LISBONA – Quattromilasettecentoquaranta giorni. Tanto è passato dall’ultimo gol in Champions segnato da Arnautovic, il 7 dicembre 2010, e quello di ieri allo stadio Da Luz. Dodici anni. Un record. Mai nessun calciatore aveva fatto due reti così lontane nel tempo, nella più importante competizione al mondo per club. Allora, vestiva la maglia del Werder Brema e l’avversaria era proprio l’Inter, sua ex squadra con cui, 21enne, aveva appena vinto il Triplete da riserva. Ora, la maglia nerazzurra l’ha di nuovo indosso, e con il suo gol al minuto 5’ della ripresa ha dato il via alla rimonta contro il Benfica, che nel primo tempo aveva segnato 3 gol senza incassarne nemmeno uno.
La carriera dell’austriaco
Nella sua prima vita, Arnautovic è stato una delle più belle promesse del calcio europeo, su Internet giravano i video dei suoi gol acrobatici, e frettolosamente gli è stata appiccicata l’etichetta di “nuovo Ibrahimovic”, alla stessa stessa maniera a cui al povero Grigor Dimitrov, buon tennista, è stata affibbiata quella di “nuovo Federer”. Dopo la parentesi interista, con tre presenze in gare ufficiali e nessuna rete, l’austriaco nell’estate 2010 era stato venduto dal Twente al Werder Brema, dove si è fermato tre anni, segnando in media un gol ogni cinque partite. Da lì, una trafila da giocatore normale: lo Stoke City, il West Ham, quindi un biennio ricco quanto calcisticamente inutile a Shangai. A quel punto, il ritorno in Italia, prima al Bologna e poi di nuovo all’Inter, ingaggiato come riserva di Lautaro e Thuram, per colmare il vuoto lasciato dalla partenza per la Turchia di Edin Dzeko.
Il ritorno all’Inter
L’arrivo in prestito con obbligo di riscatto di Arnautovic finora ha portato due reti, nella prima e nell’ultima gara ufficiale giocate dai nerazzurri in stagione. L’ex ragazzo di Vienna, oggi 34enne, ha segnato nella partita d’esordio del campionato, a San Siro contro il Monza, e quasi quattro mesi dopo è tornato a fare gol a Lisbona. Una sorta di miniatura del suo record lungo una vita, che lo ha visto segnare in Champions a dodici anni di distanza. Per il resto, la sua stagione interista ha risentito di un infortunio al bicipite femorale, che l’ha tenuto lontano dal campo da fine settembre a inizio novembre. In quel periodo, i suoi compagni portavano l’Inter in testa al campionato, e battendo nelle gare di andata Benfica e Salisburgo mettevano le basi per la qualificazione agli ottavi di Champions. Ora finalmente è arrivato il momento in cui anche lui possa dare una mano, segnando. Meglio tardi che mai.
