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Inter: Napoli, Fiorentina e Atalanta in sette giorni. La rabbia del club

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi (agf)
Il club nerazzurro dovrà giocare con l'Atalanta a San Siro sabato, tre giorni dopo la finale di Coppa Italia a Roma. La dirigenza è furiosa, almeno la sfida con i bergamaschi poteva essere fissata domenica o lunedì, con più tempo per recuperare energie
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Tre partite in sette giorni, di cui due in trasferta. Domenica la trasferta di Napoli in campionato, mercoledì la finale di Coppa Italia con la Fiorentina a Roma e sabato sera a San Siro la gara con l’Atalanta. Questo il calendario che attende l’Inter. Una sequenza di incontri compressa. Troppo, secondo la dirigenza nerazzurra, che ha reagito con stupore e con rabbia alla decisione di fissare la gara con i bergamaschi solo tre giorni dopo la sfida con la Viola, che potrebbe finire dopo i supplementari.

Le date alternative

Ormai possibilità di fare cambiare il calendario non ce ne sono, ma il club nerazzurro fa notare come la partita contro la squadra di Gasperini si sarebbe potuta tranquillamente programmare domenica 28 o lunedì 29, visto che poi fino al primo weekend di giugno di partite non ce ne saranno. Il timore dell’Inter è che i giocatori possano farsi male, con un simile tour de force di impegni. E che, in ogni caso, possano arrivare stanchi alla sfida con la Dea al Meazza.

Il turnover si complica

La successione rapidissima degli incontri rischia di complicare anche il lavoro del tecnico, Simone Inzaghi, nel progettare il turnover, che così bene ha funzionato nelle ultime settimane. Cambiando fino a otto giocatori fra una partita e la successiva, l’allenatore interista è infatti riuscito a vincere otto partite consecutive, comprese la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus e le due semifinali di Champions col Milan. Ora, trovare rotazioni efficaci potrebbe essere più complicato.

 

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