Un ragazzo di 19 anni, milanese, inserito nel tifo organizzato interista. Non un cane sciolto, neanche il tifoso dell’Inter club San Marino inizialmente ritenuto responsabile. A stordire Audero con un petardo durante Cremonese-Inter di domenica scorsa è stato un membro di uno dei gruppi della Curva nord nerazzurra. È stato arrestato ieri con provvedimento di flagranza differita dalla Digos di Milano, poi iscritto nel registro degli indagati dal pm di turno, Francesco Cajani. Non sono ancora note le accuse contestate. Si trova in carcere a San Vittore, dove questa mattina si terrà l’udienza di convalida dell’arresto.
I filmati
Per due giorni la Digos di Milano, insieme ai colleghi di Cremona, ha cercato filmati del lancio del petardo. Il tifoso romagnolo feri…
Un ragazzo di 19 anni, milanese, inserito nel tifo organizzato interista. Non un cane sciolto, neanche il tifoso dell’Inter club San Marino inizialmente ritenuto responsabile. A stordire Audero con un petardo durante Cremonese-Inter di domenica scorsa è stato un membro di uno dei gruppi della Curva nord nerazzurra. È stato arrestato ieri con provvedimento di flagranza differita dalla Digos di Milano, poi iscritto nel registro degli indagati dal pm di turno, Francesco Cajani. Non sono ancora note le accuse contestate. Si trova in carcere a San Vittore, dove questa mattina si terrà l’udienza di convalida dell’arresto.
I filmati
Per due giorni la Digos di Milano, insieme ai colleghi di Cremona, ha cercato filmati del lancio del petardo. Il tifoso romagnolo ferito alla mano, 40 anni, era il principale sospettato perché trovato in possesso di uno zaino con altro materiale (sequestrato). Lui ha provato a lanciare un bengala dopo quello caduto accanto ad Audero, ma lo ha fatto non così vicino al campo e il fuoco gli è esploso in mano. Ha perso l’ultima falange dell’indice e del medio, il resto è stato ricostruito e salvato in ospedale a Modena, dove è stato trasferito da Cremona.
Le analisi incrociate
Non era l’unico tifoso nella curva interista in possesso di petardi. Il responsabile alla fine è stato individuato grazie alle analisi incrociate delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio Zini con quelle della polizia scientifica. È stato rintracciato a Milano. Farebbe parte dei Vikings, uno dei gruppi ultrà interisti più grossi, il cui leader Nino Ciccarelli è anche a capo del direttivo della Nord.
Il Viminale
Ieri il Viminale ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo «e il divieto di vendita, per gli stessi incontri, dei biglietti ai residenti in Lombardia». Salvo il derby con il Milan dell’8 marzo perché «non ci saranno movimenti di tifoserie». L’Inter, per bocca del presidente Marotta, ha promesso di impedire ai responsabili l’ingresso a San Siro oltre a procedere contro di loro davanti all’autorità giudiziaria. Oggi è attesa la decisione del giudice sportivo, con sicura multa (fino a 50mila euro). Non è escluso, però, che i nuovi elementi emersi — il coinvolgimento di una persona che fa parte di uno dei gruppi ultrà nerazzurri più importanti — portino ad altre valutazioni, compresa la chiusura della Curva Nord al Meazza per alcune gare. Stasera alle 21 l’Inter a Monza (San Siro è indisponibile, dedicato ai Giochi di Milano Cortina) sfida il Torino nel primo quarto di Coppa Italia. Previsto un ampio turnover: Chivu è tentato di schierare per la prima volta dal 1’ la coppia Bonny-Esposito. A centrocampo Diouf, dietro debutto stagionale da titolare per Darmian. Rigori dopo il 90’, chi passa trova in semifinale la vincente di Napoli-Como, in programma martedì.