Dal mercato un'Inter più completa. A sinistra l'unico dubbio
di Franco Vanni , di Franco VanniLa partenza sprint, anticipata a gennaio dall'arrivo di Gosens e completata con gli acquisti di Onana, Asllani, Bellanova e Mkhitaryan. Poi il colpo Lukaku, riportato alla Pinetina in prestito per 10 milioni dopo averlo venduto per 115 appena un anno fa. Quindi le inevitabili cessioni di giovani, da Pinamonti al Sassuolo a Casadei al Chelsea. Infine, la querelle su Acerbi, individuato da Simone Inzaghi come perfetto sostituto di Ranocchia, nel frattempo andato al Monza, ma ritenuto troppo costoso dal presidente Zhang fino alle ultime ore di mercato. Eccolo, in estrema sintesi, il mercato dell'Inter, appena concluso. Poteva andare meglio, certo, ma anche molto peggio, vista la necessità di risparmio imposta ai manager dalla proprietà. Una sessione da 7, a conti fatti.
La partenza sprint, anticipata a gennaio dall'arrivo di Gosens e completata con gli acquisti di Onana, Asllani, Bellanova e Mkhitaryan. Poi il colpo Lukaku, riportato alla Pinetina in prestito per 10 milioni dopo averlo venduto per 115 appena un anno fa. Quindi le inevitabili cessioni di giovani, da Pinamonti al Sassuolo a Casadei al Chelsea. Infine, la querelle su Acerbi, individuato da Simone Inzaghi come perfetto sostituto di Ranocchia, nel frattempo andato al Monza, ma ritenuto troppo costoso dal presidente Zhang fino alle ultime ore di mercato. Eccolo, in estrema sintesi, il mercato dell'Inter, appena concluso. Poteva andare meglio, certo, ma anche molto peggio, vista la necessità di risparmio imposta ai manager dalla proprietà. Una sessione da 7, a conti fatti.
Una rosa più forte. Unico dubbio a sinistra
La rosa uscita dai due mesi di mercato è più completa rispetto a quella che lo scorso anno ha vinto Coppa Italia e Supercoppa, contendendo fino all'ultimo lo scudetto al Milan. In porta, come vice Handanovic e suo successore, è arrivato dall'Ajax Onana. A destra, la nuova alternativa a Dumfries è Bellanova, ex Cagliari. In difesa, l'inserimento di Acerbi come riserva di De Vrij ha completato il gioco delle coppie. Sulla fascia sinistra Perisic è stato sostituito con Gosens, per ora non all'altezza del croato, con Dimarco e Darmian come alternative. A centrocampo, Asllani è stato acquistato con l'intenzione di fare riposare Brozovic quando occorre, e Mkhitaryan dovrebbe garantire qualità alla mezzala, di modo da potere preservare Barella e Calhanoglu. In attacco è tornata la coppia Lukaku-Lautaro. A parte la corsia sinistra, che resta un'incognita, si può dire che l'Inter sia potenzialmente più forte rispetto alla passata stagione.
Dalle cessioni ossigeno per i conti
Per fare spazio a chi è arrivato, in spogliatoio e soprattutto nel bilancio, l'Inter ha dovuto cedere giocatori. Con grande sollievo della maggioranza dei tifosi, si sono accasati altrove i due cileni voluti da Antonio Conte. Proprio come l'allenatore, che per liberarsi dall'Inter pretese la ricca buonuscita che il contratto gli garantiva, anche i suoi pupilli prima di salutare la Pinetina sono passati alla cassa: Vidal ha poi scelto il Flamengo, Sanchez è volato a Marsiglia. A parametro zero sono partiti Perisic, che ha raggiunto Paratici e Conte al Tottenham, Ranocchia e Vecino, che ha scelto la Lazio. Kolarov si è ritirato, Caicedo è tornato al Genoa e Radu, il portiere della papera di Bologna, si è trasferito alla Cremonese. Poi ci sono le cessioni di Pinamonti e Casadei, in prospettiva più dolorose ma anche più redditizie. Insomma, l'Inter ha abbattuto il monte ingaggi salutando un solo titolare, Perisic.
Da Dybala a Skriniar: i tormentoni dell'estate
Nel mercato dell'Inter due sono stati i tormentoni, entrambi senza esiti concreti: da un lato, le trattative per Dybala e per Bremer, dall'altro quelle per la cessione di Skriniar, Bastoni e Dumfries. Nulla è andato in porto, ma intanto se n'è parlato. Molto. Forse troppo. Dybala, libero da contratto e preallertato dal suo mentore Marotta, dopo una lunga attesa ha scelto la Roma. L'Inter, dopo il colpo a sorpresa Lukaku, di spazio in campo e di quattrini da spendere non ne aveva più. Bremer era stato prenotato dall'Inter come possibile sostituto di Skriniar, dato in partenza per Parigi, ma lo slovacco alla fine è rimasto a Milano e il brasiliano ha firmato con la Juve. Queste sono state le principali soap opera dell'estate nerazzurra, ma non le uniche. I tifosi interisti hanno letto centinaia di titoli e ascoltato innumerevoli trasmissioni sulla possibilità del trasferimento di Bastoni al Tottenham e di Dumfries al Chelsea. Alla fine non se n'è fatto nulla, con il risultato che i supporter nerazzurri hanno finito per considerare le mancate cessioni quasi come nuovi acquisti. Una consolazione, certo. Ma anche il segno di come la Serie A, che un tempo era il campionato più ricco d'Europa, oggi sia per lo più considerata un punto di passaggio nella carriera dei giocatori migliori.