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Camerun, Onana dà l'addio alla nazionale dopo lo strappo col ct Song

In pieno Mondiale, in Qatar, il portiere dell'Inter se ne andò dopo un acceso diverbio con il tecnico. Ora, con un lungo post sui social, annuncia che quel capitolo della sua carriera si è definitivamente chiuso: "I giocatori vanno e vengono, la nazionale rimane per sempre"
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"La mia storia con il Camerun è finita". Il portiere dell'Inter, André Onana, annuncia l'addio alla nazionale del suo Paese con un lungo post. È il seguito inevitabile di quanto accaduto durante i Mondiali lo scorso 28 novembre quando, poco prima della sfida con la Serbia, Onana si scontrò con il ct Rigobert Song, che decise a quel punto di mandare il campo la riserva Epassy. La frattura è diventata insanabile, tanto che il giocatore è tornato in patria e si è fatto filmare, a torneo in Qatar ancora in corso, durante una partitella su un campo di terra battuta, in cui ha giocato da centrocampista.

Il post dell'addio alla sua nazionale
Il post dell'addio alla sua nazionale 

Onana: "Ho realizzato il mio grande sogno"

"Tutto è iniziato – scrive Onana – a Ngol Nkok, un piccolo villaggio dove, fin da piccolissimo, la mia famiglia mi ha trasmesso i valori che identificano il popolo camerunese. Ho capito che l’amore per questo Paese è eterno e tale impegno non è negoziabile. Ricordo come seguivamo le partite in famiglia. Solo i camerunesi possono capire cosa significa per noi vedere giocare i Leoni Indomabili. È stato allora che ho iniziato a sognare di indossare un giorno la maglia della nazionale. E ora, dopo infinite ore di allenamento, viaggi lunghissimi e tanta perseveranza, posso dire con orgoglio di aver realizzato il mio grande sogno".

Onana: "Continuerò a seguire sempre il Camerun, ma solo da tifoso"

Un sogno che però finisce qui, dopo 34 partite e sei anni (Onana ha esordito in nazionale nel settembre del 2016): "Ogni storia – continua il portiere dell'Inter – ha la sua fine, per quanto bella possa essere. E la mia storia con la nazionale camerunese è giunta al termine. I giocatori vanno e vengono, i nomi sono fugaci, ma il Camerun viene prima di qualsiasi persona o giocatore. Il Camerun rimane eterno e così anche il mio amore per la nazionale e per la nostra gente che ci ha sempre sostenuto non importa quanto sia stato difficile il momento. I miei sentimenti non cambieranno mai, il mio cuore camerunense continuerà a battere e ovunque andrò lotterò sempre per alzare la bandiera del Cameron il più in alto possibile. Continuerò a sostenere la nazionale come tifoso, proprio come fanno gli oltre 27 milioni di camerunesi a ogni partita. Posso solo ringraziare tutti coloro che si sono fidati di me e hanno creduto che potessi aggiungere e contribuire alla squadra. La nazione viene per prima e per sempre".

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