Zhang, il sogno perduto: quanti soldi bruciati dopo lo stop da Pechino
di Franco VanniSteven Zhang
MILANO — Questa notte o molto più probabilmente mercoledì, salvo sorprese, il fondo Oaktree annuncerà l’intenzione di escutere il pegno sulle azioni dell’Inter, per il mancato pagamento da parte di Zhang del finanziamento triennale da 275 milioni concesso nel 2021, che scade oggi. Ma dove nasce il debito? E perché la famiglia cinese proprietaria del club nerazzurro ha dovuto chiedere quei soldi in prestito? Per rispondere bisogna tornare indietro al tempo in cui, prima della pandemia, la famiglia Zhang tirava fuori ogni anno più di cento milioni e li metteva nell’Inter, con l’obiettivo dichiarato (e in gran parte raggiunto) di "vincere tutto".
Così parlò Zhang Jindong nel giugno del 2016 quando acquistò la maggioranza dell’Inter da Erick Thohir e Massimo Moratti, sborsando 91,3 milioni. Nei primi cinque anni, fino al 2021, ha pompato nel club di tasca propria 674,51 milioni fra aumenti di capitale, prestiti soci e sponsorizzazioni da parte di Suning, colosso del commercio informatico…
MILANO — Questa notte o molto più probabilmente mercoledì, salvo sorprese, il fondo Oaktree annuncerà l’intenzione di escutere il pegno sulle azioni dell’Inter, per il mancato pagamento da parte di Zhang del finanziamento triennale da 275 milioni concesso nel 2021, che scade oggi. Ma dove nasce il debito? E perché la famiglia cinese proprietaria del club nerazzurro ha dovuto chiedere quei soldi in prestito? Per rispondere bisogna tornare indietro al tempo in cui, prima della pandemia, la famiglia Zhang tirava fuori ogni anno più di cento milioni e li metteva nell’Inter, con l’obiettivo dichiarato (e in gran parte raggiunto) di "vincere tutto".
Così parlò Zhang Jindong nel giugno del 2016 quando acquistò la maggioranza dell’Inter da Erick Thohir e Massimo Moratti, sborsando 91,3 milioni. Nei primi cinque anni, fino al 2021, ha pompato nel club di tasca propria 674,51 milioni fra aumenti di capitale, prestiti soci e sponsorizzazioni da parte di Suning, colosso del commercio informatico. Erano i tempi in cui il presidente cinese Xi Jinping sosteneva un faraonico piano per lo sviluppo del calcio, in patria e all’estero. E l’attività di Zhang, suo fedelissimo, era parte del disegno.
L’estate di Lukaku, Barella e Sensi
L’apice si è avuto nel 2019, quando in una sola estate alla Pinetina arrivarono Lukaku, Barella e Sensi, con Antonio Conte in panchina. Ma già nel gennaio del 2020, quando a Wuhan si registravano i primi casi di coronavirus, l’allenatore salentino, profetico, dopo una vittoria in Coppa Italia disse: "Non ci sono tanti soldini". A Pechino, infatti, l’inversione di marcia era cominciata: il governo aveva capito che la cultura calcistica è difficile da comprare, e che il campionato nazionale costava tanto e funzionava poco. Di lì a un anno sarebbe stato smantellato, con la chiusura di club importanti, fra cui il Jiangsu di Suning.
Il prestito di Oaktree
Fra febbraio 2020 e l’inizio del 2021 è stato il periodo più duro per gli Zhang all’Inter. Oltre allo shock dei primi mesi di pandemia e l’economia globale paralizzata, dal governo cinese arrivò il definitivo stop alle spese nel pallone, per concentrare gli investimenti in settori cruciali per il Paese. Ed è a quel punto che Zhang — non potendo più fare fronte con sostanze proprie — ha ottenuto da Oaktree il prestito che ha permesso di sostenere il costo di quattro stagioni interiste di conti in rosso, seppur in progressivo miglioramento: 246 milioni di passivo nel 2020/21, 140 nel 2021/22, 85 del 2022/23 e, in proiezione, una cinquantina al prossimo 30 giugno. Nel 2024/25 il club nerazzurro dovrebbe raggiungere il traguardo di un bilancio di nuovo in utile. Ma con ogni probabilità non sarà Zhang a tagliare il nastro. E non si è nemmeno potuto godere a Milano i festeggiamenti per il ventesimo scudetto, settimo trofeo della sua gestione, culminati nella cena di gala di domenica al castello Sforzesco. Perderà l’Inter dalla Cina, dove si trova da undici mesi, e dove deve restituire 320 milioni a China Construction Bank, istituto controllato dal più importante fondo statale.
Il bond quotato da 415 milioni che grava sulla società
Fra l’acquisto del club e la sua gestione, a Zhang l’Inter è costata quasi 800 milioni. Soldi che solo in piccola parte recupererà con l’indennizzo che il fondo dovrà versargli dopo avere escusso il pegno. Oaktree dal canto suo insieme all’Inter e ai suoi dirigenti — l’ad Beppe Marotta lunedì sera ha detto: "Ho annunciato che smetterò nel 2027? Si può sempre cambiare idea" — erediterà anche un bond quotato da 415 milioni che grava sulla società, emesso nel febbraio 2022 per rifinanziare un precedente bond di 375 milioni del 2017, che a sua volta copriva i buchi di bilancio degli anni di gestione Moratti/Thohir, in una storia di debiti mai pagati che dall’indomani del Triplete porta dritto alla seconda stella.