L’Inter vince la Supercoppa: il Napoli resiste in 10’, poi al 91’ decide Lautaro
dal nostro inviato Franco VanniRIAD – Di nuovo nel recupero. Come due anni fa, quando all’Olimpico Alexis Sanchez, segnando alla Juventus un minuto dopo la fine del secondo supplementare, portò all’Inter la sesta Supercoppa. Questa volta i supplementari non c’erano e a Lautaro è toccato sbrigarsi. Minuto 91, scivolata su assist di Pavard. Così il Toro ha regalato all’Inter il primo trofeo stagionale, a Simone Inzaghi il record solitario di cinque Supercoppa vinte, e alla squadra la fiducia necessaria a tornare a correre per lo scudetto.
«La cronaca della gara»
Nel giorno della morte di Gigi Riva, il più grande attaccante della storia italiana, a risolvere la partita è stato un centravanti arrivato da lontano. E lontana dall’Italia si è giocata la partita, con tutte le difficoltà che questo comporta. Culturali, anzitutto: durante il minuto di silenzio in ricordo di Rombo di tuono, fra i due tempi perché la notizia è arrivata a gara iniziata, il pubblico arabo ha fischiato. La spiegazione l’ha ricostruita con qualche …
RIAD – Di nuovo nel recupero. Come due anni fa, quando all’Olimpico Alexis Sanchez, segnando alla Juventus un minuto dopo la fine del secondo supplementare, portò all’Inter la sesta Supercoppa. Questa volta i supplementari non c’erano e a Lautaro è toccato sbrigarsi. Minuto 91, scivolata su assist di Pavard. Così il Toro ha regalato all’Inter il primo trofeo stagionale, a Simone Inzaghi il record solitario di cinque Supercoppa vinte, e alla squadra la fiducia necessaria a tornare a correre per lo scudetto.
«La cronaca della gara»
Nel giorno della morte di Gigi Riva, il più grande attaccante della storia italiana, a risolvere la partita è stato un centravanti arrivato da lontano. E lontana dall’Italia si è giocata la partita, con tutte le difficoltà che questo comporta. Culturali, anzitutto: durante il minuto di silenzio in ricordo di Rombo di tuono, fra i due tempi perché la notizia è arrivata a gara iniziata, il pubblico arabo ha fischiato. La spiegazione l’ha ricostruita con qualche fatica la Lega di Serie A: non è nella tradizione saudita raccogliersi in ricordo di chi non c’è più, e molti non hanno gradito il fatto che in casa loro si celebrasse un rito alieno. Identica scena aveva accompagnato il minuto di silenzio per la scomparsa di Beckenbauer prima derby di Madrid, in semifinale della Supercopa spagnola.
Ecco uno dei prezzi da pagare per i 23 milioni a edizione che i sauditi mettono sul piatto per ospitare per quattro volte in sei anni il nuovo quadrangolare fra le migliori squadre del campionato e della Coppa Italia. E proprio a Riad, entro la primavera, la Serie A aprirà una sua sede. Per l’ad della Lega, Luigi De Siervo, potrà essere “un’occasione per due popoli per conoscersi, anche oltre il calcio”. Mentre Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International commenta caustico: “Gigi Riva ha segnato l’ultima rete di una vita straordinaria. Si è preso la scena, rendendo ridicolo il calcio di plastica comprato dai soldi sauditi”.
L’Inter è scesa in campo con la stessa formazione che ha surclassato la la Lazio in semifinale, non fosse per De Vrij, al posto di Bastoni affaticato. Nel Napoli a sorpresa ha giocato Zerbin, eroe nella vittoria contro la Fiorentina, al posto di Mario Rui infortunato, con Mazzocchi spostato di fascia. La squadra di Mazzarri è partita forte, quella di Inzaghi è stata feroce nel recupero palla. Ma il fuoco si è spento dopo pochi minuti e ha prevalso il reciproco timore fino all’intervallo: l’Inter si è concessa qualche tiro in più, mentre nel Napoli ha fatto finalmente qualcosa Kvaratskhelia, che non segna da più di un mese e che non serve un assist dal 24 ottobre.
E proprio Kvara ha fatto il più bel tiro della ripresa, parato da Sommer, prima che l’arbitro Rapuano espellesse per doppio giallo Simeone. A quel punto, con il Napoli in dieci, l’iniziativa l’ha presa l’Inter e non l’ha più lasciata. Thuram per due volte ha sbagliato da un passo, non Lautaro. E così la coppa vola a Milano per il terzo anno consecutivo. Mazzarri, che ha raccolto la patata bollente di un Napoli campione d’Italia ma in difficoltà, ha lasciato lo stadio senza aspettare la fine e non si è presentato alla premiazione, come nel 2012 quando a Pechino il Napoli perse in nove con la Juve.
E chissà che groviglio emotivo dev’essere stata la partita vista con gli occhi di Luciano Spalletti, che ha costruito le basi di questa Inter, prima di essere sostituito con Conte, e che ha lasciato il Napoli sul più bello, dopo averlo portato al trionfo. “A tutti piacerebbe giocare questa partita”, ha detto prima che la sfida iniziasse, col distacco di chi ha già dato ed è in pace con se stesso. Il commissario tecnico della Nazionale è il presidente della Repubblica del calcio. Coerentemente Lucio si è goduto dalla tribuna autorità la sfida fra due squadre che ha reso di nuovo grandi. E lo ha fatto Riad, capitale dell’Arabia Saudita dove Roberto Mancini ha scelto di allenare, lasciando libera la panchina più importante d’Italia. Tutto si tiene. E dovrà essere bravo Inzaghi a tenere insieme la gioia della notte araba Inzaghi, perché in campionato non si può sbagliare. La Juventus è prima. L’Inter ha da recuperare la gara con l’Atalanta, ma intanto deve giocare a Firenze. La Viola in Arabia ha preso tre gol contro il Napoli, che l’Inter ha battuto. Ma nel calcio la proprietà transitiva non esiste, tanto più quando in mezzo ci sono dieci giorni e cinquemila chilometri.
NAPOLI 0
INTER 1 46' st Lautaro Martinez
Napoli (5-4-1): Gollini - Zerbin (13' st Ostigard), Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mazzocchi (29' st Mario Rui) - Politano (24' st Lindstrom), Cajuste (29' st Raspadori), Lobotka, Kvaratskhelia (24' st Gaetano) - Simeone. All. Mazzarri
Inter (3-5-2): Sommer - Pavard, de Vrij (18' st Carlos Augusto), Acerbi - Darmian, Barella (18' st Frattesi), Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco (36' st Arnautovic) - Thuram (36' st Thuram), Lautaro Martinez (47' st Bissek). All. Inzaghi
Arbitro: Rapuano
Note: espulso Simeone (16' st), amm. Rrahmani, Calhanoglu, Zerbin, de Vrij, Barella, Mazzarri, Gaetano, Lautaro Martinez. Spettatori 24900.