Lautaro e il dischetto proibito: sbaglia un rigore su tre
dal nostro inviato Franco VanniMADRID – Va bene che l’importante nei rigori è avere il coraggio di calciarli, come dicono gli allenatori dei pulcini e qualche bella canzone, ma se li segni anche è molto meglio. Ne sa qualcosa Lautaro Martinez, capitano dell'Inter, in testa alla classifica marcatori della Serie A pur senza essere rigorista della sua squadra. E c’è un motivo: ne sbaglia più di uno su tre. L’ultimo, doloroso per i nerazzurri e dolorosissimo per lui, lo ha steccato ieri sera, calciando alto il quinto tiro dal dischetto contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Risultato: Colchoneros qualificati ai quarti e nerazzurri, che pure all’andata a San Siro avevano vinto per 1-0, a casa. A pensare al campionato.
Una statistica senza appello
Limitandosi alla statistica in gare ufficiali fra nazionale…
MADRID – Va bene che l’importante nei rigori è avere il coraggio di calciarli, come dicono gli allenatori dei pulcini e qualche bella canzone, ma se li segni anche è molto meglio. Ne sa qualcosa Lautaro Martinez, capitano dell'Inter, in testa alla classifica marcatori della Serie A pur senza essere rigorista della sua squadra. E c’è un motivo: ne sbaglia più di uno su tre. L’ultimo, doloroso per i nerazzurri e dolorosissimo per lui, lo ha steccato ieri sera, calciando alto il quinto tiro dal dischetto contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Risultato: Colchoneros qualificati ai quarti e nerazzurri, che pure all’andata a San Siro avevano vinto per 1-0, a casa. A pensare al campionato.
Una statistica senza appello
Limitandosi alla statistica in gare ufficiali fra nazionale argentina e Serie A - senza quindi considerare le giovanili – Lautaro in carriera ha segnato 16 rigori e ne ha sbagliati 9, tutti con la maglia dell’Inter. Andando a ritroso, in questa stagione ha fatto cilecca in Serie A contro l’Atalanta lo scorso 28 febbraio, il 20 dicembre contro il Bologna in Coppa Italia, con relativa eliminazione agli ottavi. Nella scorsa, ha sbagliato contro lo Spezia, il 10 marzo 2023. Sempre all’anno scorso risale però anche la marcatura più importante della sua vita dal dischetto: quello realizzato contro l'Olanda ai Mondiali in Qatar, da quinto rigorista, decisivo per il superamento del turno. Lì dev’essersi detto: ok, quindi i rigori li so calciare. Ma la statistica e l’evidenza dicono che non è proprio così.
Il Toro come Superpippo
Lautaro, bomber implacabile su azione ma rigorista traballante, è in ottima compagnia nella storia del calcio. Se esistono giocatori che dal dischetto non hanno mai sbagliato una volta in carriera - da Sonny Anderson, ex Lione e Villareal, a Miralem Pjanic, fino al legendario Pauleta – sono numerosi i bomber che da 11 metri sbagliano. Celebre è l’avversione per il dischetto di Pippo Inzaghi, fratello di Simone e bomber implacabile, che però calciando da fermo di fronte al portiere perdeva sicurezza. Si è ritirato con un ruolino di 17 gol e 8 errori. Ed è un vero caso quello della Fiorentina di questa stagione, in cui non solo il talentuoso attaccante Nicol Gonzalez, ma tutti i calciatori che vanno al dischetto sembrano smarrire l’aura. E in Nazionale ancora tiene banco il caso di Jorginho, implacabile al Chelsea ma smarrito in azzurro, per passare dal caso degli attaccanti spreconi agli specialisti che si inceppano.
Il capitano verso il rinnovo
Gli errori nei rigori non ridimensionano certo Lautaro Martinez come attaccante e come giocatore. Semplicemente, è improbabile che tornerà presto a calciare dal dischetto dopo che a Madrid si è preso la responsabilità di calciare il quinto rigore, quello decisivo, e lo ha sbagliato. Ieri i suoi compagni hanno dovuto consolarlo, prima in campo, poi ancora nel ritorno fino a Milano. Era lui, capitano e sciagurato rigorista, il più affranto. Avrà l’occasione per rifarsi in campo col Napoli, domenica a San Siro, ovviamente su azione. E il suo agente Alejandro Camano è al lavoro con gli uomini di mercato nerazzurri per discutere il prolungamento del suo contratto, con adeguamento dell’ingaggio oltre il 30 giugno 2026, scadenza attuale. Si ragiona su un consistente ritocco al rialzo dell’ingaggio: 8 milioni netti a stagione, più bonus legati principalmente ai risultati di squadra. Meglio per lui, rispetto a quelli dal dischetto.