✕

Inter, Çalhanoglu: “Ci siamo mangiati il Milan, è il karma. Devono rispettarci”

Hakan Çalhanoglu (afp)
L'ex al veleno dopo la conquista della Supercoppa italiana. Inzaghi: "Siamo rimasti sempre lucidi e compatti". Dzeko scherza: "Ho 22 anni, voglio vincere ancora"
2 minuti di lettura

RIAD — "La Supercoppa era il secondo obiettivo dopo la conquista degli ottavi di Champions". Nonostante la festa per il successo sul Milan Inzaghi ripete ad alta voce la to do list di questa stagione, ma alla seconda voce la sua si fa quasi commossa. Perché quel trofeo l'ha sollevato a Riad per la sesta volta: due da calciatore della Lazio, due da allenatore dei biancocelesti e due da quando siede sulla panchina dell'Inter. Rispetto alla vittoria dello scorso anno, arrivata alla fine dei supplementari con la Juve, la partita non è mai stata in discussione. "Gara quasi perfetta, siamo rimasti sempre lucidi e compatti, abbiamo interpretato bene le situazioni. Vincere una finale così, contro il Milan, è bellissimo. Dopo l'anno scorso ci siamo abituati a serate così".

RIAD — "La Supercoppa era il secondo obiettivo dopo la conquista degli ottavi di Champions". Nonostante la festa per il successo sul Milan Inzaghi ripete ad alta voce la to do list di questa stagione, ma alla seconda voce la sua si fa quasi commossa. Perché quel trofeo l'ha sollevato a Riad per la sesta volta: due da calciatore della Lazio, due da allenatore dei biancocelesti e due da quando siede sulla panchina dell'Inter. Rispetto alla vittoria dello scorso anno, arrivata alla fine dei supplementari con la Juve, la partita non è mai stata in discussione. "Gara quasi perfetta, siamo rimasti sempre lucidi e compatti, abbiamo interpretato bene le situazioni. Vincere una finale così, contro il Milan, è bellissimo. Dopo l'anno scorso ci siamo abituati a serate così".

Zhang ai tifosi: "Il nostro progetto è vincente"

Meno diplomatico l'ex rossonero Çalhanoglu: "Sulla partita non si può dire tanto, avevamo fame e li abbiamo mangiati. Questa vittoria per me vale ancora di più pensando anche agli sfottò della loro festa scudetto. Ma il karma fa sempre il suo lavoro". Edin Dzeko, che con Inzaghi ha condiviso in nerazzurro i due trionfi (oltre a una Coppa Italia), è lesto al microfono come sul gol del 2-0. "Sono venuto all'Inter per vincere ancora, tra poco compirò 22 anni e non voglio smettere", ha scherzato il bosniaco, 37 a marzo e alle prese col rinnovo di contratto. "Ora non ci pensiamo, festeggiamo la coppa. Che non è una rivincita dopo l'ultimo derby perso, ma è solo un bellissimo trofeo vinto giocando in modo splendido dal primo al 90'". Il suo presidente, Steven Zhang, ha cinque anni di meno ma col trofeo di ieri sera, il quarto della sua gestione, è il quarto patron nerazzurro più vincente della storia: "È il coronamento del nostro progetto, è il massimo vincere una finale che è anche un derby. Stiamo facendo un viaggio indimenticabile, posso rassicurare i tifosi che abbiamo piani vincenti, puntiamo al massimo".

Pioli: "Milan non all'altezza di una finale, sono deluso"

Il contrario di quanto fatto in campo dal Milan, come confermato anche da un deluso e preoccupato Pioli: "È un duro colpo. Il nostro primo tempo non è stato all'altezza di una finale, abbiamo provato a riaprirla ma abbiamo fatto troppo poco. Non mi aspettavo una prestazione del genere, perché conosco le qualità dei miei giocatori. Facciamo fatica a reagire a un errore". Pesano i pareggi in campionato con Roma e Lecce e l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino. "Non stiamo vivendo il nostro momento migliore, soprattutto dal punto di vista mentale. Si riparte lavorando meglio". E da un attaccante, Giroud, che nel 2023 deve ancora segnare. Potrebbe bastare dire una bugia sull'età per riaccendere la macchina rossonera.