APPIANO GENTILE – L’Inter prima in classifica, il Milan terzo. A separare le due milanesi sono due punti: i nerazzurri, che giocheranno in casa, hanno la possibilità di allungare a cinque e vivono il rischio di essere sorpassati. “Sarà una bella gara, in mondovisione, carica di rivalità, storia e tradizione. Ma alla fine si tratta sempre di una partita. Ci sono sempre tre punti in palio. Il mondo intero ci guarda. E sappiamo cosa rappresenta per i nostri tifosi e per quelli del Milan, che ci tengono ad avere un lunedì sereno, a non subire lo sfottò dell’amico”. Quanto alla formazione, se l’è cavata con una battuta: “Non faccio il fantacalcio”.
Perché Chivu non vuole il ritiro
Sulla scelta di non fare il ritiro, nemmeno prima dei big match, Chiv…
APPIANO GENTILE – L’Inter prima in classifica, il Milan terzo. A separare le due milanesi sono due punti: i nerazzurri, che giocheranno in casa, hanno la possibilità di allungare a cinque e vivono il rischio di essere sorpassati. “Sarà una bella gara, in mondovisione, carica di rivalità, storia e tradizione. Ma alla fine si tratta sempre di una partita. Ci sono sempre tre punti in palio. Il mondo intero ci guarda. E sappiamo cosa rappresenta per i nostri tifosi e per quelli del Milan, che ci tengono ad avere un lunedì sereno, a non subire lo sfottò dell’amico”. Quanto alla formazione, se l’è cavata con una battuta: “Non faccio il fantacalcio”.
Perché Chivu non vuole il ritiro
Sulla scelta di non fare il ritiro, nemmeno prima dei big match, Chivu ha spiegato: “Anzitutto, non garantisce la vittoria. Ne ho fatti tanti, in anni in cui non ho vinto nulla. Dal punto di vista emotivo, non mi dà tranquillità. Non ho mai fatto ritiro. Giochiamo ogni tre giorni, abbiamo un calendario affollato. Voglio dare loro tempo di stare con le proprie famiglie. Vanno a casa, riposano bene, sono professionisti. Mi basta la giornata insieme. Si gioca di sera. Che senso ha prolungare l’attesa? Non significa che ho ragione. La mia coscienza è a posto così, non ho bisogno di dirmi di avere fatto di tutto per vincere”.
Il derby e il tema dei favoriti
Sul giochino di chi sia il favorito, il tecnico interista ha risposto così al suo collega del Milan: “Allegri ci dà per favoriti? Non esiste la favorita in un derby. Si parte dal 50 e 50 di probabilità di vincere. Servono determinazione, corsa, capacità di vincere i duelli. Così si raggiunge il risultato”. E sul fatto che il derby possa già indirizzare la stagione, frena: “La classifica è corta, dobbiamo prenderci i tre punti, ma per fortuna il campionato dura 38 giornate. Il derby è una partita a sé, non esistono favorite. Si parte dallo 0-0 e serve determinazione, come in tutte le partite, anche quando si affrontano avversarie meno blasonate”.
Il primo derby da allenatore di Chivu
La sfida col Milan, da quando siede sulla panchina dell’Inter, per Chivu è una prima volta. “Per me è il primo derby da allenatore. Una partita come tutte le altre. Per fortuna ho avuto modo di vivere dei derby da giocatore. So come si vive la settimana, la giornata lunga, l’attesa che diventa un po’ troppo. Abbiamo campioni, da una parte e dall’altra. Spero sarà una partita bella e divertente. Importante per il calcio italiano”.
Archiviare le sconfitte e guardare avanti
Sul fatto che nelle ultime sfide ai rossoneri l’Inter non abbia mai vinto, Chivu dice: “Il calcio è talmente bastardo che cambia da una partita all’altra. Non voglio che mi sentano tristi. Lo zoccolo duro e le sconfitte nel derby. Non vado ad aprire certe ferite. Conosciamo il percorso e sappiamo da dove veniamo. Non mi interessa il passato. Mi interessa quel che siamo oggi. Si tratta sempre di piccole cose che possono fare la differenza. Il calcio è un bel gioco, da affrontare col sorriso. Non dimentichino, i giocatori, che fatica hanno fatto per arrivare qui. Ma si divertano, e nel divertimento trovino la responsabilità. Solo così si cresce”.
L’elogio alla Serie A di Chivu
La presentazione della partita è stata l’occasione per Chivu di elogiare la Serie A. “Il campionato italiano è il più tattico e quindi il più difficile, per la voglia di avere squadre compatte. Ed è meraviglioso, come lo è questo Paese. All’estero c’è più spensieratezza, più concentrazione sulla fase di possesso palla. Ma c’è meno passione. Anche i giornalisti dovrebbero sorridere di più, il calcio è bello. In Italia si parla di difesa e gol subiti. Ci dimentichiamo del bello delle cose. Ieri nevicava e oggi c’è il sole. L’ansia è bugiarda, succhia energie, bisogna apprezzare quel che si ha”.
Il Milan e le armi tattiche rossonere
Quanto alla qualità degli avversari, Chivu ha detto: “Sappiamo la qualità dei giocatori che il Milan ha. Giocatori letali, negli spazi e sullo stretto, che possono metterti in difficoltà. Il piano di gioco è quello che è ma può essere stravolto. Vale per noi come per loro. Bisogna preparare la squadra ad affrontare più momenti”. E di Allegri dice: “Max è un vincente e ha vinto non a caso. È l’allenatore con più titoli in Italia. È un motivatore, sa fare le cose semplici ma anche altre, come fare esprimere al massimo i suoi giocatori. Sappiamo che dovremo sapere soffrire. Dovremo essere dominanti senza perdere l’equilibrio. E ci sarà la bravura degli avversari. Bisogna sporcare qualche giocata. Fare qualche fallo in più”.
Lautaro, Thuram e le condizioni della squadra
Venendo ai singoli giocatori, come sempre, il tecnico interista ha detto il meno possibile: “Lautaro quando arriva nella vicinanza dell’area ha esperienza, cazzimma, qualità di annusare dove e come si deve mettere. E quando si difende porta pressione con cattiveria e voglia di rubare davvero la palla. Non mi stupisce che sia uno dei marcatori più prolifici in Serie A e con la sua nazionale”. Quanto a Thuram, e alla condizione generale dei giocatori, ha rassicurato: “Thuram sta bene e si è allenato bene con noi. Solo Dumfries non sta bene e domani non ci sarà, gli altri invece sono tutti in forma”.