Inter: sarà Klaassen, centrocampista da un gol ogni tre partite, a far rifiatare le punte
di Franco VanniDavy Klaassen
Non è stata la stanchezza la principale causa della sconfitta col Sassuolo. Lo ha detto Simone Inzaghi nella conferenza stampa post-partita, facendo notare come in occasione di entrambi i gol “ci fossero sette nostri giocatori sotto palla”. Tradotto: la squadra era ben schierata, chi doveva tornare dalla fase d’attacco era tornato e ciascuno occupava la sua posizione. Tranne Sommer sul primo gol, ma questo l’allenatore non l’ha detto. Certo è, però, che per l’Inter giocare ogni tre giorni si è fatto sentire. Anche perché, avendo una rosa di tutti convocati nelle proprie nazionali o quasi, le due settimane dedicate alle selezioni sono state tutto tranne che una pausa. E in campo contro la squadra di Dionisi si è visto. Dopo una partenza sprint, i giocatori dell'Inter hanno mostrato i primi segni di cedimento: Darmian non aveva il solito passo, Lautaro mancava di lucidità sotto porta, Dimarco arrivava in affanno al momento di crossare.
Non è stata la stanchezza la principale causa della sconfitta col Sassuolo. Lo ha detto Simone Inzaghi nella conferenza stampa post-partita, facendo notare come in occasione di entrambi i gol “ci fossero sette nostri giocatori sotto palla”. Tradotto: la squadra era ben schierata, chi doveva tornare dalla fase d’attacco era tornato e ciascuno occupava la sua posizione. Tranne Sommer sul primo gol, ma questo l’allenatore non l’ha detto. Certo è, però, che per l’Inter giocare ogni tre giorni si è fatto sentire. Anche perché, avendo una rosa di tutti convocati nelle proprie nazionali o quasi, le due settimane dedicate alle selezioni sono state tutto tranne che una pausa. E in campo contro la squadra di Dionisi si è visto. Dopo una partenza sprint, i giocatori dell'Inter hanno mostrato i primi segni di cedimento: Darmian non aveva il solito passo, Lautaro mancava di lucidità sotto porta, Dimarco arrivava in affanno al momento di crossare.
Inter, il gioco delle coppie scoppiato
In molti ruoli, dai centrali di difesa alle mezzali, Inzaghi ha possibilità di fare turnover, se ritiene, sfruttando i cinque cambi. Più complicata la situazione dell’attacco. Con l’infortunio di Arnautovic, che starà fuori almeno un mese e mezzo, il tecnico ha perso la possibilità di alternare le coppie di punte, come ha fatto per buona parte della passata stagione con Dzeko-Lautaro e Correa-Lukaku, assortiti in tutte le possibili combinazioni. "È un'opportunità che in questo momento purtroppo non posso avere. Adesso che ne manca uno cercherò di alternarli e di dare minutaggio in ogni partita", ha detto Inzaghi. Sanchez è entrato sempre piuttosto bene quando è stato chiamato a farlo. Ma non basta, sia dal punto di vista della tattica sia dei numeri. La soluzione individuata dal tecnico per dare una mano all’attacco è alzare il centrocampista Davy Klaassen, che proprio ieri nel finale ha giocato i suoi primi minuti da interista.
Numeri da attaccante vero
Che sia il trentenne olandese il prescelto per rafforzare la fase offensiva, lo ha detto lo stesso Inzaghi dopo il ko al Meazza con gli emiliani. "Io in questi due giorni, da quando è successo l'infortunio di Arnautovic, ho alzato Klaassen. Sensi è indisponibile, Mkhitaryan ci serve in mezzo". Alle parole hanno fatto seguito i fatti. Oggi alla Pinetina l’ex Ajax è stato provato in posizione molto avanzata, dove peraltro gli è capitato spesso di giocare in carriera. Nei due periodi in cui ha giocato ad Amsterdam, fra il 2011 e il 2017, poi di nuovo fra il 2020 e lo scorso giugno, ha segnato 93 reti in 321 partite. Quasi una rete ogni tre gare, nonostante abbia alternato il ruolo di trequartista a quello di regista davanti alla difesa.
Una vita nell’Ajax
Oltre ad avere un gran destro, Klaassen è abilissimo negli inserimenti. Il suo punto di riferimento dichiarato è Christian Eriksen, di cui nel 2009 ha preso il posto nella seconda selezione dell’Ajax quando il danese è passato il prima squadra. La sua crescita nel club dei lancieri, dove ha cominciato a giocare a 11 anni, lo ha portato a diventare capitano e miglior giocatore del campionato nella stagione 2015/16, per poi passare nel 2017/18 all’Everton, in Premier League, prima di passare nel 2018 al Werder Brema e di fare ritorno ad Amsterdam. In tutto, ha vinto l’Eredivise olandese per cinque volte. Corteggiato estate dopo estate dal Napoli, che non ha però mai affondato il colpo per portarlo a Castel Volturno, è arrivato a Milano da svincolato, dopo essere stato liberato dall’Ajax. L’idea originale alla Pinetina era di farne un vice Calhanoglu, in alternativa ad Asllani, ma l’infortunio di Arnautovic ha spinto Inzaghi a rivedere il suo impiego, avvicinandolo alla porta.