la Juve ma alla stagione fin qui nel suo complesso, l’Inter nelle ultime diciotto giornate solo in due occasioni ha avuto un possesso palla inferiore dell’avversario: nel derby perso il 5 febbraio e allo Stadium. Nonostante ultimamente manchino i gol delle punte, con 63 reti fatte l’Inter resta il miglior attacco della Serie A, pur dovendo recuperare la gara col Bologna. Con 24 gol subiti ha anche la seconda miglior difesa, dietro il Napoli. I nerazzurri sono la squadra che tira di più, con 506 tentativi totali, ed è quella che lo fa di più in porta, con 192 palloni calciati nello specchio. L’Inter è prima per assist realizzati, a quota 42, e per cross utili, finora 238. L’Inter è prima anche per gol segnati di testa, 15, per corner battuti, 187, e per palloni toccati in area avversaria, 944. A riprova che, al netto degli episodi, l’Inter è la squadra con il maggiore potenziale offensivo del campionato.
Inzaghi non si tocca
Al di là del potenziale, l’Inter deve chiarire quale sia in questa stagione il suo obiettivo minimo. Che punti a vincere lo scudetto non è un segreto per nessuno. “Dobbiamo essere ambiziosi e non nasconderci”, ripete da mesi l’ad nerazzurro Beppe Marotta. Ma è altrettanto certo che la società non potrebbe considerare un fallimento una comoda qualificazione in Champions League, visto che a inizio stagione era quello il target fissato dal club per l’allenatore, insieme alla vittoria della Supercoppa italiana e alla qualificazione agli ottavi del trofeo europeo più prestigioso. Missione compiuta. La conferma di Simone Inzaghi per la prossima stagione non è in alcun modo in discussione. “Inzaghi non si tocca” ripetono da settimane al quartier generale nerazzurro in viale della Liberazione. D’altra parte l’allenatore piacentino ha un altro anno di contratto. Quel che potrebbe cambiare in base alla posizione finale ragginta in campionato sono la durata e l’importo del prolungamento della sua presenza alla Pinetina. Ma di rinnovo, per volere dello stesso tecnico, si parlerà solo dopo l’ultima partita della stagione.
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