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Inter, nei secondi tempi un gol ogni 26’. Nella ripresa la squadra cambia faccia

Lautaro Martinez festeggiato dai compagni dopo il gol del 3 a 0 alla Salernitana

 (fotogramma)
Passando ai raggi X le reti segnate dai nerazzurri in stagione emerge la prevalenza dei centri nella ripresa: 13 su 20 fra Serie A e Champions. A segnare sono sei volte su dieci gli attaccanti: Lautaro da solo ha fatto la metà dei gol totali. E i cambi portano assist
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SALERNO – Le quattro reti di Lautaro sono le prime in questa stagione segnate per l’Inter da un giocatore entrato dalla panchina, dopo il gol di Frattesi al minuto ’93 del derby. Nelle sette gare precedenti, contando anche la sfida di Champions a San Sebastian con la Real Sociedad, con l’eccezione di quella rete nel finale col Milan, erano sempre andati in gol giocatori schierati dall’inizio dal tecnico. Un’indicazione che dovrebbe placare le critiche a Simone Inzaghi sulla composizione dell’undici titolare. E anche il poker di Lautaro, inedito nella storia della Serie A per un giocatore subentrato a gara in corso, conferma la buona gestione: il Toro contro il Sassuolo aveva dato comprensibili segni di stanchezza, ed entrando a partita cominciata ha potuto fare la differenza.

SALERNO – Le quattro reti di Lautaro sono le prime in questa stagione segnate per l’Inter da un giocatore entrato dalla panchina, dopo il gol di Frattesi al minuto ’93 del derby. Nelle sette gare precedenti, contando anche la sfida di Champions a San Sebastian con la Real Sociedad, con l’eccezione di quella rete nel finale col Milan, erano sempre andati in gol giocatori schierati dall’inizio dal tecnico. Un’indicazione che dovrebbe placare le critiche a Simone Inzaghi sulla composizione dell’undici titolare. E anche il poker di Lautaro, inedito nella storia della Serie A per un giocatore subentrato a gara in corso, conferma la buona gestione: il Toro contro il Sassuolo aveva dato comprensibili segni di stanchezza, ed entrando a partita cominciata ha potuto fare la differenza.

Gli assist dalla panchina

Oltre ai gol di Lautaro a Salerno, i cambi hanno portato anche assist in questa stagione. Alla prima di campionato, a San Siro contro il Monza, il secondo gol di Lautaro al minuto ’76 è stato propiziato da Arnautovic, entrato a gara in corso. Nel poker con cui i nerazzurri hanno steso la Viola alla terza giornata, l’assist per l’ultima rete della partita, sempre di capitan Martinez, l’ha servito Cuadrado, partito dalla panchina. Un altro passaggio decisivo, da subentrato, lo ha fatto Frattesi con la Real Sociedad, neanche a dirlo, anche questa volta per Lautaro, bomber anche in Champions League. E non può che fare piacere ai tifosi interisti il fatto che il suo procuratore, Alejandro Camaño, abbia ribadito negli scorsi giorni che “vuole solo l’Inter”.

Sei reti su dieci dall’attacco

Analizzando la paternità dei 20 gol segnati dall’Inter in stagione, il dato che stupisce di più è ovviamente quello del Toro di Bahia Blanca. Da solo, Lautaro ha messo in porta 9 reti in campionato, quattro in più di Osimhen, più il gol in Champions, che porta il conto a 10. La metà del totale. Un dato mostruoso. Due gol a testa li hanno segnati Calhanoglu, Dumfries, Thuram e Mkhitaryan. A una rete soltanto ci sono Dimarco e Frattesi. Ragionando per reparti, nel 3-5-2 di Inzaghi, l’attacco ha contribuito con 12 reti (contrando anche l’Europa), il centrocampo con 8, mentre la difesa è ancora a secco. Volendo cercare il pelo nell’uovo, sono mancate le reti di testa dei centrali sui calci piazzati, la cui incidenza a fine stagione è comunque quasi sempre statisticamente irrilevante.

Nei secondi tempi un gol ogni 26 minuti

Per quanto riguarda invece primi e secondi tempi, l’Inter ha fin qui segnato di più nella ripresa. Sono infatti 13, contando anche la Champions, le reti arrivate nella seconda frazione di gara, contro le sette segnate nella prima. Un dato che conferma come i cambi portino beneficio a una squadra più attrezzata di altre dal punto di vista della profondità della rosa, e capace di trovare energie utili alla vittoria con i cambi. Limitandosi alla sola Serie A, nei primi tempi l’Inter ha segnato in media un gol ogni 45 minuti, nei secondi il dato si abbassa a 26. Una performance senza pari in questo campionato, determinante nello spiegare la posizione in classifica dei nerazzurri, in testa nonostante lo scivolone in casa con il Sassuolo a San Siro alla quinta giornata.
 

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