A leggerli a fine agosto, sotto l’ombrellone, i nomi dei nuovi acquisti fatti dall’Inter non facevano scena. Mancava un Modric o un De Bruyne che facesse sognare. Che Manuel Akanji fosse un grande giocatore, lo si sapeva dai tempi del Manchester City. Sul talento di Ange-Yoan Bonny garantiva Cristian Chivu. E di che pasta fosse fatto Petar Sucic lo si era capito già al Mondiale per club negli Stati Uniti.
Il valore aggiunto dei volti nuovi
Ma che in una squadra ampiamente rodata gli ultimi arrivati avrebbero fatto la differenza, non era pronosticabile. Anche perché della vecchia Inter, seconda in Europa solo al Psg e in Italia al Napoli, era partito un unico titolare: Benjamin Pavard. Eppure, dopo due mesi dall’inizio del campionato, a dare valore …
A leggerli a fine agosto, sotto l’ombrellone, i nomi dei nuovi acquisti fatti dall’Inter non facevano scena. Mancava un Modric o un De Bruyne che facesse sognare. Che Manuel Akanji fosse un grande giocatore, lo si sapeva dai tempi del Manchester City. Sul talento di Ange-Yoan Bonny garantiva Cristian Chivu. E di che pasta fosse fatto Petar Sucic lo si era capito già al Mondiale per club negli Stati Uniti.
Il valore aggiunto dei volti nuovi
Ma che in una squadra ampiamente rodata gli ultimi arrivati avrebbero fatto la differenza, non era pronosticabile. Anche perché della vecchia Inter, seconda in Europa solo al Psg e in Italia al Napoli, era partito un unico titolare: Benjamin Pavard. Eppure, dopo due mesi dall’inizio del campionato, a dare valore aggiunto nella formazione nerazzurra sono spesso proprio i nuovi arrivati, ricomprendendo nella categoria anche Pio Esposito, che alla Pinetina nuovo non è, essendo cresciuto con quella maglia addosso, ma che dopo un anno di faville a Spezia è tornato alla base.
Il gol di Sucic alla Fiorentina
Partiamo dalla fine della storia, cioè dalla gara contro la Fiorentina: insieme al figliol prodigo Çalhanoglu, che a luglio sembrava pronto a lasciare, ha brillato Sucic, autore di quella che probabilmente è la più bella rete stagionale per i nerazzurri finora: serpentina furiosa, dribbling di suola da brasiliano in spiaggia e palla dietro le spalle del fenomeno De Gea. Il 22enne — unico a non essere praticamente mai sostituito nel centrocampo della Croazia, che comprende Kovacic e Modric — aveva già servito due assist a Milano: alla prima contro il Toro e di nuovo a San Siro col Sassuolo. Ora ci ha messo anche il gol, meritandosi i complimenti di Chivu: «Dimostra l’esperienza di un trentenne», ha detto il tecnico.
Bonny a quota tre gol
Ne ha già fatti tre di gol in questa serie A il suo coetaneo Bonny, contro Torino, Cremonese e soprattutto Roma. Pupillo dell’ex esterno d’attacco del Triplete Goran Pandev, che a Parma ha condiviso con lui campo e spogliatoio per qualche mese, il francese si è rivelato un backup quasi perfetto del suo più anziano connazionale Thuram. E se Esposito, alla prima stagione in serie A, sta dimostrando di essere più utile, da solo, del trio Correa-Arnautovic-Taremi, anche Akanji non ha fatto rimpiangere Pavard, partito per la volta di Marsiglia: tolta la gara opaca di Napoli, ha sempre chiuso le partite fra gli applausi.
Luis Enrique e Diouf in ombra
L’exploit dei quattro nuovi arrivati non basta a dire che l’Inter quest’estate sul mercato le abbia azzeccate tutte. L’altra faccia della luna, quella in ombra, ha i lineamenti di Luis Henrique, esterno destro brasiliano arrivato dal Marsiglia, e dell’acquisto last minute Andy Diouf, centrocampista preso dal Lens. In due, insieme, sono costati una cinquantina di milioni. Non poco, per giocatori che faticano a inserirsi nelle rotazioni e che Chivu, con la schiettezza di cui è capace, ha definito «non ancora pronti». E lo ha ribadito coi fatti quando, al minuto 32 del secondo tempo di Inter-Fiorentina, pur di non inserire il quasi omonimo del tecnico del Psg, ha lanciato sulla fascia destra Carlos Augusto, abituato a giocare dall’altra parte.
Non è affatto detto che i due ritardatari avranno un’occasione nemmeno fra domenica e mercoledì, quando l’Inter prima andrà a Verona, poi ospiterà in Champions i kazaki del Kairat. Troveranno invece spazio, dall’inizio o a gara in corso, Bonny e il suo gemello diverso Pio: Thuram ha ripreso ad allenarsi in gruppo solo ieri e Lautaro, contro la Viola, ha dato inequivocabili segni di stanchezza.