APPIANO GENTILE — Si è presentato in conferenza stampa sereno, sorridente e pronto a vivere il momento. "Il derby è sempre il derby, ci sono ottime sensazioni. Abbiamo lavorato tanto e bene, domani potrebbe essere una giornata speciale per l'Inter", ha detto Simone Inzaghi, alla vigilia della gara di San Siro contro il Milan, in uno stadio in gran parte rossonero. È il primo match point scudetto. Vincendo, l’Inter avrebbe la certezza matematica di vincere il ventesimo scudetto e quindi di cucire sulla maglia la seconda stella. In caso di pareggio o sconfitta, invece, tutto sarà rimandato alla prossima gara, in casa contro il Torino.
Inzaghi e la preparazione del derby
Inzaghi, che a inizio settimana ha lasciato due giorni liberi ai giocatori, ha raccontato il clima che si respira alla Pinetina: “Stiamo lavorando tanto, bene e forte, come abbiamo sempre fatto in questi tre anni. Se la vittoria arriverà domani, tanto meglio. È quello per cui stiamo lavorando, ma per me non è un’ossessione e neanche per i ragazzi". Sulla possibilità di vincere lo scudetto proprio nel derby, Inzaghi ha detto: “Domani potrebbe essere un giorno importantissimo per tutti noi, ma non la stiamo vivendo come un'ossessione. Speriamo che possa accadere e stiamo lavorando per questo. Ma quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto dal 13 luglio. Abbiamo dominato il campionato, ora la salita sta per finire".
Inzaghi contro il Milan
Inzaghi non si è nascosto quando gli è stato chiesto di pesare l’importanza della partita: "La posta in palio è altissima, però sappiamo bene che gli ultimi cinque derby li abbiamo vinti e ci hanno dato una grandissima gioia, ci hanno permesso di arrivare in finale di Champion. Domani, però, il passato non conterà nulla. Dovremo mettere in campo quello che abbiamo, contro una squadra seconda in classifica che farà di tutto per renderci il derby difficilissimo".
La stagione dell’Inter
Il traguardo ormai si vede bene dalla Pinetina e Inzaghi ha iniziato a distribuire i meriti del successo tra chi ha condiviso con lui lavoro e fatica: "Io devo solo ringraziare le persone che sono con me, in primis i giocatori per poi passare ai miei collaboratori. Sono con me da tantissimi anni, mi hanno aiutato tantissimo in questo percorso lungo. Ho una grandissima società alle spalle, abbiamo una società davvero forte a partire dal presidente, passando poi a Marotta, Ausilio, Baccin, Zanetti e Ferri: tutte persone che amano l'Inter e sono pronte a dare tutto per migliorare, tutti insieme si cerca sempre di trovare la soluzione migliore. E poi abbiamo tutti questi tifosi, io non dimentico nulla: la finale di Istanbul è stato un momento bellissimo, ma abbiamo perso comunque una finale di Champions. I tifosi ci sono sempre stati vicini, oggi sono tantissimi e poi insieme alla squadra andremo a salutarli: se lo meritano, una volta arrivati al traguardo lo si è fatto andando tutti insieme, dai giocatori a tutti gli altri".
Inzaghi e la storia con l’Inter
Inzaghi, al suo terzo anno all’Inter, sta per vincere lo scudetto. Dopo il Milan di Pioli e il Napoli di Spalletti. "Le vittorie e i trofei nel calcio contano tantissimo. Però io sono contento di quello che siamo riusciti a creare, come sinergia, insieme alla società, alla squadra, ai tifosi. Io vivo a Milano da tre anni, dopo 22 anni di Roma sono venuto e in tre mesi la gente che incontravo mi faceva i complimenti per come giocava la squadra. È il miglior complimento possibile".
Inzaghi e i complimenti a Pioli
Il Milan, come ogni altro avversario, è stato studiato nei minimi particolari. Inzaghi non si fida di Stefano Pioli, il cui futuro in rossonero è sempre più in bilico: "Posso dire che per me è un grande allenatore e un'ottima persona, ho avuto a che fare con lui quando era alla Lazio, mi ha sempre dato grande disponibilità. Ha fatto un ottimo percorso al Milan, poi quale possa essere il suo futuro non posso dirlo io. Gli auguro il meglio, da martedì".
Il rinnovo di Inzaghi
Poco prima della conferenza stampa di Inzaghi, il presidente nerazzurro Steven Zhang ha definito Simone Inzaghi “un dono”. Il numero uno nerazzurro vuole chiudere presto l’accordo per il rinnovo del contratto del tecnico. "Ho ascoltato le parole di Zhang – ha spiegato Inzaghi – , mi hanno fatto molto piacere, ma non mi hanno sorpreso. Con Steven c'è un grande rapporto, posso solo ringraziarlo per come si è sempre comportato con me, anche nei momenti meno splendidi. Sono contento per lui che sia uno dei presidenti più vincenti nella storia dell'Inter. Per quanto riguarda permanenza o rinnovo, adesso abbiamo un unico pensiero che è vicino, ci sarà tempo e modo sapendo che io qui sto molto bene. Ho una dirigenza alle spalle molto competente".
Il futuro di Inzaghi
Inzaghi, per quel che lo riguarda, non ha mai nascosto il desiderio di proseguire in nerazzurro: "È un ciclo che deve proseguire come normale se arriva questo trofeo, il sesto in tre anni, il settimo in sette. Deve continuare, poi sappiamo che nel calcio le stagioni sono sempre diverse, ma abbiamo una dirigenza alle spalle che si sta muovendo perché si possa continuare, sapendo che io e la squadra pensiamo a questa stagione e non al 2024 o al 2025".
La formazione dell’Inter
Inzaghi in questi giorni ha potuto allenare l’intero gruppo, con la sola eccezione di Cuadrado, alle prese con un problema muscolare. "Qualche dubbio c'è, perché i ragazzi hanno lavorato tutti benissimo. Saremo 24 compresi i portieri, qualche dubbio me lo porterò".
Inzaghi e la risposta al fratello Pippo
Il fratello di Simone Inzaghi, Pippo, tifa per lui nonostante un glorioso passato al Milan: "Da calciatore mi sono tolto soddisfazioni importanti perché ho vinto parecchio con la Lazio. Ora speriamo di poter continuare. Ho sentito l'intervista a mio fratello: lui è di parte, ma mi ha fatto piacere. Io più forte di lui? Qualcuno lo diceva, ma lui ha segnato 320 gol".
