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L’Inter non si ferma: 1-0 all’Udinese, ci pensa Lautaro

L'esultanza di Lautaro dopo il gol (ansa)

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L’argentino torna al gol dopo 4 gare e si conferma a quota 11 capocannoniere
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UDINE – In Romania, quando un cavallo supera l’avversario di pochissimo al traguardo si dice che A câștigat la mustața. Letteralmente: Ha vinto per un baffo, che è ancor meno del muso, per quanto corto esso sia. A differenza di Max Allegri, suo rivale nella corsa scudetto, Cristian Chivu non s’intende di ippica, ma ha imparato l’arte di vincere di quel tanto che basta, che all’Inter non è mai stata la specialità della casa. Anzi. E che in Italia, storicamente, porta trofei.

«La cronaca della gara»

Il corto muso di Chivu

Dopo avere battuto per 1-0 il Lecce a San Siro mercoledì scorso, ieri allo stadio Friuli i nerazzurri hanno superato col minimo risultato anche l’Udinese, che il 31 agosto al Meazza aveva beffato il tecnico di Reșița regalandogli, si fa per dire, la prima sconfitta sulla panchina dell’Inter. Centotrentanove giorni dopo, la rivincita è completata e il cerchio si è chiuso. Grazie a una dimostrazione di pragmatismo feroce, i nerazzurri ieri sono andati a dormire a più sei…

UDINE – In Romania, quando un cavallo supera l’avversario di pochissimo al traguardo si dice che A câștigat la mustața. Letteralmente: Ha vinto per un baffo, che è ancor meno del muso, per quanto corto esso sia. A differenza di Max Allegri, suo rivale nella corsa scudetto, Cristian Chivu non s’intende di ippica, ma ha imparato l’arte di vincere di quel tanto che basta, che all’Inter non è mai stata la specialità della casa. Anzi. E che in Italia, storicamente, porta trofei.

«La cronaca della gara»

Il corto muso di Chivu

Dopo avere battuto per 1-0 il Lecce a San Siro mercoledì scorso, ieri allo stadio Friuli i nerazzurri hanno superato col minimo risultato anche l’Udinese, che il 31 agosto al Meazza aveva beffato il tecnico di Reșița regalandogli, si fa per dire, la prima sconfitta sulla panchina dell’Inter. Centotrentanove giorni dopo, la rivincita è completata e il cerchio si è chiuso. Grazie a una dimostrazione di pragmatismo feroce, i nerazzurri ieri sono andati a dormire a più sei punti sul Napoli e sul Milan, che il Lecce dovrà incontrarlo questa sera.

L’Inter si scopre pratica

L’Inter spumeggiante ma distratta della scorsa estate è un ricordo. Ora si è fatta decisamente pratica: un gol dopo 19 minuti e altri 77, contando i recuperi dei due tempi, per difenderlo. E quando nel finale Runjaic ha messo in campo quattro punte, Chivu di risposta ha schierato altrettanti centrali, con Akanji spostato nell’inedito ruolo di vertice alto di una difesa a rombo. Tutto giusto, col senno di poi.

Udinese depotenziata senza Zaniolo

A cose fatte, l’allenatore nerazzurro ha commentato: «Le cose belle si fanno quando si può, ma quando serve bisogna essere concreti. È l’undicesimo clean sheet. Non è banale». Anche perché la statistica racconta comunque di una gara dominata dall’Inter, non solo in quella prima mezz’ora di furore. Alla fine si sono contati tredici tiri contro cinque, con un possesso palla del 63 per cento. E l’Inter, che nel girone di andata ha vinto contro tutte le dieci squadre arrivate al giro di boa nella parte destra del tabellone, ha aggiunto alla lista anche l’Udinese, depotenziata perché priva di Zaniolo.

La premiata coppia Lautaro-Esposito

L’unica rete al Bluenergy Stadium l’ha segnata Lautaro, su assist di Esposito. Un’inversione di ruoli rispetto alla gara con il Lecce, in cui era stato Pio a buttare in rete in tap-in una palla che il portiere aveva dovuto smanacciare via, dopo un bel tiro del capitano interista. Cambia il nome sul tabellino, non il risultato, raggiunto peraltro senza scomodare i più stanchi fra i big dello spogliatoio, che hanno riposato e torneranno comodissimi martedì a San Siro contro l’Arsenal: Alessandro Bastoni e Marcus Thuram, che nonostante i ragazzini Pio e Bonny facciano faville resta titolare nei big match. Già, i big match. Se il problema dell’Inter sono state fin qui le grandi partite, fra due giorni i nerazzurri avranno l’occasione di vincerne una grandissima, contro la capolista della Premier League, che guida anche la classifica di Champions. Sarà interessante vedere se Chivu proporrà un approccio garibaldino o la saggezza tattica delle ultime uscite.

Udinese-Inter 0-1 Udinese (3-5-1-1) Okoye 6.5 – Kristensen 5, Kabasele 5.5 (30’ st Bertola 6), Solet 6 – Zanoli 5.5 (30’ st Ehizibue 6), Piotrowski (45’ pt Miller5.5), Karlstrom 5, Ekkelenkamp 5.5 (39’ st Bayo sv), Kamara 5 – Atta 5.5 (30’ st Gueye 6) – Davis 5.5. All. Runjaic 5.5

Inter (3-5-2) Sommer 6.5 – Bisseck 6.5, Akanji 6.5, Augusto 6 (32’ st Acerbi sv) – Enrique 6, Barella 6, Zielinski 6.5 (43’ st Sucic sv), Mkhitaryan 6 (32’ st Frattesi sv), Dimarco 6.5 – Lautaro 7 (43’ st De Vrij sv), Esposito 6.5 (22’ st Bonny 6). All. Chivu 7

Arbitro Di Bello 5.5 Rete: Lautaro 20’ pt

Note Ammoniti Augusto. Spettatori 24.929

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