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Inter, Inzaghi chiede a Brozovic di blindare il secondo posto

Marcelo Brozovic (agf)
Il croato parte titolare a Bologna, è la prima volta dal rientro dall'infortunio. Gara da non sbagliare, per vivere con tranquillità dietro all'irragiungibile Napoli la piazza d'onore e preparare al meglio il ritorno di Champions con il Porto
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L'Inter non cerca altro che continuità, e la cerca attraverso la stabilità, le verifiche, la solidità: in campionato, insomma, studierà come fare per dare il meglio in Champions, che oggi come oggi occupa la maggior parte dei pensieri. La lezione di Bologna all'ora di pranzo è, in questo senso, molto interessante e potrà essere assai indicativa.

A Bologna per blindare la Champions

In questo strano campionato con un solo padrone, l'Inter ha il privilegio di una certa tranquillità, perché ha cinque rassicuranti punti di vantaggio sul quinto posto, sa di avere la squadra più attrezzata tra quelle che stanno alle spalle del Napoli e anche di avere margini di miglioramento non tr…

L'Inter non cerca altro che continuità, e la cerca attraverso la stabilità, le verifiche, la solidità: in campionato, insomma, studierà come fare per dare il meglio in Champions, che oggi come oggi occupa la maggior parte dei pensieri. La lezione di Bologna all'ora di pranzo è, in questo senso, molto interessante e potrà essere assai indicativa.

A Bologna per blindare la Champions

In questo strano campionato con un solo padrone, l'Inter ha il privilegio di una certa tranquillità, perché ha cinque rassicuranti punti di vantaggio sul quinto posto, sa di avere la squadra più attrezzata tra quelle che stanno alle spalle del Napoli e anche di avere margini di miglioramento non trascurabili, perché scatenare negli ultimi mesi della stagione il potenziale di Lukaku (e di Brozovic) è un lusso che pochi si possono permettere.

Skriniar e Dimarco out, Lukaku e Brozovic titolari

Ed è un lusso, per Inzaghi, potersi permettere di gestire Champions e campionato senza l'ossessione che una competizione tolga energie all'altra. O potersi addirittura permettere di usare i weekend per preparare le partite infrasettimanali, visto che in questo momento l'attenzione è concentrata sulla cruciale gara di ritorno in casa del Porto. A Bologna non ci saranno Skriniar e Dimarco, che hanno acciacchi non gravi ma a proposito dei quali l'allenatore non intende correre alcun rischio. Lo slovacco, uscito malconcio dal mercoledì di Champions, si è fermato per "una lomboglutalgia acuta", mentre l'azzurro è alle prese con un affaticamento muscolare addominale, problema che si porta appresso da un po' e che potrà curarsi con calma in questa settimana senza altre partite di mezzo. Inzaghi non si è fasciato la testa, d'altronde aveva già in mente di fare del turn over: nel terzetto di difesa (dove Acerbi è in ballottaggio con De Vrij) dovrebbe scalare Darmian (l'alternativa è D'Ambrosio), sostituito sulla destra da Dumfries, mentre a sinistra toccherà a Gosens. Sono alternative di alto livello e all'altezza dei titolari: è una ricchezza che l'Inter condivide solamente con Napoli e Juventus. Per quanto la riguarda la formazione, Lukuku e Brozovic torneranno titolari, lasciando rifiatare Dzeko e Mkhitaryan o Barella. È un turn over coi baffi.

Un gol in sei partita, Inzaghi in difesa non soffre più

Il vantaggio abissale del Napoli ha oscurato il rendimento della concorrenza, ma l'ultima Inter si sta finalmente avvicinando a quella che avrebbe dovuto essere già molto prima: il dato più significativo è che nelle ultime sei partite, Coppa Italia e Champions League incluse, ha incassato appena una rete (per altro irrilevante, dall'Udinese): significa che quella vulnerabilità difensiva che ha condizionato l'intero girone d'andata si sta progressivamente ridimensionando. Allargando lo sguardo, e includendo anche la sconfitta casalinga con l'Empoli del 23 gennaio, nelle ultime nove gare sono appena due le reti subite dai portieri interisti, una da Onana e l'altra da Handanovic, e ben sette le partite chiuse a porta inviolata. Nei sette match precedenti, per dare una misura, i gol al passivo erano stati dieci.

Thiago Motta e le ambizioni dell'ex

Dieci mesi fa a Bologna l'Inter incappò nella sconfitta più simbolica del campionato passato, quella della paperissima di Radu e a cui venne attribuita la responsabilità dello scudetto perduto. Stavolta non c'è niente di così importante in ballo ma c'è di mezzo il miglior Bologna degli ultimi tempi, il prodotto del lavoro di un allenatore di altissimo profilo come Thiago Motta, uno destinato a una carriera da copertina. A Bologna sta facendo benissimo come benissimo aveva fatto a La Spezia: in rossoblù sogna l'Europa nonostante l'assenza prolungata di Arnautovic, ma d'altronde lui è bravissimo a creare formazioni senza dipendenze, se non dall'idea. La previsione è scontata: allenerà presto una delle due squadre più importanti della sua vita, il Psg o proprio l'Inter.