Pavard, forza e fragilità: chi è il francese che giocherà nell’Inter
di Franco VanniBeniamin Pavard
MILANO — Se l’affare si farà, sarà l’acquisto più costoso dell’intera sessione di mercato in Serie A. Almeno finora. Per portare a Milano il difensore Benjamin Pavard, l’Inter ha messo sul piatto 30 milioni più bonus. In totale, il Bayern Monaco potrebbe quindi incassarne quasi 35, cioè quanti ne ha pagati nel 2019 per strappare allo Stoccarda il ragazzo Maubège, alta Francia. Se al momento della firma le cifre saranno queste, i bavaresi per l’ennesima volta avranno rispettato la legge di Rummenigge, che ammette ovviamente eccezioni, ma poche: mai vendere un giocatore a meno di quel che lo si è pagato. Vista da parte interista, la domanda è: come mai investire la maggior parte dei 55 milioni ricavati dalla vendita di Onana in un difensore? La risposta è semplice: Simone Inzaghi è convinto – e con lui i dirigenti – che il francese possa fare la differenza, sia quando si tratta di attaccare, sia quando ad attaccare sono gli avversari. Qualità che piacc…
MILANO — Se l’affare si farà, sarà l’acquisto più costoso dell’intera sessione di mercato in Serie A. Almeno finora. Per portare a Milano il difensore Benjamin Pavard, l’Inter ha messo sul piatto 30 milioni più bonus. In totale, il Bayern Monaco potrebbe quindi incassarne quasi 35, cioè quanti ne ha pagati nel 2019 per strappare allo Stoccarda il ragazzo Maubège, alta Francia. Se al momento della firma le cifre saranno queste, i bavaresi per l’ennesima volta avranno rispettato la legge di Rummenigge, che ammette ovviamente eccezioni, ma poche: mai vendere un giocatore a meno di quel che lo si è pagato. Vista da parte interista, la domanda è: come mai investire la maggior parte dei 55 milioni ricavati dalla vendita di Onana in un difensore? La risposta è semplice: Simone Inzaghi è convinto – e con lui i dirigenti – che il francese possa fare la differenza, sia quando si tratta di attaccare, sia quando ad attaccare sono gli avversari. Qualità che piacciono anche al tecnico dei bavaresi, Tuchel, che non vorrebbe lasciar partire Pavard. L’allenatore ha preteso di avere un sostituto prima di vedere il francese volare a Milano. Se la trattativa dovesse saltare all’ultimo, l’Inter ha già pronto un piano b: Perr Schuurs del Torino.
I Nirvana e i mesi duri del Covid
Pavard, 27 anni compiuti lo scorso marzo, è un ragazzo intelligente. Ascolta musica anni Ottanta, quella di suo padre. Gli piacciono i Nirvana e in particolare Kurt Cobain, morto due anni prima della sua nascita. Del cantante di Seattle lo affascina in particolare la fragilità, e la sensazione di dovere “portare il peso di una generazione”, come ha scritto in un diario che teneva sulla rivista francese So Foot ai tempi in cui giocava a Stoccarda. Delle proprie, di fragilità, non ha mai fatto segreto. L’anno scorso, in un’intervista a l’Equipe, ha raccontato di avere vissuto un periodo difficile dopo il Covid: “Mi svegliavo e non avevo fame. Provavo a prendermi cura di me stesso. Non è una bella parola, ma si trattava di depressione”. Un tormento interiore di cui il suo calcio non risentiva.
I record col Bayern e quel gol all’Argentina
Nella stagione 2019/2020, la sua prima al Bayern Monaco, Pavard insieme ai suoi compagni ha centrato il treble, o triplete come lo si chiama a Milano: Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League. Lo ha fatto da protagonista, giocando 47 partite tra tutte le competizioni e segnando quattro reti. Nella seconda stagione bavarese, ha completato il primo “sextuple” della storia del Bayern Monaco, aggiungendo ai trofei vinti anche Supercoppa UEFA, Supercoppa di Germania e la Coppa del mondo per club, vinta grazie a un suo gol contro il Tigres Uanl. D’altra parte, che segnasse gol belli e importanti lo sapeva l’intero pianeta, dopo la rete capolavoro con la maglia della Francia contro l’Argentina negli ottavi di finale del Mondiale 2018. Una botta da fuori area, ovviamente di destro. Un colpo di collo pieno in grado di imprimere al pallone una rotazione tennistica.
Il richiamo del derby
L’arrivo a Milano di Benjamin è ormai solo questione di tempo. Ieri non si è allenato con il Bayern, ufficialmente per ragioni di salute. Potrebbe trattarsi di una brutta allergia al ruolo di terzino, che fa così bene ma che non gli piace. Se ha accettato con entusiasmo l’idea di trasferirsi alla Pinetina è infatti per la prospettiva di giocare come centrale alla Bastoni, ma dall’altra parte del campo. È lì che si trova a suo agio, dai tempi delle giovanili al Lille, dove pure è stato provato come mediano. Ed è come centrale che Inzaghi lo vuole, dopo la partenza di Skriniar. A chiamarlo a Milano sono stati anche gli amici. L’attaccante Thuram, suo compagno in nazionale, come anche Rabiot e Theo Hernandez. Il portiere Sommer, con cui ha condiviso metà stagione al Bayern. E anche Giroud, che probabilmente incontrerà nel derby il 16 settembre. D’altra parte, nel suo personale pantheon ci sono diversi difensori rossoneri, come ha detto spesso nelle interviste: Maldini, Nesta, Thiago Silva. Avrà tempo di familiarizzare con le leggende dell’Inter. A partire dal vicepresidente Zanetti, che non vede l’ora di abbracciarlo. Un abbraccio reso ancor più dolce dal fatto che dal 2024/25, per l’ingaggio del francese, l’Inter potrà accedere ai benefici fiscali del decreto Crescita, riservati a chi arriva in Italia dall’estero. Non però per il 2023/24: essendo Pavard arrivato dopo il 2 luglio, il vantaggio non si applica. Per lui è pronto un contratto quinquennale da 5 milioni netti l’anno.