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Inter-Fiorentina 0-1: decide Bonaventura, nerazzurri in caduta libera

La rete di Bonaventura (afp)
Terza sconfitta consecutiva in campionato per la squadra di Inzaghi, che vede vacillare il posto Champions. Viola alla quinta vittoria in fila
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MILANO - Razionalmente, per dare la colpa a Simone Inzaghi della sconfitta con la Fiorentina bisogna dimostrare che prima della partita, di soppiatto, abbia legato i lacci di una scarpa con l’altra a Romelu Lukaku. Il centravanti belga, capace otto giorni fa di segnare una tripletta alla Svezia, ha sprecato una mezza dozzina di occasioni. Ma nel calcio funziona così: quando la palla non entra per troppe gare in fila, a risponderne è il tecnico. Ed è inevitabile visto che, per una ragione o per l’altra, il contatore delle sconfitte in campionato sale a dieci, quattro delle quali nelle ultime cinque partite, comprese le ultime tre: Spezia, Juve e ora la Viola. Quattro gol presi, uno solo segnato. Un problema sportivo che rischia di diventare economico. Se l’Inter non arriverà nelle prime quattro, mancando i milioni della prossima Champions, cosa sarà della rosa? Un mese fa sembrava uno scenario apocalittico, oggi è un’opz…

MILANO - Razionalmente, per dare la colpa a Simone Inzaghi della sconfitta con la Fiorentina bisogna dimostrare che prima della partita, di soppiatto, abbia legato i lacci di una scarpa con l’altra a Romelu Lukaku. Il centravanti belga, capace otto giorni fa di segnare una tripletta alla Svezia, ha sprecato una mezza dozzina di occasioni. Ma nel calcio funziona così: quando la palla non entra per troppe gare in fila, a risponderne è il tecnico. Ed è inevitabile visto che, per una ragione o per l’altra, il contatore delle sconfitte in campionato sale a dieci, quattro delle quali nelle ultime cinque partite, comprese le ultime tre: Spezia, Juve e ora la Viola. Quattro gol presi, uno solo segnato. Un problema sportivo che rischia di diventare economico. Se l’Inter non arriverà nelle prime quattro, mancando i milioni della prossima Champions, cosa sarà della rosa? Un mese fa sembrava uno scenario apocalittico, oggi è un’opzione reale, con la Lazio che può scappare a più 5 vincendo a Monza, il  Milan che battendo il Napoli completerebbe il sorpasso sui cugini, l’Atalanta e la Roma che premono. Senza contare la Juventus, settima solo per effetto dei 15 punti di penalità.

<<La cronaca della gara>>

A Inzaghi si può legittimamente imputare l’incapacità della squadra di reagire in situazioni di svantaggio, e i troppi errori in difesa. Salta all’occhio il fatto che Bastoni si sia lasciato anticipare su una palla alta da Bonaventura, alto undici centimetri meno di lui, che di testa non segnava da gennaio 2018, sempre a San Siro, col Milan, contro la Lazio di Inzaghi. Quale sia il male che affligge l’Inter, è difficile dirlo. “Non riusciamo a fare il necessario reset mentale prima dei match”, ha detto Robin Gosens, fresco di laurea in Psicologia e tornato in campo titolare al posto di Dimarco, infortunato come Skriniar e Calhanoglu.  Aggiungiamo il valore degli avversari: la Forentina, che non batteva l’Inter dall’aprile 2017, a Milano ha centrato l’ottava vittoria consecutiva fra tutte le competizioni. Obiettivo centrato nonostante Italiano non potesse contare su Jovic e Sirigu, a cui si è aggiunto Martinez Quarta, dolorante e sostituito nell’intervallo.

Nel primo tempo le due squadre hanno fatto di tutto per portare gli attaccanti al gol ma le punte hanno messo pari impegno nel non buttarla dentro, come se rispondessero all’ordine di un Sindacato Attaccanti in Sciopero. Lukaku è inciampato in palloni che ai bei tempi avrebbe scaraventato in porta. Cabral si è lasciato domare da Acerbi. Correa ha pascolato a debita distanza dal pallone. E Ikoné prima dell’intervallo, a tre metri dalla porta, ha lisciato il più classico dei “lo segnavo anch’io”. Nella ripresa la Fiorentina ha cambiato marcia, facendosi pratica, e  dopo otto minuti, da un calcio d’angolo, ha trovato il gol. L’Inter ha continuato la sua corsa in folle. A nulla è servita la mossa di Inzaghi di ingolfare la metà campo avversaria di punte, con l’aggiunta di Dzeko e Lautaro. All’andata l’assedio finale aveva pagato: 4-3 per l’Inter, con gol nel recupero di Mkhitaryan. Questa volta l’armeno la rete l’ha solo sfiorata, e fa tutta la differenza del mondo. Ora a Inzaghi non resta che fare quel che gli riesce meglio: due grandi partite in Champions con il Benfica. Intanto però, per salvare la stagione, dovrà affrontare martedì la Juventus in semifinale di Coppa Italia, e sabato sfidare a Salerno i granata di Paulo Sousa.

Dopo anni, a San Siro si è assistito alla scena dei tifosi che lasciano lo stadio a cinque minuti dalla fine. Ma erano poche centinaia su 73.576, numero impressionante in un periodo nero della squadra in campionato. Dell’amore dei tifosi milanesi per le loro squadre dovrà tenere conto chi progetterà i nuovi stadi, finora fantomatici.

Inter-Fiorentina 0-1 (0-0).
Inter (3-5-2):
Onana; Darmian, Acerbi, Bastoni (18' st De Vrij); Dumfries, Barella, Brozovic (33' st Dzeko), Mkhitaryan (33' st Asllani), Gosens (18' st Bellanova), Lukaku, Correa (18' st Lautaro) All.: S. Inzaghi.
Fiorentina (4-2-3-1): Terracciano; Dodo, Quarta (1' st Milenkovic), Igor, Biraghi; Castrovilli (21' st Amrabat), Mandragora (31' st Barak); Ikone (31' st Ranieri), Bonaventura, Saponara (21' st Sottil), Cabral  All.: Italiano.
Arbitro: Maresca di Napoli.
Reti: nel st 8' Bonaventura.
Angoli: 11 a 8 per l'Inter.
Recupero: 2' e 5'.
Ammoniti: Castrovilli, Brozovic e Amrabat per gioco falloso, Ikone e Italiano per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 73.576.