Verona-Inter 0-6: passeggiata al Bentegodi, nerazzurri soli al quarto posto
dal nostro inviato Franco VanniPrendi l’Inter che ha battuto il Barcellona e il Benfica, quella bella, concentrata, che non spreca un passo e non regala un metro. Mettila in campo al Bentegodi contro una formazione di fondo classifica, volenterosa ma piena di lacune, altrimenti non si troverebbe dov’è. Il risultato dell’esperimento è stata una partita in cui a tratti, ampi, sembrava di vedere una prima squadra giocare contro la primavera. A Inzaghi, dopo nove mesi di tentativi, finalmente è riuscita la mossa che i tifosi interisti aspettavano: copiare la squadra di coppa e incollarla in Serie A. Ctrl+C, Ctrl+V. La combinazione ha funzionato a Empoli, di nuovo a San Siro con la Lazio, ora a Verona. Tre indizi fanno una prova: anche in Serie A, finalmente, è vera Inter.
Tre gol in sei minuti nel primo tempo, dominato. Due reti in sei minuti nel secondo, controllato senza mai rinunciare ad attaccare. La somma al novantesimo…
Prendi l’Inter che ha battuto il Barcellona e il Benfica, quella bella, concentrata, che non spreca un passo e non regala un metro. Mettila in campo al Bentegodi contro una formazione di fondo classifica, volenterosa ma piena di lacune, altrimenti non si troverebbe dov’è. Il risultato dell’esperimento è stata una partita in cui a tratti, ampi, sembrava di vedere una prima squadra giocare contro la primavera. A Inzaghi, dopo nove mesi di tentativi, finalmente è riuscita la mossa che i tifosi interisti aspettavano: copiare la squadra di coppa e incollarla in Serie A. Ctrl+C, Ctrl+V. La combinazione ha funzionato a Empoli, di nuovo a San Siro con la Lazio, ora a Verona. Tre indizi fanno una prova: anche in Serie A, finalmente, è vera Inter.
Tre gol in sei minuti nel primo tempo, dominato. Due reti in sei minuti nel secondo, controllato senza mai rinunciare ad attaccare. La somma al novantesimo diceva cinque reti a zero, ma alla conta se n’è aggiunta una sesta nell’extra-time, perfidamente concesso da Orsato, direttore di una partita che partita non è stata, gestita dall’arbitro di Schio senza dovere mai tirar fuori di tasca un cartellino.
La vittoria interista è arrivata per merito di tante cose, ma soprattutto di un centrocampo inusuale eppure efficientissimo, con Brozovic regista spalleggiato da Mkhitaryan e Calhanoglu. Proprio il turco, lasciato colpevolmente solo al limite dell’area da Abildgaard, dopo 35 minuti ha fatto il gol che ha deciso la partita, dopo l’autorete di Gaich e prima dello 0-3 di Dzeko, innescato dal numero 22 armeno che ha brutalmente - forse fallosamente - strappato il pallone a Tameze e lo ha spedito in area. Nella ripresa a segnare hanno pensato Lautaro, con un pallonetto tennistico, e di nuovo Dzeko, a cui il gol mancava da gennaio, ma che nello stadio semivuoto dell’Hellas ha deciso che era arrivato il momento giusto per dare sfoggio di classe. La seconda rete di Lautaro è arrivata a cose fatte. Così, con una prestazione da Inter come amano dire gli interisti coi capelli bianchi, i nerazzurri si sono sistemati da soli al quarto posto, in una serata in cui non hanno vinto né la Roma, prossima avversaria in campionato, né il Milan.
Il tabellino di verona-Inter
Hellas Verona 0
Inter 6 (Gaich 31’ pt Aut, Calhanoglu 36’ pt, Dzeko 37’ pt e 16’ st, Lautaro 10’ st e 47' st)
Hellas Verona (3-4-2-1): Montipò 6 – Ceccherini 4 (37’ st Cabal Sv), Hien 5 (17’ st Coppola 5), Magnani 5 – Faraoni 5.5, Tameze 4, Abildgaard 4.5, Depaoli 5.5 – Verdi 6 (1’ st Duda 5), Lazovic 5 (1’ st Doig 5) – Gaich 5 (24’ st Djuric 6) . All. Zaffaroni 5.
Inter (3-5-2): Handanovic 6.5- D’Ambrosio 6.5 (12’ st Darmian 6.5), De Vrij 7, Acerbi 7 – Dumfries 6.5 (20’ st Zanotti 6), Mkhitaryan 7 (20’ st Gagliardini 6), Brozovic 7 (34’ st Asllani 6), Çalhanoglu 7.5, Dimarco 7 (12’ st Bellanova 6.5) – Dzeko 7.5, Lautaro 7.5. All. Inzaghi 8.
Arbitro Orsato 6. Nessun ammonito.