MILANO — Battere la Lazio e portare il vantaggio sulla Juventus a quattro punti. Questa la missione dell’Inter, che all’Olimpico affronterà i biancocelesti: nelle ultime due stagioni la squadra di Sarri in casa ha sempre battuto quella del grande ex Simone Inzaghi. In questo campionato i nerazzurri hanno dimostrato di sapersela cavare egregiamente anche in stadi da bollino rosso, come il Maradona di Napoli e il Gewiss Stadium di Bergamo. Ma Roma potrebbe presentare qualche insidia in più.
Inter, le trappole dell’Olimpico
Sarri è storicamente bravo ad affrontare le squadre schierate con la difesa a tre. La Lazio ha guadagnato in fiducia, centrando la qualificazione agli ottavi di Champions. E per Inzaghi, arrivato a Formello nel 1999 e fermatosi lì fino al 2020, quella con il proprio passato è sempre una sfida emotivamente intensa. Il tecnico interista ha “un sistema nervoso d’acciaio”, secondo la confidenza di uno dei suoi giocatori, ma è indubbio che incontrare quella che è stata la sua squadra per 21 anni, fra campo e panchina, non possa lasciarlo indifferente.
Inter, allungo possibile
A tre giornate dalla fine del girone di andata, l’Inter comincia a intravedere il traguardo volante del campione d’inverno. Mancano però alcuni tornanti difficili. Prima la Lazio in trasferta, poi il Genoa a Marassi, che ha appena fermato la Juventus, quindi la sfida di San Siro col Verona, che dopo un avvio difficile sembra avere trovato la quadra. Finora l’Inter ha reagito benissimo alla pressione di dovere spesso rispondere alle vittorie della Juventus nello stesso weekend: per ben cinque volte i nerazzurri si sono trovati a dovere vincere, dopo che lo avevano fatto i bianconeri, per recuperare la testa del campionato. Questa volta non ce ne sarà bisogno. Anche perdendo a Roma, la squadra di Inzaghi rimarrebbe in vetta. Vedremo se, senza una Juve vincente a fare da lepre meccanica nelle corse per cani, i giocatori interisti sapranno lo stesso motivarsi.
Inter, la freschezza dei migliori
Se l’Inter vincerà a Roma, probabilmente Inzaghi metterà di nuovo a tacere i suoi (ormai pochi) detrattori, che non gli perdonano il turnover (peraltro molto contenuto) nella partita finita 0-0 a San Siro contro la Real Sociedad, nell’ultima gara di girone di Champions. Un pareggio costato la vetta del girone e, potenzialmente, un sorteggio più scomodo per gli ottavi. Per contro Inzaghi – che dall’inizio della stagione ha indicato come obiettivo la seconda stella, in accordo con Marotta e Zhang – all’Olimpico potrà o contare sulla freschezza di alcuni dei suoi uomini migliori: Lautaro in coppa ha giocato appena 31 minuti, Thuram si è fermato a 65, Barella è stato in campo mezz’ora e anche Çalhanoglu ha riposato nel finale.
Il ritorno di Pavard e il problema Cuadrado
Se la buona notizia dall’infermeria è il rientro di Pavard, almeno per la panchina, a preoccupare è la fascia destra. Dumfries non è ancora in condizione, e Cuadrado sarà operato al tendine di Achille la prossima settimana. Non tornerà prima di aprile. In attesa di rinforzi dal mercato – “Con Marotta parleremo dopo la partita di Roma”, ha detto il ds Piero Ausilio – in fascia giocherà con ogni probabilità il tuttofare Darmian, che a Inzaghi in stagione ha già risolto diversi problemi. In attacco non sarà disponibile Sanchez che, al pari dell’altra riserva Arnautovic, fin qui ha dato un contributo molto modesto alla squadra. Il cileno è fermo per un affaticamento muscolare. Non è escluso che, in emergenza, possa fare qualche minuto come punta anche uno fra Mkhitaryan e Klaassen.
